Enna. Strada rammodernata antistante villa senatore Crisafulli, carabiniere fa chiarezza: possibili equivoci

Enna. C’è voluta una dichiarazione di un ufficiale dei carabinieri per fare luce sulla vicenda, che aveva visto coinvolto il senatore Mirello Crisafulli, accusato di essersi fatto aggiustare dalla Provincia una strada che era comunale. “La strada dove si trova la villa del senatore Crisafulli unisce due strade statali, la 117 bis per Caltanissetta e la 121 per Villarosa. E nella zona ci sono anche altre proprietà, tra cui quelle del deputato regionale del PD Salvatore Termine e dell’ex assessore comunale Spampinato”.
Questa la dichiarazione dell’ufficiale dei carabinieri nella prima udienza dibattimentale del processo che vede imputato il senatore Crisafulli, accusato di abuso d’ufficio, avendo, secondo l’accusa, spinto degli operai di un cantiere della Provincia a bitumare l’accesso alla sua abitazione di contrada Mugavero. Gli altri imputati in questa vicenda sono i tecnici della Provincia Mario Scinardi, funzionario istruttore direttivo, difeso dall’avvocato Felicia La Licata e Marcello Catalfo, capo squadra tecnico del settore Viabilità, difeso dall’avvocato Giuseppe Greco. Vi è un quarto imputato, il titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori il gelese Carmelo Sultano, titolare della Sultano Lavori srl, difeso dall’avvocato Giovanni Palermo, che difende anche il senatore Crisafulli. E’ chiaro che la dichiarazione dell’ufficiale dei carabinieri apre una svolta che potrebbe essere molto significativa per una vicenda che probabilmente è nata su possibili equivoci, visto che non è fatta un’indagine accurata sulla proprietà della strada che è di pertinenza della Provincia regionale, tra l’altro è stato accertato che non c’è stato alcun contatto telefonico tra il senatore Crisafulli e l’imprenditore gelese. La difesa del geometra Scinardi ha prodotto i certificati catastali attestanti le proprietà della zona, mentre l’avvocato Giovanni Palermo ha indicato, in aula, nomi e cognomi di altri proprietari della zona, al pari di Crisafulli. A questo proposito proprio il senatore, il giorno in cui ha saputo di essere stato rinviato a giudizio aveva dichiarato: Perché proprio io solo. “Avete verificato – ha dichiarato in aula Giovanni Palermo – chi fossero gli altri proprietari?”. Secondo l’accusa, i lavori sarebbero stati eseguiti per conto della Provincia su una strada comunale, la 29, quindi andando a toccare “la sfera di competenza del comune di Enna”. L’ufficiale dei carabinieri, nel corso dell’interrogatorio, ha risposto di aver ritenuto che la strada fosse comunale, ma di non averlo verificato, anche perché a breve distanza c’era un cartello con su scritto “strada comunale 29”.

Infine, l’ufficiale ha risposto sulle riprese fotografiche di Crisafulli, che veniva fotografato mentre era affacciato al balcone della sua villa e che per l’accusa stava controllando l’andamento dei lavori e questo dimostrerebbe il reato; una versione che è stata contestata dall’avvocato Giovanni Palermo. L’ufficiale dei carabinieri ha anche spiegato che i carabinieri del nucleo investigativo di Enna sarebbero arrivati a questa vicenda nel corso di un’altra indagine, che riguardava un geometra della Provincia, che poi fu arrestato perché aveva chiesto ed ottenuto dei soldi in cambio di affidamento di lavori di “somma urgenza“ alle ditte che pagavano.

Si riprende a novembre.