venerdì , Gennaio 22 2021

Catenanuova. Il sindaco Biondi, enfatizza riuscita concerto e discorso conclusivo che finisce preda dei media

Catenanuova. Gli echi del fantastico concerto di Povia, di domenica sera, a conclusione della festa di S.Prospero, patrono di Catenanuova, rimarranno ancora per tanto tempo negli occhi e nelle menti delle migliaia di persone presenti in quella piazza Madonna del Rosario. E’ stato davvero trascinante l’artista ad accompagnare il sindaco Biondi nel discorso di commiato rivolto ai catenanuovesi, guidandolo con una sottile ironia verso alcune espressioni che d’istituzionale avevano ben poco, frastornando anche il folto uditorio davanti ed accanto a lui, che con espressioni visive forse intendevano dire: “ci dissociamo vivamente!!”.
Ma intanto l’occhio attento delle telecamere dello staff di Povia registravano ingrale la loquela irrefrenabile del primo cittadino a cui bisogna riconoscere una sapiente oratoria fatta di frasi colorite e gesti altisonanti e di sicuro effetto, tanto che il messaggio è finito diritto diritto sulla rete, preda dei denigratori e degli estimatori di quel primo cittadino dall’esperienza politica trentennale. Oggi i commenti di piazza e nei bar, gli danno i connotati di un sindaco “molto avanti” (lo disse anche quella sera Povia), nella valutazione dei costumi del tempo in cui viviamo. In questi giorni nei bar e nelle piazze sono stati in tanti a commentare: “Ma chi glielo ha fatto fare ad andare oltre le righe !!, bastava prendere atto del buon risultato della festa ed era la sola cosa che contava veramente!!”.
In merito il sindaco Aldo Biondi ha chiarito: “Oggi da sindaco e nella precedente amministrazione da assessore alla cultura, ho sempre creduto alle feste, come motivo di aggregazione, per i miei concittadini non solo tasse e tributi, ma anche gioia di stare assieme, di vivere serenamente il nostro tempo. Domenica ero anche euforico per la grande riuscita del concerto di Povia e la presenza di un grande artista mi ha spronato ad un discorso a volte travolgente e a volte più pacato. Ho dato ai giovani tanti messaggi, contro la droga, contro il malaffare, contro tutte la devianze giovanili e in mezzo ci può stare qualche termine sbagliato, di cui io faccio ammenda. Ho enfatizzato il lavoro delle forze dell’ordine sul territorio, infatti 13 arresti dell’operazione “Fiumevecchio” sono da ascrivere totalmente alle forze dell’ordine e possono essere il prologo per poter incentivare il maggior controllo sul territorio. La scelta dell’artista è stata anche finalizzata a ridare orgoglio e dignità alla nostra città che certamente è formata da persone per bene, che i fatti dell’ operazione “Fiumevecchio” ne avevano danneggiato l’immagine. La presenza di tanta gente venuta da altre città ci ha dato e ci darà forza e coraggio per lavorare per un futuro più tranquillo!“.
Carmelo Di Marco

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L’INTERVISTA di Mario Barresi del quotidiano La Sicilia di venerdì 30 settembre:
Mario Barresi: Buonasera sindaco Aldo Biondi, chiamiamo da La Sicilia, la disturbiamo?
«Da quale giornale?»
La Sicilia…
«Ah…».
Ma c’è rimasto male?
«No, è che mi hanno chiamato giornalisti di tutta l’Italia intera, e forse anche da fuori. E dal Continente, perché ho parlato anche con Radio Popolare Milano».
Se si accontenta noi vorremmo sapere…
«…Del pilu, vero? Perché una sua collega me l’ha fatto dire in diretta. E l’ho accontentata: pilu ‘ppi tutti, pilu ‘ppi tutti…»
Come si sente a essere il personaggio del giorno?
«Io mi sento bene, benissimo».
Critiche in paese?
«Sì qualcuno non l’ha presa bene nella mia comunità, ma come lei ben sa nessuno può essere unanime nel consenso della propria cittadinanza».
Forse s’è lasciato un po’ andare…
«Ma no. Ho voluto ringraziare sinceramente un grande artista di fama mondiale che si era esibito nella nostra piazza. È stato un momento certamente entusiasmante per tutti, soprattuto dopo che negli scorsi mesi l’immagine del nostro paese era stata fortemente intaccata dai tredici arresti di un’operazione antidroga. Il mio non è stato un comizio sul pilu, ma un modo per lanciare messaggi ai giovani, contro la droga e contro l’alcol, e per vivere serenamente un momento di festa e di aggregazione».
Negli ultimi quindici secondi ha usato quattro avverbi che finiscono con “mente”. Non è che entrato nel personaggio di Cetto La Qualunque?
«Ma quale, io quel film manco l’ho visto. Però Albanese mi sta simpatico, sicuramente…».
L’ha detto di nuovo.
«Ah, non ci ho fatto caso. Meglio che parli lei, allora».
Nell’epoca della patonza di Berlusconi, il pilu del sindaco Biondi è un peccatuccio da quattro soldi…
«Ah se il paragone è questo io nuddu sugnu… ‘na minchiatedda cumminai. Per quello, lo zio Silvio, ‘u pilu, pane quotidiano è! Ma no pilu da niente: venti cavalle al colpo, non so come fa. Anzi: lo so e non glielo dico… Certo è grave se il capo del governo è fissato col pilu, ma poi uno ci riflette e pensa: ma cu minchia si ni futti, le orge c’erano anche ai tempi dei romani, lei lo sa?».
Grazie della notizia. Una gliela diamo noi: in questo momento è il sindaco più popolare del web. S’è rivisto nel video?
«Sì, mi sono rivisto e mi sono piaciuto. I comizi sono stati sempre il mio forte, penso che sono riuscito a dare un messaggio forte alle migliaia di giovani giunti a Catenanuova da tutta la Sicilia. Le sono piaciute le mie metafore?».
Molto.
«Quella calcistica è la mia preferita: 3-0 per noi e palla al centro. Ma nemmeno quella giudiziaria era male: assolti a formula piena! Catenanuova risorge grazie all’entusiasmante festa di San Prospero».
Però quei congiuntivi. E le parolacce…
«Le svelo un segreto: avevo visto il concerto cenando in un locale sulla piazza e mi sono lasciato andare col Corvo…».
Qualche bicchiere?
«Quasi una bottiglia. Ma ero lucidissimo, lo reggo bene. E poi ho fatto un solo errore: ho detto “dovrei” invece di “dovessi”. Ma cu minchia si ni futti, il messaggio è la cosa più importante. E poi anche Pippo Baudo ha sbagliato a Sanremo».
E ora è famoso.
«Ma è Catenanuova a essere famosa. Ho invitato centinaia di persone, così aumento il turismo. A proposito: vorrei invitare pure a lei, almeno per un caffè».
Accettato.
«Ma senza pilu».
Va bene lo stesso.