Piazza Armerina. Opposizione del presunto boss Salvatore Seminara a confisca beni

Piazza Armerina. “Il mio cliente sarà in grado di chiarire la provenienza lecita, di tutti i suoi beni”. A dichiararlo è stato l’avvocato Franco Azzolina, difensore del presunto boss provinciale Salvatore Seminara, per cui l’avvocato presenterà opposizione alla confisca dei beni, dopo che la settimana scorsa la Dia di Caltanissetta e ed il comando provinciale dei carabinieri avevano effettuato il sequestro di beni mobili ed immobili che si trovano nei territori di Piazza Armerina e Mirabella Imbaccari per un circa 10 milioni di euro. Secondo una stima si è trattato del più grosso sequestro di beni mai realizzato nei confronti di un appartenente alla mafia ennese. Il difensore di Turi Seminara sostiene anche che il valore dei beni è decisamente inferiore e molti di essi sono dimostrabili e provengono da eredità dei genitori di Seminara. L’avvocato Azzolina dichiara che non è prevista dalla legge, per adesso, una richiesta di rimozione dei sigilli, perché “si tratta di un sequestro a fini conservativi, che potrebbe avere in prospettiva una confisca. Se dovesse arrivare è chiaro che ci opporremo ed offriremo tutti i ragguagli necessari”.
La difesa, a quel punto, avrà modo di dimostrare che molte proprietà, e tra l’altro era stato anche dichiarato dai funzionari della Dia, erano ereditarie, ed altre acquisite in maniera assolutamente legale da Turi Seminara, presunto boss provinciale della famiglia di Cosa Nostra.
Turi Seminara era stato arrestato nel luglio di due anni fa dalla squadra Mobile ennese e dai carabinieri del reparto operativo nell’operazione antimafia “Old One”. Secondo le Forze dell’Ordine Seminara è “vecchio numero uno”, lo dimostra la sua “autorevolezza” nei confronti degli appartenenti all’organizzazione criminale; tutti gli riconoscevano la giusta autorevolezza del capo, nelle intercettazioni o nelle dichiarazioni spontanee delle vittime. L’anno scorso Turi Seminara fu condannato per la prima volta per associazione per delinquere di stampo mafioso ed il Gup di Caltanissetta gli inflisse 10 anni di carcere. C’è stata una richiesta di revisione presso la Corte di Appello di Caltanissetta. Attraverso la sua attività estorsiva Seminara avrebbe creato un suo piccolo-grande impero economico, acquistando terreni, allevamenti e con conti correnti che si aggirano intorno ai 58 mila euro, oltre ad avere acquistato in contanti l’appartamento all’amante, una ragazza lombarda, pagandolo circa 60 mila euro.