Enna. Testimoni dell’omicidio Saffila di Aidone
Enna-Cronaca - 11/12/2011
Enna. Potrebbero esserci dei testimoni che sono, con le loro dichiarazioni, in grado di annullare il movente dell’omicidio del trattorista aidonese Franco Saffila, ucciso dalla mafia il 29 settembre del 1998 in contrada Bosco di Aidone, omicidio il cui autore è stato svelato dal pentito di Gela, Carmelo Billizzi, il killer che lo avrebbe eseguito assieme ad un complice. Questo è uno degli elementi del ricorso presentato al Tribunale Riesame dell’avvocato Antonio Impellizzeri, difensore di Gabriele Giacomo Stanzù, 50 anni di Valguarnera , arrestato qualche settimana fa dagli agenti della squadra mobile, coordinati dal vicequestore Giovanni Cuciti. Gabriele Giacomo Stanzù viene ritenuto l’ideatore e l’organizzatore del delitto in quanto voleva vendicare il padre, ucciso negli anni ’70 e che riteneva l’autore proprio Franco Saffila. Il ricorso presentato contiene l’esito di complesse indagini difensive, ed è stato depositato ieri mattina ai giudici del tribunale di Libertà dal difensore di Stanzù, il penalista Antonio Impellizzeri. La difesa, in questo caso, potrebbe chiedere l’interrogatorio dei testimoni, in maniera insolita. Per l’accusa e le indagini susseguenti , il movente sarebbe che Stanzù imputava alla vittima di aver ucciso suo padre, il 31 dicembre del ‘78 in contrada Bosco, nella proprietà di Stanzù. Vent’anni dopo avrebbe organizzato la vendetta con le stesse modalità, ma chiedendo un favore al boss di Gela Daniele Emmanuello, che voleva entrare in rapporti di amicizia e di collaborazione con la famiglia di Cosa Nostra di Enna. Emmannuello per soddisfare la richiesta aveva incaricato uno dei suoi killer più apprezzati, vale a dire Carmelo Billizzi, che ora è diventato collaboratore di giustizia pentito, ma questa versione però sarebbe smentita da alcuni testimoni, che l’avvocato Impellizzeri avrebbe intercettato con sue indagini.