Enna: Si farà festa per i 600 anni della Patrona
Enna-city - 17/11/2011
Verrà presentata mercoledì prossimo, nel corso di una conferenza stampa, la programmazione degli eventi che celebreranno il seicentesimo anniversario dell’arrivo del simulacro di Maria Santissima della Visitazione ad Enna.
La macchina organizzativa è già in moto da qualche settimana ed ha visto al lavoro l’amministrazione comunale, il vicario foraneo Mons. Francesco Petralia e la confraternita della Visitazione.
E sempre mercoledì, ma nel pomeriggio, presso il centro polifunzionale di via dello Stadio, il sindaco Paolo Garofalo incontrerà tutte le associazioni culturali del capoluogo e le realtà che gravitano sul territorio per illustrare il programma predisposto dall’amministrazione per il 600°. L’incontro vuole essere una occasione affinchè da ogni associazione arrivi un contributo con delle proposte che possano integrare il programma delineato dall’amministrazione.
Domenica 27, intanto, verrà aperto l’anno mariano con una celebrazione al Duomo e contemporaneamente verrà esposto il simulacro della Patrona del popolo ennese; durante la celebrazione verrà data lettura del decreto di indizione dell’anno mariano. A presenziare la cerimonia sarà un vescovo di una diocesi siciliana visto che Mons. Michele Pennisi, vescovo della diocesi di Piazza Armerina, sarà in Brasile per seguire in prima persona l’esperienza portata avanti dall’ennese suor Lucia Cantalupo. C’è dunque tanta attesa per le manifestazioni in ricordo del 600° anniversario dell’arrivo della statua della Patrona ad Enna. Era il 1412 quando da Enna partì una delegazione diretta a Venezia per comprare una effigie raffigurante la Madonna, da venerare sotto il titolo della “Visitazione”; essa fu imbarcata, ma il viaggio che doveva portare il simulacro ad Enna non fu dei più semplici perché, racconta la storia, un violento temporale fece naufragare l’imbarcazione, ma il simulacro si arenò a Messina dove fu custodito fino alla richiesta degli ennesi. Il 29 giugno giunse ad Enna e posta su di un carro divenuto però pesante tanto da impedirne il trasporto ai nobili, accorsero quindi dalle vicine campagne i contadini e gli agricoltori che mietevano, essi portarono il simulacro della Madonna fino al Duomo dove ad accoglierla c’erano i cittadini festanti.