Enna. Rinvio a giudizio per consegnatario miniera di Pasquasia: omissione di atti d’ufficio, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e crollo colposo di costruzioni
Enna-Cronaca - 27/01/2011
La Procura della Repubblica di Enna ha avviato indagini preliminari sulla dismessa miniera di Pasquasia, per l’ipotesi di reato di inquinamento ambientale, delegando per le attività la DIGOS della Questura di Enna ed il Nucleo Operativo del Corpo Forestale di Enna.
Per tutta la giornata del 24 gennaio è stata effettuata un’ispezione, da parte degli agenti della DIGOS diretti dal sostituto Commissario Giuseppe Anzalone e del Nucleo Operativo del Corpo Forestale diretti dal dr. Gaetano Bognanni, volta a verificare ed individuare ipotesi di reato legate al Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale.
Il sopralluogo tecnico, eseguito con riproduzione video-fotografiche e descrittive dei luoghi dagli operatori del Gabinetto provinciale di polizia scientifica della Questura di Enna, mirava a verificare in particolare, oltre allo stato in generale del sito minerario e della struttura nel suo complesso, i percorsi delle acque di scarico dei canali che confluiscono nelle falde acquifere, il contenuto di sale presente in tali acque, il dissesto idro-geologico, l’eventuale presenza di acque contaminate da eternit ed olio dielettrico e la presenza di materiale ferroso ed eternit abbandonato o soggetto alle intemperie o atti di vandalismo che, comunque, possono mettere in pericolo la salute pubblica.
A tutto il sopralluogo ha personalmente partecipato il Sostituto Procuratore della Repubblica di Enna Marina Ingoglia. Il magistrato, infatti, si è voluto rendere conto dello stato in cui versa il dismesso complesso minerario.
L’area esaminata riguarda l’interno del bacino e tutti i terreni limitrofi e sono già stati programmati prelievi di materiale organico ed inorganico sui luoghi che si ipotizza essere inquinati e compiute specifiche analisi, da parte delle istituzioni tecnico-sanitarie, su tali campioni.
È stata presa pure in considerazione l’area all’interno della quale sono presenti i trasformatori da dove è stato versato olio dielettrico nei fondi circostanti.
Le indagini proseguono per consentire al magistrato di individuare precise responsabilità di carattere penale, cioè danno ambientale e pericolo per la salute pubblica, ma anche eventuali condotte omissive dettate dalla mancata bonifica di tale area.
In tale contesto la Procura della Repubblica di Enna ha già chiesto il rinvio a giudizio di L.R.P., consegnatario del sito minerario di Pasquasia, per essersi indebitamente rifiutato di provvedere alla rimozione ed allo smaltimento di cumuli di cemento-amianto, materiale gommoso e ferroso provenienti dalla rovina dei rivestimenti e delle coperture degli immobili presenti all’interno del bacino minerario e sparso sul suolo di tale miniera e di adottare le misure necessarie per la messa in sicurezza della discarica di rifiuti speciali pericolosi posta nell’impianto, non facendo rimuovere fusti, bidoni e sacchi contenenti rifiuti speciali che, per ragioni di igiene e sanità, dovevano essere adeguatamente bonificati senza ritardo.
Le ipotesi di reato contestate a tale funzionario sono di omissione di atti d’ufficio, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e crollo colposo di costruzioni.
La Procura adesso, incaricando per le indagini la DIGOS ed il Corpo Forestale, vuole verificare presso la miniera di Pasquasia l’ulteriore presenza di rifiuti non controllati, il rischio di dispersione di polveri e fibre contenenti amianto, la mancata raccolta e convogliamento delle acque meteoriche e di ruscellamento e la presenza di percolato dei rifiuti che confluisce in terreni privati e nei sottostanti affluenti del fiume Morello, posto a valle del sito minerario, per gli interventi del caso anche al fine di evitare altro colpevole pericolo per la pubblica incolumità.
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Regione Sicilia – ore 18,16: Il dirigente generale del dipartimento all’Energia, Gianluca Galati, ha convocato un tavolo tecnico che si occuperà dei problemi relativi alla sicurezza del sito minerario di Pasquasia ad Enna. L’incontro si terra’ alla presenza dell’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Giosuè Marino, giovedì 3 febbraio, nella sede dell’assessorato.
Sono stati invitati ai lavori, rappresentanti dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), del dipartimento regionale Acque e Rifiuti, dell’ufficio del Commissario delegato per l’emergenza bonifiche, del distretto minerario di Caltanissetta e della Resais (società per il Risanamento e sviluppo delle attività industriali siciliane).
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Provincia di Enna. Dichiarazioni del presidente della commissione speciale, Giuseppe Regalbuto:
“La notizia non ci coglie di sorpresa visti i risultati dell’attento e scrupoloso lavoro che la commissione speciale ha prodotto in questi anni. Abbiamo denunciato più volte agli organi competenti lo stato di abbandono in cui versa il sito che necessita di un’immediata azione di bonifica. Siamo fiduciosi del lavoro della magistratura che sono certo saprà individuare le eventuali responsabilità. Per lungo tempo ci sono stati troppi silenzi è giusto che adesso si faccia chiarezza nell’interesse della collettività. La bonifica della miniera significherà non solo eliminare il rischio di inquinamento ambientale ma sarà la precondizione per cominciare ad intravedere un futuro produttivo alla luce anche delle ultime dichiarazioni dell’Italkali, che pare abbia in progetto di riprendere l’attività nel contesto minerario siciliano, di cui fa parte Pasquasia”.