”Ottagono letterario”: gli intellettuali tornano a parlare del protagonismo del Sud

Con G.Matta e F.Russo all’Ottagono Letterario di Palermo l’eco del pericolo di guerra così vicina al Sud, ripropone i temi della pace, della giustizia, dello sviluppo delle aree mediterranee, della solidarietà e della cooperazione per i paesi emarginati della povertà e della fame.
Saranno stati i profughi delle coste africane, l’arrivo di Berlusconi a fare il suo show a Lampedusa, la prova di guerra in terra libica ed i fermenti del laicato cattolico a chiedere di cessare ogni tipo di violenza militare e civile, sui popoli desiderosi di democrazia e di lavoro nel mediterraneo, quasi a sancire che i letterati del sud non sono insensibili ai gravi problemi del presente.
E nei salotti culturali dell’Ottagono Letterario di Palermo riecheggiano i temi dell’apporto, richiesto alle regioni del Sud ed in particolare alla Sicilia, per la pace e per lo sviluppo solidale all’interno e nella politica internazionale. Solo così le celebrazioni dei primi 150 anni dell’Unità d’Italia, pur nella loro incompiutezza e nella sua mancata volontà di giustizia e di essere, per tutti i suoi abitanti e per quelli confinanti, un riferimento universale di pacifica convivenza.
L’incontro di Palermo è stato aperto dal presidente della autorevole associazione socio-culturale ASCOL, Giovanni Matta, che, ancora recentemente, ha premiato i vincitori del Premio letterario internazionale Pietro Mignosi, tra cui Elio Giunta,(alla carriera letteraria), Matteo Collura, Saba Cloos, Paolo Taormina (per la poesia), Renzo Mazzoni (per l’editoria). Ospitati nella sala -teatro del Convitto Nazionale, per generosa concessione della presidenza, i dibattiti dell’Ottagono, sui temi delle arti, fanno onore alla Sicilia dalla pluralità di voci artistiche, che vanno dalla poesia, alla musica,alla pittura, alla scultura,al teatro, alla scienza, al cinema, alla letteratura in genere, a sancire una identità dell’Isola e del Mezzogiorno, ricca di creatività, cultura, valori, spesso soffocati da atti malavitosi che ne offuscano il vero volto.

L’Ottagono Letterario (1) ha avuto, tra i suoi collaboratori, come evidenziano i suoi Quaderni antologici, gli apporti di N.Balletti, un protagonista del Sublimismo (2), di A.Cartia Buongiorno, S.Di Marco, M.Emanuele Alito, D.Genchi, S.Li Bassi, G.Peralta, T.Spadaro, R.M.Gazzelli, Giuseppe Cottone e si inserisce nella nobile testimonianza e vocazione culturale isolana che ha avuto ne “La Tradizione “ di P.Mignosi, in “Labor” di C.Crifò e P.Mazzamuto, in “Città per l’uomo” di N.Alongi, in “Comunità in Cammino” di G.Riotta, R.Picone, N.Barraco, N.Morale, F.Odoroso, in Spiritualità e letteratura di Palumbo-Romano,ne “Il Bandolo di P.Badalamenti e G.L.Consiglio, nei Quaderni dell’Asla di U. Zingales, in Cntn di Ribaudo, significativi momenti di aggregazione sociale, di produzione letteraria, di dibattito religioso, civile e politico.

Ed il programma culturale dell’anno sociale in corso, che vede tra i relatori, Nicola Romano, Cinzia Accetta, Luciano Mazziotta, Sergio Sansone, Ida Rampolla Del Tindaro, Silvia Giudice Crisafi, Giuseppe Bagnasco, Anna Maria Bonfiglio, Marcello Scurria, Giovanni Matta, Ferdinando Russo, Anna Maida Adragna, a causa degli eventi internazionali del Mediterraneo, ha subito un temporaneo arresto tematico ed una svolta, a sottolineare la sensibilità e la partecipazione degli artisti ai travagli, al dolore, ai pericoli che corrono intere regioni, per la povertà, l’assenza di democrazia, l’uso distorto delle risorse, l’intolleranza religiosa, l’assenza di etica, di controlli sull’ambiente, sulle droghe, sull’energia nucleare.

Come per i versi di Quasimodo, tra i rumori di guerra, le cetre si lasciano silenti.

Così, il tema proposto da Ferdinando Russo, nell’incontro sui “150 anni dell’Unità d’Italia”, è apparso un invito ad attenzionare la drammaticità della situazione politico-militare dei paesi del Nord Africa, che preoccupa la Sicilia e richiama gli intellettuali dell’A.S.C.O.L. per spingere la classe politica ad una riflessione sul momento storico, che attraversa l’Isola sul piano economico e sociale interno, anche davanti all’arrivo in massa di profughi tunisini, egiziani, libici che sbarcano, con mezzi di fortuna, a tutte le ore sugli scali più vicini alle coste africane, in particolare a Lampedusa, per sfuggire alla fame, alle malattie. Alla distruzione. L’argomento sarà ancora presente nella relazione, che terrà prossimamente il Preside Giuseppe Bagnasco “Sugli aspetti positivi e negativi nella unificazione degli Stati Italiani”. E sono sembrati profetici, al riguardo, per il momento storico attraversato, i versi che in “Cento Richiami”, Anna Maida Adragna, poetessa e francesista, che ha assimilato e coltivato la lezione del Simbolismo, come scrive Ida Rampolla nella presentazione (3), e ci ha consegnato, per l’occasione le ultime sue raccolte di poesie.
Quei versi sembrano indirizzati agli immigrati, e sono struggenti pensieri di dolore: Spade/a spezzare pianto/di irriverenti lacrime/versate/su questa nuda terra /che ti accoglie/ti abbraccia./ Fantasmi/straziano urla/alla tua immagine/ferita/diroccata/.Celi le vele al vento/e in altri lidi/traghetta il carico/di lucenti pensieri/preziosa eredità/di metalli ignorati./ Senza guardare indietro/vai/. Ti raggiungo/. (4) Sono versi che appaiono rivolti ai francesi, primi ad intervenire in Libia, forse con eccessiva disinvoltura.

L’intervento di Ferdinando Russo, non ha risparmiato proprio i francesi per le modalità ed i tempi del loro intervento in Libia, mentre ha invitato i soci dell’Ottagono Letterario di Palermo a definire meglio e a fare conoscere la vera identità del Mezzogiorno, a 150 anni dall’Unità d’Italia e le responsabilità interne ed internazionali degli intellettuali. Più che celebrazioni folcloristiche e romantiche, per il relatore, le correnti manifestazioni dell’Unità, nell’anno in cui Governo e Parlamento si affannano a proporre il Federalismo fiscale tra difficoltà e condizionamenti, nell’impasse del Parlamento, richiedono agli scrittori, ai poeti, ai docenti, ai critici, agli artisti, ai professionisti meridionali, nel rispetto delle proprie individualità, un forte impegno per consolidare l’Unità condivisa e per proiettarne la cultura solidaristica nelle relazioni internazionali.

Si impone, in tale direzione, la riflessione e la rappresentazione dei valori di solidarietà umana, alla base di un reale e convergente sviluppo unitario del paese, da costruire assieme, all’insegna della cultura e della civiltà, che la tradizione e la storia degli apporti dei meridionali hanno offerto in questi 150 anni all’unità della patria, alla sua nuova Costituzione democratica,al decentramento dello Stato ed alle responsabilità politiche internazionali (U.E,NATO,ONU).
E non si tratta solo di rilevare e ricordare agli smemorati della postmodernità, gli apporti del Sud e della Sicilia alla prima guerra mondiale, il contributo di sangue offerto alle avventure del Fascismo, in Africa e poi nella seconda guerra mondiale, il costo umano della emigrazione interna dei meridionali, proficua alla ricostruzione del Paese ed al suo benessere. La passione dimostrata nel lavoro, nell’uso delle risorse, nella integrazione nelle regioni di nuovo insediamento ed a contatto con nuovi popoli ha reso onore, ovunque, nel mondo alla gente del Sud, apprezzandone professionalità, scienza, cultura medica, ingegneristica, umanistica, a costruire città, comunità umane e solidaristiche.
Oltre il Commissario Montalbano di Camilleri, il pessimismo di Tomasi Lampedusa, l’”apparire “di Pirandello, questi meridionali si sono fatti portatori del rigore per la legalità e la giustizia, come Sciascia, dell’amore per la terra di origine di Luzi, di Bufalino, di Mazzamuto, di Consolo, e per le nuove patrie, ricercando ispirazione nell”essere” più che nell’”apparire” del drammaturgo agrigentino, (ed oggi della politica massmediale), come nel verismo di Verga, di Bonaviri, di Giunta, nelle intuizioni e nell’insegnamento di Sturzo, nella volontà antiseparatista dimostrata dai pionieri dello Statuto Siciliano e della Costituzione repubblicana, alla quale non è mancato l’apporto dei meridionali, da Moro ad Ambrosini.
Pietro Castiglione ricostruisce nel volume “Ottocento Siciliano” (5) i moti, la Costituzione siciliana, le riforme della Sicilia preunitaria, e, senza rinnegare i benefici ottenuti dopo,anche se sperequati, sulla base degli scritti di Giarrizzo, Correnti, Renda, Ganci, non trascura i molti nodi ancora irrisolti dell’Isola di ieri e di oggi: la vita dei ceti popolari, le rivolte, le carestie, il banditismo, i condizionamenti della monarchia borbonica, come quelli esercitati durante il regno d’Italia dalla imbattuta criminalità, nonostante le testimonianze dei suoi molti eroi civili e religiosi.
Non possiamo, infatti, trascurare, celebrando l’Unità, il contributo di pensiero dei Siciliani allo Stato unitario, come emerge nei volumi del “Dizionario Enciclopedico, curato da Franco Armetta per conto della Facoltà teologica della Sicilia (6).

Nel quadro delle celebrazioni dei centocinquanta anni, rischia di apparire non un gesto di solidarietà e di appartenenza, ma irriguardoso per l’intelligenza del Sud, il volere acquistare una villa a Lampedusa, mentre si ode il rombo degli aerei militari in missione di guerra. E sembra irriverente ricordarsi ora, che nel Sud non ci sono i Casinò, i campi di golf quando mancano le case per ospitare gli immigrati in fuga dai loro paesi, o i poveri di Palermo, assistiti da Biagio Conte, o le infrastrutture stradali e ferroviarie, per accogliere il turismo culturale mondiale.

E poi, mentre il Governo regala una vacanza agli studenti, quella del 17 marzo, togliendo quella del 4 novembre, pare a molti che si offenda la memoria di chi ha combattuto per la difesa dell’unità e dei confini della patria. La classe dirigente si appalesa come riferimento non credibile se se concede oggi quello che toglierà domani o che ha tolto ieri.

La Torino della proclamazione del Regno d’Italia, celebrata, nell’anno 150° dell’Unità, non minaccia forse attraverso la Fiat sostenuta dai Governi per decenni di chiudere gli stabilimenti di Termini Imerese e di trasferire la sede di Torino fuori dei confini del Paese addirittura a Detroit.
Nella classe dirigente ci mancano uomini come Donat Cattin , La Pira, Dossetti, La Malfa, Einaudi, Vanoni, Pastore, Mattei, che imponevano al Governo gli interventi delle Partecipazioni per combattere la disoccupazione nell’Isola e delle altre regioni del Sud (cattedrali nel deserto, ma sempre cattedrali, che hanno dato lavoro a migliaia di famiglie).
Il Ministro del Tesoro, provi ora, dopo che i governi hanno smembrato le grandi banche meridionali (ed anche quelle che avevano operato il salvataggio del sistema bancario italiano, Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Banco di Roma), a realizzare la nuova Banca del Sud ed una ipotizzata IRI, aperta al mercato ed alla iniziativa privata, nel Sud allarmato per la fuga dei capitali stranieri e delle nuove imprese quando i decreti del federalismo fiscale scoraggiano gli investimenti nelle regioni meridionali.
Lo avverte anche la Chiesa, quando con le sue Encicliche, i documenti della CEI e dei Vescovi del Sud, ritiene doveroso l’intervento sostitutivo dello Stato nelle aree di sottosviluppo e si fa riferimento quasi unico delle speranze delle regioni meridionali, animando l’aggregazione dei sindacati, suscitando nuove vocazioni sociali unitarie (i Forum, Retinopera, le Cral), iniziative volontaristiche interne, mentre sollecita interventi di cooperazione internazionale per lo sviluppo di tutte le aree emarginate.
Sulla base delle indicazioni di giustizia e di sviluppo della Dottrina Sociale della Chiesa, con la attiva partecipazione dei movimenti dei lavoratori, abbiamo assistito nel corso dei decenni post-bellici, alla ricostruzione del Paese,alla creazione dell’Unione Europea, alla istituzione della Cassa per il Mezzogiorno, al boom economico, alla crescita delle offerte culturali, scolastiche ed universitarie, alla istituzione del servizio sanitario nazionale, al processo di un regionalismo solidale, alla nascita dello Statuto dei lavoratori. Poi è subentrata la furbesca palesata rinuncia all’Unità vera del paese, da parte dei politici delle aree ricche e sono cresciuti, specie nell’ultimo ventennio, gli indici delle divaricazioni Nord-Sud, amplificatisi nell’ultimo decennio, nei livelli delle infrastrutture, della qualità dei servizi sociali, delle disattenzioni per l’ambiente, per l’occupazione, per la ricerca, per la cultura, nel mercato del lavoro. Li riconoscono perfino i profughi e gli immigrati che arrivano a Lampedusa per una sosta temporanea e non certo entusiasmante per l’accoglienza se, notte tempo, fuggono dai recinti improvvisati e, attraverso la Sicilia, cercano di correre verso il Nord ed i paesi del centro Europa, ma alle frontiere i gendarmi francesi li respingeranno. Ed il vento del Nord, continua ad alimentare istanze territoriali separatiste mentre l’interesse dello Stato centrale per il Sud diminuisce, le proposte meridionaliste cadono sotto silenzio, cresce, invece, la disoccupazione, l’inerzia delle imprese statali, l’insicurezza delle imprese private, l’aggressività della criminalità organizzata ed una caduta etica nelle rappresentanze politiche selezionate dall’alto e svincolate dal consenso popolare, ridotto al solo voto e privato dal controllo.
Lo Stato sembra essersi ritirato ed “appare” solo per i terremoti, per le alluvioni, le invasioni degli immigrati, i disastri ambientali, l’evacuazione dei rifiuti urbani, i funerali dei tanti eroi civili e religiosi, di una resistenza coraggiosa, espressione quest’ultima di valori civili e religiosi, incarnati e trasmessi da una cultura tutta da diffondere dagli intellettuali, dagli educatori, dalle Chiese, per le emergenze educative che le disparità di condizioni di vita e le illegalità diffuse fanno esplodere.

Il benessere di una parte del paese ha fatto dimenticare troppo i poveri e le aree sottosviluppate del Sud e del mediterraneo.

E’ stata ancora la Chiesa a ricordare il Mezzogiorno ed i suoi problemi, (7) ad invitare i laici ad un supplemento di partecipazione civile per costruire il bene comune all’insegna della giustizia e di un rigoroso uso delle risorse. E la Conferenza episcopale siciliana, presieduta dal cardinale Paolo Romeo, nella sua recente sessione, esprime la vicinanza e la solidarietà alla comunità di Lampedusa,”divenuta terra di frontiera dell’intera Europa ed agli immigrati. Siamo di fronte ad uno degli aspetti dei gravi problemi geopolitica che il mondo sta vivendo, mentre proviamo, afferma il cardinale , “una grande sofferenza per le condizioni in cui vivono tanti popoli, per i morti nei vari paesi e nel Canale di Sicilia, a cui assistiamo con passività”. Sacerdoti e laici di tutta la diocesi, dichiara ancora l’arcivescovo di Agrigento Mons.Francesco Montenegro, si recano a turno nell’isola di Lampedusa, ma serve una risposta unanime” (8). Con le iniziative di assistenza della diocesi per la emergenza e per una accoglienza che vorremmo più umana, da parte delle pubbliche autorità, si moltiplicano anche le iniziative formative e di studio delle attuali problematiche del Sud da parte dei laici, nelle parrocchie (citiamo per ultima quella di Sant’Eugenio Papa, a Palermo), nelle Consulte (ricordiamo quella di Monreale (10) e della regionale CRAL, (che riunisce i Laboratori di ricerca sul territorio), nei Movimenti (gli insegnanti di Partinico AIMC,UCIM), negli istituti scientifici (all’ITI Leonardo da Vinci di Trapani si assiste al dibattito sulla Laicità dei non laici) (11), nelle Agenzie educative (al Gonzaga di Palermo l’otto aprile, i cattolici tornano a parlare di politica), ma di questi eventi torneremo a parlare prossimamente.

Ferdinando Russo
onnandorusso@libero.it

1) Ottagono Letterario,Quaderni Antologici-1-Ila palma –Palermo-1989
2) L.Bisso,Il subblimismo di Antonino Balletti in www.vivienna.it, marzo 2011
3) A.M.Adragna, Cento Richiami, poesie, Ila Palma,Palermo, 2009
4) A.M.Adragna, “ancore mille regrets” poesie, con introduzione di Ida Rampolla, Ila Palma, Palermo 2010
5) P.Castiglione, Ottocento Siciliano, Edizioni Prisma
6) F.Armetta (a cura), Dizionario Enciclopedico dei pensatori e dei teologi di Sicilia, sec.XIX eXX, Salvatore Sciascia Editore, Caltanissetta, Settembre 2010
7) CEI-Documento Vescovi sul mezzogiorno, Libreria Sanpaolo,2010.
8) A.Turrisi, I vescovi siciliani: problema di tutti, serve una risposta unanime in Giornale di Sicilia del 5 aprile 2011.
9) F.Russo, La prova unitaria del forum delle persone e delle Associazioni nel mondo del lavoro del Sud,settembre 2010, Rassegna stampa MCL, Roma
10) F.Russo in www.cdal-monreale.it