Enna. Domiciliari per il presunto aggressore della ragazza rumena
Enna-Cronaca - 07/04/2011
Enna. Arresti domiciliari per l’imprenditore edile ennese L.G. di 57 anni, che viene accusato da una ragazza rumena di 27 anni, moglie di un suo dipendente, che si trovava a casa perché ammalato, di avere tentato di violentarla e successivamente arrestato dagli agenti della squadra Mobile e della sezione volanti . “Non ho fatto niente – ha dichiarato L.G. al giudice che lo ha interrogato – mi sono limitato a metterle una mano sulla spalla, le ho solo messo una mano sulla spalla”. Il costruttore ha, dunque, ottenuto gli arresti domiciliari, disposti dal tribunale collegiale, presieduto da Elisabetta Mazza, su richiesta del suo difensore, l’avvocato Michele Baldi. Nel corso dell’interrogatorio, durato circa un’ora , ha negato ogni addebito, mentre la ragazza rumena sostiene di essere stata oggetto dei suoi palpeggiamenti, dopo avere ricevuto il pagamento dello stipendio del marito. Due versioni contrastanti, che non hanno il conforto di qualche testimone, visto che quel giorno dalla via Castagna, luogo dove si sarebbe svolto l’episodio del palpeggiamento delle parte intime, non passava nessuno.
L.G. sostiene che la mano sulla spalla era stata messa per far capire che era tutto a posto. La ragazza ha sostenuto che la richiesta del pagamento dello stipendio era stata fatta perché i soldi servivano per acquistare le medicine necessarie a far guarire il marito. La ragazza rumena, ieri in aula, s’è costituita parte civile, assistita dall’avvocato Maria Concetta Bevilacqua. Il processo per direttissima nei confronti dell’imprenditore si svolgerà il prossimo 22 giugno.