Enna. Assistenza domiciliare: UN DIRITTO NEGATO
Enna-Provincia - 10/09/2010
“Da diversi anni in provincia di Enna in ambito sanitario si consuma ogni giorno una grave ingiustizia ai danni della popolazione : l’assistenza domiciliare integrata e l’assistenza domiciliare palliativa continuano ad essere un diritto negato alla popolazione”. E’ quanto denuncia il dr.Edoardo Di Maggio, medico di medicina generale ed esperto in cure palliative e terapia del dolore : “ nella nostra provincia ormai da anni si continua a privare la popolazione di due forme importanti di assistenza sanitaria, l’assistenza domiciliare integrata e l’assistenza domiciliare integrata di tipo palliativo, modelli di assistenza sanitaria previsti e finanziati dal SSN già dal 1999, ampiamente sviluppati non solo nel resto d’Italia, ma anche in gran parte delle province siciliane..tranne che nella nostra!”. Si tratta di tipologie assistenziali efficaci ed estremamente utili per i pazienti ‘critici’, ed in particolar modo per i pazienti terminali, rivolte anche ai familiari e soprattutto hanno un costo nettamente inferiore rispetto ad analoghi trattamenti attualmente erogati esclusivamente in ospedale. Pur a fronte di evidenti vantaggi continuano a non essere attivate nella nostra Asp. Centinaia di famiglie ogni giorno si trovano ad affrontare i problemi di una grave disabilità o di una condizione di terminalità che comportano enormi carichi sia come impegno fisico e psicologico sia in termini di conseguenze economiche ( si calcola in circa 1500 euro i costi che una famiglia di un malato terminale sostiene mensilmente). E tutto questo avviene da anni in un silenzio assordante!! Nessuna voce ( politica, istituzioni, associazioni civiche etc) si leva a denunciare quello che è un vero e proprio “diritto negato” alla popolazione ennese ! Ogni cittadino ..continua il dr. Di Maggio… ha il diritto sancito dalla legge e previsto dai livelli essenziali di assistenza, di ricevere al proprio domicilio tutte le forme di assistenza possibili volte a recuperare una disabilità o a garantire una morte buona e dignitosa nel proprio letto, che è il luogo dove quasi tutti noi vorremmo morire..Un DIRITTO sancito dalla legge che già dal 2001 lo individua tra i “DOVERI” istituzionali “ESIGIBILI” dalla popolazione. In Sicilia esiste un’ampia e avanzata produzione legislativa a riguardo ma che viene compiutamente attuata solo in alcune provincie , spesso grazie al prezioso intervento del No-Profit, e invece completamente disattesa in provincia di Enna. Eppure si tratta di prestazioni sanitarie a basso costo che , come ampiamente dimostrato, si autofinanziano con il risparmio dei costi sui ricoveri ospedalieri. La Dirigenza dell’ASP 4 di Enna continua a rimanere al palo: né quella precedente ,che avrebbe avuto tempo sufficiente per attuarla, né quella attuale, ormai in carica da più di un anno, sono riuscite ad attivare l’assistenza domiciliare. A casa del paziente va esclusivamente il Medico di Famiglia, unica espressione di assistenza sanitaria continua al domicilio, talora costretto a farsi carico di compiti estremamente gravosi che spesso non rientrano nelle sue competenze e/o capacità professionali : ..”eppure lo facciamo lo stesso”..perchè i malati e le loro famiglie continuano a individuare nel MMG il principale punto di riferimento per la loro salute. Il sostegno di altre figure professionali in questo difficile compito sarebbe di enorme aiuto: un’equipe assistenziale, come quella dell’assistenza domiciliare, consentirebbe di restituire dignità alla nostra professione, di migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie e permetterebbe ai nostri pazienti e alle loro famiglie di affrontare una convalescenza o una condizione di terminalità in modo dignitoso al proprio domicilio. Nei giorni scorsi è stata pubblicata la nuova bozza del Piano sanitario regionale per il 2010-2012: in esso viene ulteriormente ribadita l’importanza dell’assistenza domiciliare che dovrà essere ulteriormente implementata con l’associazionismo medico: in futuro il domicilio diventerà il principale luogo di cura..ma in provincia di Enna quando inizierà il futuro?”
Edoardo Di Maggio
Medico di Medicina Generale con ambulatorio a Nicosia , Specialista in Chirurgia generale, Segretario della Sezione di Enna della Società Italiana di Medicina Generale, Coordinatore della Provincia di Enna della Società Italiana di Cure Palliative, Componente del comitato Ospedale -Territorio senza dolore della Asp di Enna.
—
Risposta dell’ASP ENNA, pervenuta il 13 settembre
In riscontro alla nota del Dott. Edoardo Di Maggio in tema di Assistenza Domiciliare, si precisa quanto segue:
Nell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna, all’atto dell’insediamento di questa Direzione, non era attivo il servizio di Assistenza Domiciliare eccetto che nel Distretto di Enna. Lo stesso dicasi per l’assistenza domiciliare al paziente oncologico.
La Direzione Aziendale, nonostante le molteplici e complesse problematiche che si è trovata ad affrontare al suo insediamento, in conseguenza della fusione delle due ex aziende sanitarie provinciali, ha rivolto massima attenzione al rilancio ed allo sviluppo dell’assistenza domiciliare.
È stato redatto il progetto di riorganizzazione e riqualificazione delle cure domiciliari (delibera n. 816/2010) in linea con le disposizioni assessoriali e si sono studiate le possibili forme di attivazione che hanno nella carenza di risorse umane il principale limite alla piena realizzazione.
Le disposizioni di legge riguardo l’acquisizione di personale e di servizi, con espressi divieti e precise limitazioni, hanno reso problematico il pieno avvio del servizio.
Tali difficoltà, è bene sottolinearlo, non sono solo di quest’Azienda ma di tutte le Aziende Sanitarie regionali, anche quelle nelle quali l’assistenza domiciliare è di più antica realizzazione.
D’altro canto, non si è ritenuto di avviare un servizio senza avere ragionevole certezza di una sua continuità, al fine di non determinare inefficienze/o e interruzioni, anche in considerazione della particolare fragilità dei soggetti destinatari.
Resta fermo l’intendimento di questa Direzione di avviare il servizio su tutti i Distretti aziendali, ricorrendo a strumenti e risorse complementari ed alternativi, in attesa di risoluzioni assessoriali che consentano il pieno e duraturo approvvigionamento di personale e servizi.