Enna, parco Proserpina di Pergusa: Il concetto di comunità
Enna-city - 21/10/2011
Enna. La realizzazione del parco pubblico “Proserpina” a Pergusa, al di là del fatto intrinseco di donare alla comunità ennese la possibilità di fruire di uno spazio naturale incontaminato, è una realtà dal significato particolare perché, voluta dal Lions, presieduto dall’architetto Angelino Fondacaro, appoggiata dal Dirigente Provinciale dell’Azienda Foreste Demaniali ing. Angelo Bellomo, messa in atto dalla buona volontà degli operai della forestale, e sostenuta dalla generosa partecipazione di venti sponsor cittadini, rappresenta un esempio di come una comunità possa esprimersi quando crede in ciò che fa e ne vede la ricaduta positiva. Ubicato nella terra che la leggenda vuole testimone del rapimento di Proserpina, questo parco potrà essere un piccolo passo per la crescita turistica del nostro territorio, un territorio antico,ricco di storia e di cultura che aspetta di essere valorizzato e riscoperto. Trovo importante sottolineare come la realizzazione di questo Parco sia il risultato dell’impegno di una comunità, e sul concetto di comunità voglio soffermarmi perché è da qui che parte la strada giusta, per la crescita sociale ed economica di un territorio. La comunità è l’insieme di menti pensanti e convergenti, che della diversità d’opinione fa una forza e non una contrapposizione. Comunità è l’orgoglio dell’appartenenza, l’orgoglio delle radici e dello sforzo sostenuto per crescere. Certo i momenti che viviamo non sono dei migliori ma, se pensiamo bene, sappiamo che ce ne sono stati di più duri e ne siamo venuti fuori, con la laboriosità, con la speranza e la voglia di farcela, in fondo abbiamo realizzato ciò in cui abbiamo creduto.
Ed ora? Non crediamo più in nulla? Io penso di sì, ritengo che abbiamo accantonato la speranza e abbiamo tirato i remi in barca, ci muoviamo in acque stagnanti e stentiamo a venirne fuori. Questo è l’ errore maggiore, smettere di sperare. Non possiamo permettercelo, ce lo chiedono i nostri giovani ai quali stiamo lasciando un mondo incattivito, vuoto, vecchio. Raddrizziamo la schiena e non arrendiamoci. Se sapremo essere consapevoli di ciò che vogliamo e di ciò che valiamo, saremo una vera comunità viva, attiva, pensante, capace d’indirizzare una classe politica efficiente ed efficace. Il punto di svolta è questo, è la comunità che indirizza la classe dirigente e non si lascia asservire a logiche di potere dove il cittadino è solo un numero. Rifiutiamo questo criterio ormai logoro e prendiamo in mano il nostro destino. Abbiamo iniziato col parco di Proserpina, andiamo oltre.
Maria Schepis