Enna. Dopo successo referendum Comitati cittadini spronati ad aprire nuovi fronti

Enna. Archiviati i risultati del referendum si aprono nuovi fronti di rivendicazione da parte dei comitati cittadini. Nell’incontro di ieri, presso la sede dei comitati a Valguarnera, erano presenti fra gli altri i responsabili delle diverse sedi: Filippo Caccamo (Enna), Franco Ferragosto (Leonforte), Pippo Catalfamo (Valguarnera), Carmelo Di Marco (Catenanuova), Licia Minacapilli (Aidone), Salvo Travagliante (Centuripe), Totò Flammà (Barrafranca) Patrizia Farruggio, Elio Pistorio (Agira) Sebastiano Pruiti (Troina), che hanno ribadito, nei diversi interventi, che il risultato positivo è da attribuire solamente ai cittadini e al lavoro dei comitati piuttosto che ai politici.
“Un trionfo- lo ha definito il leader provinciale Carlo Garofalo – poichè il voto di 12 comuni ennesi ha superato l’indice del consenso su scala nazionale”.”Ora bisognerà coinvolgere la deputazione regionale – ha sottolineato Benedetto Murgano – per realizzare il progetto dell’acqua pubblica”.
Per Catalfamo: “Dopo i tagli dei contatori acqua in provincia, era quasi venuta meno la fiducia della gente verso i comitati ed oggi possiamo affermare che il nostro piede pigia sull’acceleratore per dare nuove risposte ai cittadini”. Un ruolo importante in questo trionfo di popolo,- ha sottolineato Plumari – l’ha avuto internet, i giovani e la chiesa, quest’ultima nei propri messaggi ha indirizzato i fedeli verso il si e la pubblicizzazione dell’acqua”.
Si è parlato dunque del recente passato, ma anche dell’immediato futuro e della possibile rescissione di un contratto trentennale firmato a favore della gestione di Acqua Enna: “i comitati- ha affermato Pruiti- possono spronare la magistratura a fare chiarezza sulla gara d’appalto e sulla legittimità dell’atto poichè nel bando era previsto che nessun responsabile unico del provvedimento poteva guidare la società se nei due anni precedenti avesse avuto rapporto di collaborazione con la società cui partecipavano e questo non è stato”. “Basterà invece evidenziare l’inadempienza del gestore acque sul fronte degli investimenti – ha riaffermato Garofalo – che ha impegnato nei 6 anni di gestione una parte irrisoria a fronte dei 118 ml di euro stabiliti e ciò è contemplato come motivo di rescissione nell’art 49 della legge finanziaria regionale del 2010. Nell’immediato chiediamo che nella prossima bolletta acqua sia cancellata la voce del 7% di profitto,la restituzione della tariffa acque reflue, la creazione di una commissione con la presenza dei comitati per percorrere l’iter della rescissione con acqua Enna, la ripresa del dialogo sul Piano rifiuti regionale bloccato e il riordino degli Ato e avviare l’iter della nascita di società consortili fra comuni senza l’apporto dei privati”.

Carmelo Di Marco