Enna. VI° giorno per gli artisti del Simposio di scultura: Giovanni Balderi e Franco Daga

Enna. Neppure la pioggia arresta il lavoro degli scultori del simposio di Enna,anzi affermano che il rumore dell’acqua è armonia e li aiuta nelle continue emozioni mentre colpiscono la pietra che regala sfaccettature di colori veramente interessanti.
Un’eterna primavera la scultura di Giovanni Balderi, nativo della Versilia, la cui opera verrà collocata nel comune di Calascibetta, il suo ideale è infatti la Venere, simbolo di bellezza, di armonia e di stile e dell’essere femminile – a suo dire – il particolare più attraente e più capace di richiamare alla memoria sensazioni ancestrali è senza ombra di dubbio l’ombelico. Il centro della vita quale perno dell’unità è la donna che resta l’elemento che unisce, in questo caso la madre, la nostra terra, l’Italia intera il suo obiettivo è raggiungere la liricità con le sue opere e il suo riferimento cardine la bellezza anche se solo con accenni e forme stilizzate ma interessante è il suo distacco poi dalla creazione che rappresenta il singolo momento e che poi viene visto in modo differente proprio come si osserva un oggetto a seconda dello spazio e della luce.
Franco Daga, emiliano la cui opera verrà collocata nel comune di Barrafranca, esprime la sua tematica con una figura femminile, una popolana che trasporta sulle spalle la bandiera e cosciente dell’avvenimento festeggia con i suoi concittadini alla maniera del popolo senza tante etichette ma con l’entusiasmo di chi con sacrifici raggiunge una meta.
La stessa corposità della figura invade il monolite quasi ad occupare volutamente la spazio concessogli e divenire un tutt’uno con una sola bandiera.

Luisa Gardali