Corte d’appello di Caltanissetta conferma sette condanne ad esponenti mafiosi ennesi
Enna-Cronaca - 05/07/2011
La Corte d’appello di Caltanissetta, presieduta da Salvatore Cardinale, ha confermato sette condanne, ha ridotto la pena per due imputati e ne ha condannato un altro, che era stato assolto in primo grado. Confermata la condanna a 17 anni inflitta al boss di Enna, Gaetano Leonardo, per otto estorsioni avvenute a cavallo tra gli anni ’90 e 2000. Confermate pure le condanne a 10 anni e 10 mesi inflitti al boss di Caltagirone e San Michele di Ganzaria, Francesco La Rocca, imputato per due estorsioni; a 2 anni per l’imprenditore edile ennese Salvatore La Delia; a 4 anni e 6 mesi per il villarosano Santo Nicosia; a 8 anni per il riesino Giovanni Giuseppe Laurino; a 9 anni e 6 mesi per il valguarnerese Sebastiano Gurgone (per cui il Pg d’appello aveva chiesto una riduzione a 7 anni e 6 mesi); e a 8 anni per il piazzese Pietro Balsamo (per cui il pg aveva chiesto la riduzione a 3 anni). Condannato a 5 anni Filippo Gangi, imprenditore di Aidone che era stato assolto in primo grado, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Ridotte da 6 a 5 anni la pena inflitta a Giancarlo Amaradio, picciotto del boss Leonardo, condannato in appello per “concorso morale” in un’estorsione; e da 8 anni e 6 mesi a 6 anni la pena a Pasquale Mingrino, per cui è stata esclusa la cosiddetta “aggravante mafiosa” per un’estorsione, di cui era accusato assieme ad Amaradio. I due, Amaradio e Mingrino, sono difesi entrambi dall’avvocato Giovanni Palermo.