Sicilia. Governo regionale contesta legittimità delibere CIPE
Enna-Cronaca - 02/02/2011
Con due diverse iniziative, una in sede amministrativa ed una in sede giurisdizionale, l’assessore regionale per l’Economia con delega alla Programmazione, Gaetano Armao, in esecuzione di delibera di Giunta, ha definito le iniziative di difesa degli interessi regionali contro la delibera del Cipe del 30 luglio dell’anno scorso che riguarda gli obiettivi, i criteri e le modalita’ per la programmazione delle risorse del Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) e gli interventi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013, nonche’ le delibere del medesimo organo del 26 novembre 2010 e dell’11 gennaio 2011 che intendevano comprimere le risorse in favore della Sicilia e ricondurle nell’ambito del c. d. Piano per il sud Il 20 gennaio 2011 l’Ufficio Legislativo e Legale della Regione ha inoltrato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento della delibera del 30 luglio.
Il 25 gennaio, con un esposto inoltrato al Presidente della Corte dei Conti a Roma, l’assessore Armao ha evidenziando i motivi dell’illegittimita’ delle delibere del 26 novembre 2010 e dell’11 gennaio 2011 invitando la Corte a non procedere alla registrazione.
Nella nota si ricorda che la Conferenza Unificata Stato-Regioni nella seduta del 16 dicembre 2010 aveva subordinato l’intesa delle regioni all’accoglimento delle questioni poste, tra le quali la non applicabilita’ alle Regioni a statuto speciale dell’art 16 (che riguarda la perequazione infrastrutturale e la disciplina sul nuovo fondo) della legge 5 maggio 2009, n 42 sul federalismo, con la conseguenza di escludere la Sicilia dalla applicazione automatica di tali norme, che devono, invece, essere oggetto di specifica trattativa nella Commissione paritetica Stato-Regione siciliana.
Nella stessa nota di contestazione l’assessore Armao evidenzia anche le profonde perplessita’, gia’ espresse anche in altra sede, relativamente al Piano per il sud. Infatti, secondo quanto stabilito dal Cipe e dal Consiglio dei Ministri il 26 novembre 2010, l’efficacia del Piano per il sud dovrebbe scaturire dai medesimi atti deliberativi. Se, pertanto, tali atti non sono applicabili alla Sicilia, in forza dell’art. 16, neanche il Piano puo’ applicarsi alla nostra Regione, in quanto a statuto speciale.
La Regione nella nota critica il punto del Piano ‘Certezza dei diritti e delle regole’ relativo agli interventi previsti per l’amministrazione della giustizia. Infatti, non e’ possibile – afferma – utilizzare questi fondi, previsti espressamente per il Meridione, per sostenere i costi della informatizzazione delle prefetture o della giustizia, materie per le quali deve provvedere lo Stato. Vengono, infine, evidenziati profili di illegittimita’ anche sulla riprogrammazione unilaterale dei fondi comunitari e Fas.
La lettera si conclude invitando la Corte a procedere ad una attenta verifica dei contenuti delle delibere CIPE, sia riguardo alla loro ‘sussistenza’ che alle ‘conseguenze che ne deriverebbero’ in caso essa decidesse di proceder comunque alla sua registrazione.