CISL: Sicilia al bivio, alleanza sociale per svolta

PALERMO – Una società “narcotizzata”. È quella che Benedetto XVI troverà in Sicilia, domenica 3 ottobre. Una società che al nuovo governo regionale, che nel pomeriggio si presenterà all’Ars, chiede che sia rimessa in moto l’economia della regione. Anche prestando ascolto alle proposte dell’alleanza sociale tra persone e associazioni di ispirazione cattolica, che hanno dato vita al Forum. Maurizio Bernava, segretario della Cisl Sicilia, intervenendo al meeting che stamani ha riunito in videoconferenza tra Palermo, Bari, Napoli e Reggio Calabria, esponenti di Cisl, Acli, Movimento Cristiano Lavoratori, Compagnia delle Opere, Confartigianato e Confcooperative, ha puntato il dito contro i mali che, come un’ipoteca, pendono sull’Isola e sui siciliani. Ha denunciato “il mancato sviluppo degli ultimi quindici anni; i tre anni di pesante crisi esplosa; il dissesto dei governi locali e i tagli di risorse che non aiutano certo l’economia”. Così, la Sicilia, ha detto, si trova “in difficoltà proprio alla vigilia del varo del federalismo fiscale”. Per di più, “con la parte migliore delle imprese e dei giovani fuori da un mercato, occupato piuttosto da clientele e malaffare”. Da qui l’urgenza di una “nuova classe dirigente meridionale che rimetta al centro il bene comune, l’etica, la consapevolezza, la responsabilità. E la competenza”. “La Sicilia è al bivio”, ha ripetuto il segretario Cisl. E il governo regionale deve intervenire, in primo luogo con la “riprogrammazione e rimodulazione dei fondi Ue e Fas per riorganizzare le condizioni di contesto e favorire gli investimenti”. “Vanno ammodernate le infrastrutture materiali e immateriali, vanno potenziati i servizi alla comunità, va sostenuta la ricerca e l’innovazione, vanno promosse le aggregazioni tra imprese che accrescano dimensioni e capacità competitiva”. È su questi punti, ha rimarcato il segretario Cisl, e sulla capacità di prevenire e combattere la criminalità, che si misura la volontà di cambiamento, la qualità e la lungimiranza della classe dirigente. “Su questi fronti, si misureranno la volontà e la capacità di svolta del nuovo governo regionale”.