Enna. Consiglio comunale straordinario per soppressione provincia

Enna. Non ci sono state grandi novità nella riunione straordinaria del consiglio comunale di ieri mattina (iniziato con colpevole ritardo) che ha discusso il problema, preoccupante, della possibile soppressione della provincia, alla presenza del senatore Mirello Crisafulli, dell’onorevole Ugo Grimaldi, dei deputati regionali Elio Galvagno, Salvatore Termine e Paolo Colianni con la sistematica assenza del deputato regionale del PdL Edoardo Leanza. Con l’atto finale di preparare un documento ufficiale che esprima, in termini ufficiali, il dissenso del consesso civico ennese su una soppressione del territorio provinciale che sarebbe penalizzante per la vita stessa del territorio. Il documento sarà elaborato dai capigruppo delle forze politiche presenti in consiglio ed inviato a tutte le maggiori autorità nazionali e regionali. L’inizio dei lavori ha visto il presidente del consiglio, Enrico Vetri, comunicare che il Tar di Catania aveva respinto il ricorso presentato dalle forze di opposizione sulla elezione del presidente e del vice presidente del consiglio, quindi c’è stato l’intervento del sindaco Paolo Garofalo, il quale ha fatto la cronistoria del decreto del Governo nazionale e di quello che è stato fatto a livello di Provincia e Comune per far conoscere le reazioni ad un decreto (definito schizofrenico) di “sapore leghista, scientificamente elaborato per salvare alcune province e penalizzarle altre, tra cui Enna e Caltanissetta. “Il nostro diritto è quello di essere trattati alla pari delle aree metropolitane – ha dichiarato il sindaco Garofalo – Ci sono danni notevoli, c’è tanta preoccupazione, perché ancora un atto ufficiale che siano stati annullati gli articoli 15 e 16 per cui bisogna essere pronti a battersi per salvare il territorio; ci vuole l’unione di tutti. In questo contesto i costi della politica sono irrisori e sono pari alle tante spese inutili della Regione”.
La presenza della deputazione ennese, che sta seguendo l’evolversi della situazione , ha consentito, grazie ai loro interventi, di ribadire che le province siciliane sono di fatto “liberi consorzi”, quindi non c’è bisogno di andarli a riformare perché sarebbe un errore grave, che bisogna affrontare il problema a livello regionale perché è da lì che può arrivare il pericolo, che bisogna capire cosa ha intenzione di fare il presidente della Regione Raffaele Lombardo, che bisogna stare attenti e nel contempo è stato sostenuto che le province debbono essere arricchite di altri compiti gestionali, come ente intermedio, quindi avere la gestione degli Ato rifiuti ed idrico, Consorzi di bonifica, Istituto Case Popolari, Asi ed altri compiti istituzionali che avrebbero costi decisamente minori e sicuramente effetti positivi per la collettività.