Enna. Quando l’Arma è un’emozione per sempre

La rettitudine dei comportamenti, il rispetto dei valori etici e deontologici, sono, in qualsiasi Stato di diritto, la base di una ordinata convivenza civile, per il bene delle istituzioni, per il benessere e il progresso dei cittadini. Nella vita di ognuno questi valori devono prevalere e, in particolare, devono quasi essere un patrimonio genetico per il cittadino soldato che si riconosce nei principi dell’etica militare, considerata quale elemento propulsore di motivazione, di sacrificio cosciente, di onestà intellettuale e di onore.

Questi valori di riferimento, questa ricchezza umana della professione militare, potremmo dire del “mestiere delle armi”, non sono cambiati nel tempo. Queste riflessioni acquistano uno spessore più profondo alla luce degli attuali impegni delle Forze Armate.

Il ruolo di pacificatore nel campo della politica di sicurezza, esterna ed interna, richiede al militare una chiara sensibilità professionale motivata dalla consapevolezza dei valori etici che ispirano una condotta razionale e prudente nella gestione e nell’impiego dei sistemi d’arma per garantire condizioni di stabilità per una convivenza pacifica. Oggi più che mai, in un momento storico di notevoli difficoltà sociali ed economiche che non risparmiano nessuna regione del mondo, è vitale che i militari mantengano saldamente il senso etico del loro operare, continuando in ogni momento e circostanza a valutare le conseguenze del proprio agire sempre per il bene delle comunità al cui servizio sono impegnati anche a rischio del bene più prezioso.

Da tre anni ad Enna, questo è stato l’impegno del Comandante Provinciale dei CC. di Enna Ten. Colonnello Michele Di Martino che, avendo saputo ben coordinare il resto della Compagnia ha raggiunto risultati veramente eccezionali tante volte annoverati tra le testate giornalistiche quotidiane, adesso però avviene un cambio di guardia poiché essendo stato trasferito a Palermo lascia il comando provinciale.

Il suo rapporto con le autorità cittadine e provinciali è emerso nell’organizzazione impeccabile delle varie cerimonie locali e di commemorazione nazionali, fra tutte la festa dell’arma dei CC. Dove ha aperto veramente in senso lato le porte ai cittadini partecipando attivamente e facendo sentire la presenza delle istituzioni anche nei momenti di festa.

Enna – a suo dire – gli ha donato quella libertà d’azione e di svolgimento della propria vita che ambienti più ampi non offrono, l’ospitalità della gente lo ha parecchio colpito e di ciò ne è prova il fatto che spesso è stato in giro per la nostra città volendo conoscerla non solo dal punto di vista storico-artistico ma anche riguardo le tradizioni popolari e culturali.

Sempre presente, infatti, nelle funzioni religiose ma anche dello spettacolo impegnandosi in prima persona con l’aiuto delle autorità cittadine e provinciali per l’apertura del Teatro Garibaldi. Si è interessato altresì alle manifestazioni artistiche della città, egli stesso dichiara infatti di amare l’arte e il collezionismo, la poesia e la natura e dunque la vita in tutte le sue molteplici sfaccettature.

Proprio per questo anche chi è impegnato in ruoli così importanti cerca sempre più di circoscrivere uno spazio di tempo da dedicare al collezionismo, all’arte, alla musica a ciò che al di là del dovere verso gli altri lasci il tempo per se stessi per vivere, anche se brevemente, una vita comune.

Quel “giardino dell’assurdo” che ciascuno cerca di coltivare tirando fuori tutto l’amore che ha dentro per ritagliarsi uno spazio e sopravvivere alle vicissitudini della vita quotidiana, che a volte sembra così difficile da comprendere ma solo la forza dell’amore riesce a entrare senza chiedere spiegazioni.

Da parte di tutti un sincero augurio di Buona Fortuna e di un’eccellente carriera.


Luisa Gardali a nome di tutta la Redazione di ViviEnna