Sport non ha diritto di cittadinanza. Impianti sportivi inagibili ad Enna. Sindaco Garofalo: VERGOGNA


Comune di Enna da ieri su ordinanza della Questura chiude impianti sportivi della città (Enna alta, Enna bassa e Pergusa) per motivi di sicurezza.



Lo sport non ha diritto di cittadinanza nel capoluogo ennese. Gli ultimi avvenimenti, infatti, hanno sancito che la maggior parte degli impianti sportivi del capoluogo non sono agibili e, quindi, non possono ospitare ne avvenimenti sportivi ne le tribune ospitare spettatori. A decidere la chiusura degli impianti il Questore, Salvo Patanè, il quale sostiene che gli stessi non hanno i crismi dell’agibilità. E’ successo qualche mese fa con lo stadio Gaeta, dichiarato inagibile, per cui l’Enna Calcio, già in difficoltà per mancanza di soldi, si trova ad andare in giro per la Sicilia (Caltanisseta, Raddusa, Calascibetta) per disputare le gare interne del suo campionato di Eccellenza.

Da ieri sta succedendo anche con la palestra polisportiva di Enna bassa, con la tribuna della piscina coperta, con il campo di calcio di Pergusa e con tanti altri impianti per cui, con tanta amarezza, bisogna dire che ad Enna fare sport è diventata un’impresa difficile, quasi impossibile e qualche società incomincia a dare segnali di abbandono perché è anche evidente che non può caricarsi le spese di trasferta continua ed anche quella della ricerca di impianti che la ospitano anche per gli allenamenti. Ci sono segnali concreti che qualche società potrebbe decidere di lasciare tra qualche settimana se l’amministrazione comunale non vorrà risolvere il problema, di ritirarsi dal campionato perché andarsi ad allenare fuori e giocare anche le partite di campionato in un altro impianto in qualche comune vicino significa subire dei disagi di carattere economico ed organizzativo non facili da superare.
Non si capisce perché stia succedendo tutto questo, fatto è che proprio nel mezzo della stagione agonistica per tutti gli sport, quando cioè tutti gli impianti dovrebbero essere al meglio delle loro possibilità, c’è il fermo generale di quegli impianti che sono maggiormente frequentati dalle società sportive del capoluogo con effetti disastrosi sul rendimento delle squadre stesse. Alcuni interventi, fatti a tempo debito,vale a dire in estate, avrebbero potuto evitare di arrivare a questo punto ed Enna, ora, si trova ad essere il capoluogo di provincia non solo ultimo nella classifica per la qualità dell’impiantistica sportiva, ma ora ultimo perché la maggior parte degli impianti sportivi sono stati dichiarati inagibili e non possono ospitare le squadre neanche per effettuare gli allenamenti.

Una situazione difficile ed incresciosa che dovrebbe spingere il sindaco Paolo Garofalo e l’assessore allo sport, Enrico Grippaldi, ad attivarsi per cercare di trovare delle soluzioni che possano dare l’agibilità agli impianti sportivi con procedure che devono essere celeri e non lenti come sta avvenendo con lo stadio Gaeta. Si parla che tutto questo nasce dallo scontro, in politica, tra maggioranza ed opposizione, ed è stato fatto per mettere in difficoltà l’amministrazione (!), ma, in questo caso, ad essere messe in difficoltà sono le società sportive che non sono nelle condizioni di poter svolgere al meglio la loro attività, ed essere in difficoltà sono i giovani che praticano lo sport nel capoluogo ennese, i quali vedono, con grande rammarico, che gli impianti sportivi del capoluogo sono per la maggior parte chiusi o parzialmente inutilizzati. Il sindaco Garofalo e l’assessore Grippaldi predicano pazienza (!) e si sono impegnati a fare tutto quello che è necessario con una certa rapidità, ma le società hanno bisogno di certezze urgenti perché le attività agonistiche sono in corso.