Sicilia. Vigili Fuoco: quattro ore di sciopero regionale

Si sono rivolti “con ferma e convinta indignazione” al presidente della Repubblica Napolitano. Una sorta di ultima spiaggia, per i tremila vigili del fuoco siciliani che domani sciopereranno dalle 10 alle 14 per decisione delle segreterie regionali di Cgil Cisl Uil e Confsal. Che annunciano, con l’adesione anche del Conapo, una manifestazione di protesta “forte ed eclatante”, in piazza Verdi, a Palermo, nell’area antistante al Teatro Massimo. È qui che, domattina alle 10, minacciano di incatenarsi ai cancelli, “esasperati”, con le parole di Giovanni Saccone, numero uno regionale della Cisl Fns, “per l’indifferenza del governo regionale” che costringerà i pompieri dell’Isola alla terza giornata di sciopero in pochi mesi. La vicenda affonda le radici nei fatti di Giampilieri (Messina), quando frane e alluvioni misero in ginocchio un’intera provincia. Vi furono anche 37 morti. In quell’occasione, scrivono i sindacati a Napolitano e anche al premier Berlusconi, ai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani e al ministro dell’Interno Maroni, i pompieri furono “i primi a intervenire e gli ultimi a lasciare quelle zone martoriate”. Ora, “a oltre 21 mesi dall’evento e a più di 13 dalla conclusione dell’impegno”, non un centesimo è stato dato loro delle spettanze maturate per il lavoro straordinario svolto e per aver “spalato fango e detriti e aver ristabilito le condizioni di sicurezza”. Il punto, denuncia Saccone, è che “i 30 milioni di euro dell’impatto economico della tragedia, sono stati regolarmente accreditati dalla Protezione civile nazionale al commissario per l’emergenza, il governatore Raffaele Lombardo”. Il quale non ha provveduto, a sua volta, a remunerare i lavoratori che, formalmente, sono dipendenti del ministero dell’Interno. Così, “dopo ingiustificati e inqualificabili rimbalzi di responsabilità, ad oggi – scrivono i sindacati – abbiamo ottenuto solo immeritati e assordanti silenzi”. Da qui la protesta, che si annuncia “variopinta e colorata”. E che avrà al centro pure la vetustà dei mezzi e la carenza dell’organico del corpo “per almeno 800 unità più capisquadra e capireparto”, dichiara Saccone.