Enna. Messa al santuario di Papardura per 29° anniversario strage della Circonvallazione di Palermo

Enna. Questa mattina nel 29° anniversario dell’evento, presso il Santuario di Papardura di Enna, è stata celebrata una messa, officiata da Padre Giacomo Zangara, in ricordo dei caduti nella “Strage della Circonvallazione di Palermo”, Appuntato Silvano Franzolin, Carabiniere Scelto Luigi Di Barca, Carabiniere Salvatore Raiti e Signor Giuseppe Di Lavore.
Alla funzione hanno partecipato il Prefetto, Giuliana Perrotta, il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Generale di Divisione Riccardo Amato, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Giuseppe Pisano, il Vicario della Questura, Santo Foti, il Comandante Provinciale Carabinieri di Enna, Ten.Col. Baldassare Daidone, la Signora Gaetana Camerino vedova Franzolin, la signora Concetta Raiti, sorella del Carabiniere Raiti, ed il Signor Salvatore Di Lavore, fratello dell’autista. Era presente una nutrita rappresentanza di personale dell’Arma e Soci delle Sezioni dell’Associazione Nazionale Carabinieri della Provincia.
Il 16 giugno del 1982, l’Arma di Enna eseguiva un servizio di traduzione detenuti diretta a Trapani al fine di permettere ad Alfio Ferlito, esponente della malavita catanese, di presenziare ad una udienza presso quel tribunale. Facevano parte della scorta l’Appuntato Silvano Franzolin, 41 anni, di Pettorazza (RO), il Carabiniere Scelto Luigi Di Barca, 25 anni, di Valguarnera Caropepe, il Carabiniere Salvatore Raiti, 20 anni, di Siracusa. Com’era in vigore all’epoca il trasporto veniva effettuato da una ditta privata e l’autista, per l’occasione, era il Signor Giuseppe Di Lavore, 26 anni, anche lui di Enna.
Intorno alle ore 10.30, nell’attraversare il Viale della Regione Siciliana di Palermo, strada meglio conosciuta come “la Circonvallazione”, l’auto veniva affiancata da altre due di grossa cilindrata, dalle quali un commando esplodeva numerosi colpi di arma da fuoco, uccidendo tutti gli occupanti.
Alle Forze di Polizia ed alle Autorità, giunte sul luogo, si è presentata una scena orripilante di corpi martoriati e sfigurati, mentre un senso di sgomento e di profonda indignazione si abbatteva sul popolo siciliano, coinvolgendo l’intera Nazione.
La gravità dell’evento induceva l’allora Prefetto di Palermo, Generale C.A. Carlo Alberto Dalla Chiesa, a recarsi sul posto per rendere omaggio ai caduti e qualche mese dopo lo stesso sarebbe rimasto vittima di un vile attentato mafioso.
Al termine della funzione il Ten.Col. Baldassare Daidone ha tenuto un breve discorso nel quale ha ringraziato le autorità intervenute che, con la loro presenza, hanno dimostrato la vicinanza all’Arma e ai suoi caduti.
Ha, inoltre, rievocato l’evento ricordando che i militari sono stati insigniti della Medaglia d’Oro al Merito Civile “alla memoria” e le figure degli stessi; uomini che hanno sacrificato la loro giovane esistenza in quanto credevano fermamente nello Stato, nella Legge e nelle sue Istituzioni. Custodi, come tanti altri militari della “Benemerita”, di una nobile tradizione di virtù militari e civili, di operosità, coraggio e spirito di servizio. Eroi che hanno lasciato un solco indelebile, creando gli stimoli e i presupposti per portare avanti ideali di fede per una società più giusta e più civile.
Il Ten.Col. Daidone ha anche rivolto un pensiero all’autista, Signor Giuseppe Di Lavore, al figlio dell’Appuntato Silvano Franzolin, Fabio, e alla madre del Carabiniere Raiti, Paolina Briante, recentemente scomparsi.