“Due anni per operare una ciste”, precisazione ASP Enna

Ha avuto delle conseguenze la denuncia di un paziente ennese che aveva lamentato preoccupanti ritardi da parte dell’ospedale Umberto I di Enna nell’asportare una ciste diagnosticata due anni fa. Dopo la denuncia di Giuseppe Benvegna, l’Azienda ospedaliera ennese non ha tardato ad intervenire per fare luce su quanto accaduto, ma anche convocando Benvegna per capire l’entità della patologia, per porgere le scuse dell’Azienda e per informarlo che è già stata aperta un’indagine interna per capire cosa sia successo ed eventuali colpevolezzei.

Al caso si è subito interessata ed attivata la dottoressa Giovanna Volo, direttore sanitario dell’Asp di Enna, mentre il Responsabile del Rischio Clinico, Dott. Giuseppe Camilleri, che ha seguito la vicenda in prima persona, subito dopo aver appreso la notizia ha incontrato Benvegna.

L’Azienda sanitaria ennese ha preso posizione in merito all’accaduto e, attraverso un comunicato, ha spiegato: «Sulla vicenda iniziata nel 2009, l’attuale Direzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna ha avviato l’indagine interna per capire cosa sia successo in merito». Come detto, il dott. Giuseppe Camilleri, ha incontrato il signor Benvegna a cui è stata confermata la lieve entità della patologia e, assicurano dall’Asp, «il paziente è stato ampiamente rassicurato sul fatto che entro tempi brevissimi sarà operato».

Ma c’è di più perchè è stata aperta un’indagine interna all’ospedale per ripercorrere le tappe della vicenda e capire eventuali colpe che potrebbero portare a dei provvedimenti.

«Benvegna, inoltre, – spiegano dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Enna – riceverà tutte le informazioni in merito all’accaduto appena saranno acquisite le notizie in seguito all’indagine avviata».

Naturalmente soddisfatto il 64enne Giuseppe Benvegna che rintracciato dopo l’incontro con il Responsabile del Rischio Clinico, Dott. Camilleri ha detto: «Finalmente questa interminabile storia sembra essere giunta alla fine. Devo ammettere che questa mattina– ha detto Benvegna – sono stato subito contattato dal dott. Camilleri che è stato gentile ed una persona a modo. Mi ha rassicurato sia sulla data dell’operazione, che mi ha detto sarà al più presto, sia sull’indagine per capire di chi sono le responsabilità» spiega Benvegna che conclude così: «Sono soddisfatto, ma è chiaro che lo sarò di più nel momento in cui verrà eseguito l’intervento chirurgico».

IL FATTO
Attendere due anni per un’operazione per asportare una ciste. Può accadere anche questo ad Enna dove, più che un caso di mala sanità, si può definire un caso di sanità in ritardo o peggio ancora assente.
La brutta e angosciante vicenda vede come involontario protagonista il 64enne ennese Giuseppe Benvegna ed inizia nel luglio 2009 quando gli viene riscontrata una ciste vicino al tendine del ginocchio. Immediate le visite mediche, non altrettanto l’intervento da fare: «Poichè siamo in estate, mi dicono che l’operazione sarebbe stata fatta in autunno» spiega Benvegna. Finisce l’estate, trascorre l’autunno e si arriva a fine anno – siamo nel 2009 – senza che il signor Benvegna venga chiamato. «E allora vado in ospedale per chiedere informazioni, l’infermiere si prende l’appunto dicendomi che mi avrebbero chiamato». Fu così? Neanche per sogno. A questo punto a Benvegna viene consigliato di rivolgersi ad un altro medico: «Mi dicono di parlare con il dott. Camilleri il quale contatto la chirurgia che mi disse di raggiungere. Lì mi visitarono e mi dissero di fare un’ecografia, fatta tra l’altro all’esterno e a pagamento, e dopo averla vista anche qui mi dicono che la ciste doveva essere asportata e che mi avrebbero chiamato dopo una settimana» ricorda Giuseppe Benvegna. Sarà il momento giusto? Non ancora. Nel frattempo Benvegna si rivolge al Tribunale per i diritti del malato da dove contattano il reparto che richiama il paziente. Qui però il dottore di turno evidenzia un’incompatibilità e lo indirizza all’ortopedia. Qui il paziente viene visitato e «mi dicono che la cista deve essere tolta. Mi fanno tornare il giorno dopo per gli accertamenti pre operatori e mi dicono che a giorni mi avrebbero chiamato per l’intervento». Un film già visto perchè i giorni passano e nessuna chiamata arriva dall’ospedale, mentre si è già in autunno del 2010 e, dopo l’ennesima sollecitazione gli viene detto che «c’è stato un numero elevato di interventi e mi assicurano che quando ci sarebbe stato spazio mi avrebbero chiamato». Ha del clamore, invece, quanto avviene nel novembre scorso perchè Benvegna riceve una telefonata dall’ospedale «e mi avvisano che l’intervento è stato rinviato per alcuni problemi, peccato che nessuno mi aveva avvisato che fosse stato programmato». Ma non finisce qui perchè, aggiunge il paziente, «dopo qualche ora mi richiamano per chiedermi in quale parte del corpo dovevo essere operato, pazzesco, una cosa incredibile». Anche in questo caso segue solo il silenzio. Fino a circa quindici giorni fa quando Benvegna si reca in ortopedia e chiede lumi, «qui si prendono un appunto con la solita risposta “la contatteremo noi”». È inutile dire come sia andata. «Per un intervento di pochi minuti attendo da due anni, è ingiusto – protesta Benvegna – a questo punto se nessuno si farà vivo procederò com’è giusto che sia e andrò fuori Enna per fare questo intervento».


a cura di William Savoca