Enna. I° giorno per gli artisti del Simposio nazionale di scultura: Remo Belletti

Enna. Alle ore 9:00 erano già tutti e 14 a lavoro,arnesi alle mani , tanta buona volontà e una buona dose di emozione sì perchè nonostante abbiano anni di esperienza ogni creazione suscita loro la tipica reazione della prima volta,l’impegno è sempre al massimo e l’obiettivo dare il meglio di se stessi.
Ciascuno esprimerà il concetto di nazione, di unità, dei valori dell’essere una sola cosa a modo proprio ma essendo cittadini italiani sentono particolarmente vicino questo momento di festa e d’impegno.

L’espressione di Remo Belletti, di origini emiliane la cui opera andrà collocata a Pietraperzia, è quella del concetto di travaglio ,ogni cosa costa fatica e ,nello specifico, l’Unità d’Italia fu pagata con la vita di tanti uomini e il sacrificio di altri. La sua sarà una figura femminile,com’è nel suo stile,che vincendo forze opposte riesce a prendere il volo,una sorta di nike che si protrae verso l’alto,orgogliosa, l’immagine concreta della realizzazione delle aspirazioni, ma in modo estremamente sottile, come un filo trasparente e inestensibile. La straordinarietà della sua figura, sta nella morbidezza in cui si snoda quasi uscisse fuori dalla bandiera in cui si trova avvolta. La figura della donna è fortemente voluta dall’artista che -a suo dire- è il cardine di ogni cosa dietro ad una donna c’è sempre un avvenimento fausto o infausto che sia. Nello sforzo di spiccare il volo c’è invece la realtà di una società fuori equilibrio,la figura infatti è in una posizione di pericolo anche se l”istinto l’ ammonisce a non agire d’impulso. Nei richiami disperati della donna non si avverte una minaccia imminente, ma la sensazione di un pericolo reale quello del potere che soccombe ogni ideale.

Luisa Gardali