Enna: Operazione antimafia “Fiumevecchio” interrogato Filippo Passalacqua

Enna. E’ stato lo stesso Pm Roberto Condorelli ad interrogare, nel carcere di Agrigento, Filippo Passalacqua , pregiudicato, che viene difeso dagli avvocato Antonio Impellizzeri e Davide Giugno, arrestato nel corso dell’operazione antimafia “Fiumevecchio”. Nel corso dell’interrogatorio da parte del Sostituto Procuratore di Caltanissetta, che sta coordinando le indagini dei carabinieri del nucleo investigativo, Filippo Passalacqua si è dichiarato innocente ed estraneo ai movimenti della malavita operante a Catenanuova e nel contempo ha cercato di spiegare quello che veniva evidenziato nelle intercettazioni in cui si parla di lui.
Per quasi due ore Filippo Passalacqua, che nell’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere, ha affermato con forza di essere estraneo ai fatti ed ha cercato di dare una interpretazione diversa alle frasi che aveva pronunciato quando era intercettato. Ha anche chiarito i suoi rapporti con Salvatore Prestifilippo Cirimbolo, ucciso nella “strage di Catenanuova”. Dopo la strage, secondo l’accusa, a prendere il posto di Prestifilippo era stato proprio lui, tra l’altro incaricato di dirigere la famiglia a Catenanuova per conto del clan Cappello forte del suo legame con la figlia di Giuseppe Salvo, un ergastolano che si trova detenuto da tempo nel carcere di Milano Opera. L’interrogatorio era stato chiesto dai due avvocati difensori. Restano detenuti i catenanuovesi Antonino Mavica, Filippo Passalacqua, Maurizio Prestifilippo Cirimbolo, fratello di Salvatore, Prospero Riccombeni, Salvatore Leonardi e Agata Cicero, l’unica donna che si trova ai domiciliari, e l’agirino Giuseppe Pecorino. Ancora non si conoscono ancora le decisioni del tribunale di Riesame di Caltanissetta su Massimo Grasso, per cui l’udienza s’è tenuta successivamente; e sul consigliere comunale di Maniace, Salvatore Galati Muccilla, accusato di porto abusivo di armi.