Trasporti: FILT e CGIL, in Sicilia sistema in crisi con rischio e mobilità
Enna-Cronaca - 13/10/2010
“La situazione dei trasporti in Sicilia e’ critica, con le ferrovie in disarmo e il trasporto pubblico locale a rischio bancarotta”. A lanciare l’allarme sono la Cgil e la Filt siciliane che chiedono al presidente della Regione di “iniziare un confronto serrato con l’obiettivo di portare a compimento tutto cio’ che rientra nelle competenze della regione”. Antonio Riolo , della segreteria regionale Cgil, e Franco Spano’, segretario generale della Filt regionale, sottolineano d’altronde che “sono le inadempienze della Regione unite ai tagli di Tremonti ad avere determinato una situazione in cui sono a rischio il diritto alla mobilita’, la continuita’ territoriale, migliaia di posti di lavoro”. Dito puntato da parte della Cgil e della Filt contro la mancata stipula del contratto di servizio tra Ferrovie e Regione “che- rilevano i sindacalisti-ha determinato una forte riduzione dei servizi nel trasporto ferroviario regionale, cosa di cui ne sanno qualcosa i pendolari”. Il suddetto contratto impegnerebbe anche fondi regionali. “Firmarlo- dicono Riolo e Spano’- significherebbe attivare investimenti su infrastutture e materiale rotabile, insomma su tutta la filiera. Potrebbero anche essere aggiunti finanziamenti Fas per raggiungere obiettivi come la velocizzazione delle linee”. Quanto alla scure della manovra correttiva di Tremonti i due esponenti della Cgil chiedono se “il governo regionale intenda stare a guardare mentre la Sicilia viene allontanata dal resto del paese. Su Roma e su Milano, dunque sulla lunga percorernza- sottolineano- sono stati tagliati treni, vagoni, posti letto, con una complessiva riduzione del 50%, mentre il servizio del trasporto merci e’ stato soppresso del tutto. E questi tagli- aggiungono- hanno un effetto domino sulle navi traghetto, sulle officine di manutenzione e sui servizi di pulizie”. Al disagio per chi deve viaggiare si aggiunge il venire meno un migliaio di posti di lavoro. Non va meglio per il trasporto pubblico locale, dove a rischio sono ben 10 mila posti. “Basti pensare – sottolineano- che Amat (Palermo), Atm (Messina) e Amt (Catania) hanno 300 milioni di debiti. Il rischio bancarotta e’ vicino- rilevano- trascinando anche i comuni di cui sono appendici”. Incertezza anche per l’Ast, l’azienda del trasporto extraurbano, sulla quale pendono ipotesi di privatizzazione che preoccupano la Cgil. “Il fatto e’- rimarcano Riolo e Spano’- che un settore di primaria importanza come quello dei trasporti e’ in profonda crisi e il governo regionale se vuole fare una cosa seria deve aprire subito la discussione per una verifica su ogni segmento e per interventi che siano immediati. Il ritardo sul contratto di servizio con le ferrovie- sottolineano- non e’ ad esempio concepibile ed e’ ascrivibile anche a responsabilita’ della regione”. Intanto i territori piu’ penalizzati come Messina con l’area dello Stretto e Siracusa hanno gia’ messo in campo iniziative di protesta, l’ultima due giorni fa a Siracusa presso lo scalo Pantanelli, costato 8 milioni di euro e abbandonato, preso dunque a simbolo del degrado del sistema ferroviario siciliano.