martedì , Luglio 27 2021

Tribunale Nicosia. Malfitano incontra Presidente Lombardo e attacca i “girotondini”: “farsa del deputato Leanza e del sindaco Catania”

Nicosia. Uffici giudiziari a rischio di chiusura che non raggiungono i 15 magistrati in organico e quindi sono candidati a far parte dei circa 600 uffici che dovrebbero essere soppressi in tutta Italia; un argomento che va di pari passo con la già paventata soppressione delle Province regionali. Come scrive il giornalista nisseno Vincenzo Pace: “Il problema è che le eventuali soppressioni del Tribunale e della Procura di Nicosia potrebbero causare un effetto domino che travolgerebbe la Corte d’Appello di Caltanissetta. Con la soppressione degli uffici giudiziari di Nicosia, il distretto della Corte d’Appello nissena si ridurrebbe di parecchio, visto che, oltre alla sede centrale, rimarrebbero in piedi solo gli uffici di Gela ed Enna. Troppo poco per mantenere una sede di Corte d’Appello. Al momento, comunque, non vi è nulla di concreto; infatti il ministro della Giustizia Paola Severino deve ancora presentare il testo integrale del decreto sulla Giustizia in cui è contenuta anche la revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Migliaia di posti di lavoro a rischio. In ogni caso il discorso è molto serio, visto che la presenza della Corte d’Appello giustifica l’esistenza dei reparti speciali delle Forze dell’Ordine (Ros e Reparto Operativo dei Carabinieri, le sezioni antimafia della Polizia, il Centro Dia, il Gico della Guardia di Finanza), la Direzione distrettuale antimafia della Procura, la stessa Procura Generale, il Tribunale e la Procura dei minorenni, sezioni del Tribunale ordinario quali il Riesame e il Tribunale di Sorveglianza e l’Archivio di Stato. Un’eventuale soppressione del distretto di Corte d’Appello comporterebbe la perdita di migliaia di posti di lavoro con il solo risultato di compromettere ulteriormente l’economia del territorio nisseno, che già adesso non si può certo definire florida”.

Questa la comunicazione dell’ex Consigliere provinciale Sergio Malfitano, che si appresta a correre alle prossime amministrative per la poltrona di primo cittadino, supportato già da tre liste complete che fanno capo al farmacista che ha segnato la storia dell’ultimo Consiglio provinciale per le grandi battaglie intraprese e che hanno raggiunto traguardi e soluzioni inaspettati:
“Ieri sera mi sono recato personalmente dal Presidente della Regione Siciliana, On. Raffaele Lombardo, al quale, a nome dell’intero territorio della zona Nord della provincia, ho rivolto il mio appello a difesa della salvaguardia del Tribunale di Nicosia, a rischio di soppressione. Il Presidente Lombardo, fin da subito, ha dimostrato grandissima sensibilità e disponibilità, manifestando, già, di essersi attivato, politicamente e istituzionalmente, per la difesa dei tribunali siciliani, a rischio di soppressione. Nell’occasione, mi sono permesso di consegnare, direttamente nelle mani del Presidente, copia del preziosissimo studio condotto dall’Avv. Giuseppe Agozzino, Responsabile della formazione forense del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nicosia e Componente del Direttivo dell’Unione Regionale dei Fori Sicilia, ove potesse risultare utile alle azioni del Governo regionale.
Certo, le notizie provenienti dalle sedi romane, non sono per nulla confortanti!
Ecco perché ritengo fondamentale che la vera battaglia per la difesa del Tribunale di Nicosia debba immediatamente spostarsi nelle sedi deputate ovvero quelle delle segreterie politiche nazionali del PD e del PDL.
Basta con questi “girotondini” che vedono protagonisti il nostro Deputato regionale Edoardo Leanza e il nostro Sindaco Antonello Catania!
Ad entrambi dico: “Lasciate la gestione della protesta nel territorio ai vari comitati spontanei che, in maniera quasi eroica, si ingegnano, ogni giorno, nel proporre iniziative sempre nuove e incisive; mentre Voi, Sindaco e Onorevole, avete il compito di andare lì dove noi non possiamo entrare, ovvero nelle “stanze dei bottoni”!
Onorevole Leanza, Lei che è così vicino all’On. Angelino Alfano, anziché impiegare il Suo tempo qui a Nicosia, perché non si reca a Roma, proprio da colui che il 4 maggio 2009, a Nicosia, da Ministro Siciliano, aveva dichiarato che non si sognava affatto di sopprimere nessun tribunale minore della Sicilia, men che meno quello di Nicosia?
I Nicosiani tutti, caro Onorevole, non hanno dimenticato queste parole!
Ancor più, se è vero che la paventata chiusura del Tribunale di Nicosia, è una notizia che, prima ancora di rientrare nei tagli previsti dell’ultima finanziaria, era in esame nella prospettata riforma giudiziaria qualche anno fa (On. Edoardo Leanza – dichiarazione a mezzo stampa del 26 Settembre 2011)…altro che responsabilità del Governo Monti!
Al Sig. Sindaco Antonello Catania dico:”Vada a bussare alla porta dell’On. Bersani e di quella della sicilianissima Sen. Finocchiaro!”
Non scendete da Roma senza aver vinto la Vostra buona battaglia…altrimenti è inutile che fate finta di difendere ciò che probabilmente è già perso!
Come si evince benissimo dall’ottima relazione dell’Avv. Giuseppe Agozzino, il problema non è economico ma solo ed esclusivamente POLITICO!
E quindi a Voi PD e PDL la responsabilità politica della sopravvivenza del nostro Tribunale di Nicosia!
Altro che sceneggiate! Altro che incontri con i cittadini! Altro che sciopero generale!
Cari PD e PDL, a voi gli onori e il merito se riuscirete a salvare il nostro Palazzo di Giustizia!
Ma a voi l’onta, la vergogna e la pesantissima responsabilità politica nel caso infausto di soppressione! “.




Studio dell’Avv. Giuseppe Agozzino, su incarico dell’Avv. Filippo Mingrino, Presidente Coa Nicosia: Elementi per la valutazione della ridefinizione dell’assetto territoriale del Tribunale di Nicosia (documento protetto dal diritto d’autore):

Sul tema del riordino degli uffici giudiziari, previsto dal decreto legge 138/11 (manovra bis), poi convertito nella L. 14/09/01 n. 148, il Consiglio dell’Ordine di Nicosia, in collaborazione con l’avv. Giuseppe Agozzino, referente della formazione, vuole approntare alcuni elementi a dimostrazione che l’esigenza, indubbia e condivisibile, di razionalizzazione delle spesa pubblica e di miglior utilizzo delle risorse disponibili (c.d. incremento di efficienza) nel servizio giustizia, deve essere verificata caso per caso, tribunale per tribunale, eliminando la vulgata che i c.d. tribunali “minori”, tutti e indistintamente, non funzionino in modo efficiente e costituiscano un inutile aggravio di spesa per il bilancio dello Stato: una simile opinione pecca di astrattezza.

I costi della struttura: c.d. costi di funzionamento
I costi della struttura Tribunale di Nicosia, vanno analizzati tenendo conto del caso particolare, dove il Comune di Nicosia contribuisce per circa 1/3 ai costi della struttura e riceve, come noto, dal Ministero, il rimborso soltanto di una parte.
I costi della struttura comprendono le voci: telefono, riscaldamento, manutenzione/pulizie, spese varie, affitto e cond., riscaldamento (non valutato perché è interamente a carico del Comune di Nicosia), en. elettrica, vigilanza, ordinarie e straordinarie.
Nel 2010, i costi ammontavano ad € 367.444,03, di cui 1/3 a carico del Comune.
Da ciò deriva che la spesa annua per lo Stato è di € 244.962,69. Peraltro, durante l’esame del presente lavoro nel Consiglio Comunale di Nicosia del 10 novembre 2011, è emersa l’ipotesi che tale costo di funzionamento faccia carico sul territorio, analogamente a quanto previsto per gli uffici del giudice di pace dall’art. 1, comma 2, lett. o) della L. 148/2011.
La spesa per le retribuzioni del personale
Nell’anno 2010, lo Stato ha erogato retribuzioni per il personale in servizio pari ad € 1.281.260,45.
Da ciò consegue che i costi della struttura incidono per appena il 22,3% (senza considerare la contribuzione comunale). Ma ciò implica che la spesa per le retribuzioni è da considerarsi spesa estranea alla valutazione del risparmio di spesa prevista dall’art. 1, comma 2 della L. 148/2011, per la motivazione ovvia che il personale deve essere in ogni caso retribuito a prescindere dalla sede di lavoro. Nel caso di soppressione con accorpamento del tribunale di Nicosia alla sede di Enna o come sezione staccata del tribunale di Caltanissetta, il costo si riverserebbe interamente a carico del singolo dipendente, costretto a fare il pendolare a proprie spese, in assenza totale di trasporto pubblico idoneo a giungere in orario in ufficio tra Nicosia ed Enna / Caltanissetta.

L’efficienza del Tribunale di Nicosia in rapporto ai criteri della legge delega
Come noto, il comma 2 lettera b) dell’art. 1 della L. 148/2011, indica i “principi e criteri direttivi” cui saranno conformati i decreti legislativi di riordino della geografia giudiziaria.
La lettera della legge, non prevede la soppressione tout court dei tribunali “minori”, ma la ridefinizione dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari “di primo grado” anche mediante attribuzione di porzioni di territori a circondari limitrofi.
I criteri di tale ridefinizione sono:
1) estensione del territorio
2) numero degli abitanti
3) carichi di lavoro
4) indice delle sopravvenienze
5) specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale
6) tasso d’impatto della criminalità organizzata
I criteri sembrano finalizzati a consentire al legislatore delegato la valutazione dell’incremento di efficienza voluto dal comma 2 dell’art. 1 L. 148/2011, posto che nella realtà (cfr. M. Vietti, La fatica dei Giusti, 2011, Bocconi Editore) non esiste un sistema di calcolo dell’efficienza e, in ogni caso, tale sistema avrebbe dovuto preesistere alla legge delega. Tutti i criteri indicati sono infatti elementi fattuali già esistenti (territorio, abitanti, ecc.) cui è affidata la valutazione dell’incremento di efficienza, in un’operazione di bilanciamento che, peraltro, non tiene minimamente conto della performance del servizio giustizia2 secondo gli utenti e dell’impatto economico derivante ai territori dalla chiusura dei tribunali.

L’estensione del territorio e il numero di abitanti
Il tribunale di Nicosia abbraccio un territorio di 1.253,83 Km , e quindi copre un’area certamente più vasta di altri tribunali minori: in tal caso se il bilanciamento tra estensioni è un criterio valido di incremento di efficienza, ne consegue che attribuendo al tribunale di Nicosia porzioni di territorio ulteriori, la struttura assumerà le funzioni di un tribunale sub provinciale con incremento di efficienza.
Parimenti, nel circondario risiedono 68.610 abitanti. Vale quindi la considerazione che precede.

La specificità territoriale del bacino di utenza
Il circondario del tribunale di Nicosia si estende su di un bacino di utenza assai particolare, poiché amministra la giustizia su due grandi aree economiche: agricoltura, artigianato e terziario. E tale bacino di utenza è ugualmente predicabile anche per il territorio del circondario del tribunale limitrofo. Non dunque la soppressione ma l’estensione del territorio del tribunale avrebbe valore ai fini dell’incremento dell’efficienza.

La situazione infrastrutturale: endemica criticità della rete viaria
La legge prevede che, ai fini della valutazione del riordino della circoscrizione, la specificità del bacino di utenza vada integrata anche “anche con riguardo alla situazione infrastrutturale”. Nel caso del circondario del Tribunale di Nicosia, va detto che i collegamenti stradali verso il tribunale di Enna (plausibile tribunale accorpante) soffrono di una situazione endemica di insufficienza, posto che si tratta di strade del tutto dissestate e, molte volte, gli stessi accessi alla città capoluogo, vendono impediti dalla cronica criticità in cui versa il sistema viario di collegamento con il comune capoluogo.
Sul punto si riportano alcune notizie di stampa a conferma, sempre verificabili tramite gli uffici di Prefettura:

Resoconti di stampa
“Una viabilità a pezzi quella da e per la città che se a chi risiede a Nicosia risulta ormai talmente familiare, da non sperare più che si possa porvi rimedio, lascia invece attoniti e “disturbati” i viaggiatori che scelgono le mete turistiche dell’interno della Sicilia. Da qualunque parte si arrivi a Nicosia il problema, o meglio i problemi, sono sempre gli stessi. L’impraticabilità delle strade per frane, smottamenti, curve, asfalto dissestato e avvallamenti improvvisi.
Per chi arriva dal Tirreno l’unica alternativa è la 117, la cui scorrevolezza, già messa a dura prova da curve e tornanti, esclusi i tratti ammodernati della Nord – sud, è stata definitivamente minata da frane e smottamenti. Come si ricorderà, lo scorso inverno, per diversi giorni la strada fu chiusa a causa di una frana.
Stessa situazione in direzione Leonforte poiché viaggiare su quella direttrice viaria presuppone un’organizzazione dell’equipaggio da competizione per fuoristrada. Per Enna, invece l’unica alternativa possibile continua a rimanere il percorso verso Calascibetta, mentre in direzione di Catania l’unica strada ancora percorribile è la famigerata Nicosia –Agira, dove frane smottamenti e cedimenti sono all’ordine del giorno e dove nonostante l’ammodernamento di due tratti si è ancora ad un livello di assoluto disagio. La Nicosia – Agira però, che fino a questo inverno, era la peggiore via di comunicazione per raggiungere la città, oggi è la migliore e non perché nel frattempo siano state migliorate curve e manto stradale, ma solo perché le altre vie d’accesso sono fortemente peggiorate e questo a tutto danno delle trasferte lavorative dei moltissimi che lavorano fuori città e dei tanti che in città continuano ad arrivare per i suoi monumenti e la sua gastronomia, ma anche per la presenza di un imponente outlet, che attira gente da tutta la Sicilia. Nonostante le difficoltà però non arrivano fondi per migliorare i percorsi viari, l’ultimo e unico contributo quello arrivato ad ottobre scorso quando 16 comuni della Provincia hanno ricevuto il contributo regionale come risarcimento ai danni causati dagli eccezionali eventi atmosferici registratisi da novembre 2008 a febbraio 2009. La città ottenne 22.905,45 euro, una somma veramente irrisoria e che poco risolve in materia di viabilità perché la situazione viaria è disastrosa e l’unica possibilità di miglioramento rimane l’apertura dei cantieri della costruenda Nord – sud, che però risolveranno solo i problemi da e verso la fascia tirrenica”.
“Nella giornata di ieri una delegazione guidata dal Presidente della Provincia Regionale, dott. Giuseppe Monaco, accompagnato dai rappresentanti delle OO.SS. e delle associazioni di categoria si è recata a Palazzo del Governo per rappresentare al Prefetto, dott.ssa Giuliana Perrotta, la forte preoccupazione della comunità locale per lo stato di ormai cronica criticità in cui versa il sistema viario di collegamento con il comune capoluogo, peraltro evidenziato nella sua gravità dalla recente chiusura , protrattasi per alcuni giorni, della SP 2 a causa di alcuni smottamenti.
La delegazione ha, in particolare, rappresentato la strategica importanza del ripristino della SP 28, meglio nota come Panoramica, intransitabile da circa tre anni a causa del crollo di due campate, e la cui riattivazione, pur inserita tra gli interventi prioritari programmati dalla Regione Siciliana, continua ad essere differita a causa di alcune difficoltà burocratiche che impediscono l’approvazione dell’Accordo di Programma Quadro in cui il progetto di ripristino è inserito e il conseguente accesso ai necessari finanziamenti.
Il presidente della Provincia, nel ribadire l’assoluta urgenza di dar corso all’appalto dei lavori e di restituire al più presto al territorio una imprescindibile via di accesso al capoluogo, ha rivolto a nome di tutta la comunità un invito al Prefetto affinché attivi ogni forma di consentito impulso presso le autorità di governo nazionali e regionali per rimuovere gli ostacoli che, ad oggi, si frappongono all’avvio dei lavori ed alla restituzione alla pubblica fruibilità di un tratto viario indispensabile alla viabilità del territorio.
Il Prefetto, nell’esprimere la sua condivisione sulla valenza strategica della SP 28 per la città di Enna e ricordando le numerose iniziative di impulso e di coordinamento già poste in essere al riguardo dalla Prefettura, ha accolto l’invito a rappresentare prontamente alle autorità competenti la gravi ripercussioni che, anche sotto il profilo della sicurezza, possono scaturire dal persistere dell’inadeguatezza dei percorsi di accesso al centro urbano, sollecitando al contempo ogni soluzione percorribile che possa condurre in tempi brevi al ripristino della strada provinciale in argomento”;
“Ancora chiusura al traffico di strade provinciali che sono state danneggiate dalle piogge consistenti di questo periodo. Il presidente della Provincia, Giuseppe Monaco, ha firmato le ordinanza di chiusura delle strade al traffico veicolare in quanto presentano dei pericoli per gli automobilisti, la provinciale 94 “Vignale Pirato”, in territorio di Leonforte, dove si sono manifestati movimenti franosi che hanno compromesso la viabilità della strada, ed in particolare all’altezza del km 0,100, 0,200 e 2,400 – 3,000 km con degrado del piano viario lungo tutta l’arteria. Le deformazioni e gli avvallamenti registrati dal sopralluogo da parte dei tecnici sono tali da compromettere la sicurezza del transito veicolare. L’altra strada provinciale chiusa al traffico nel tratto compreso tra le progressive 6,700 e 7,500 km riguarda la provinciale “22” Gagliano-Agira, inoltre vi è la limitazione ai soli veicoli di massa a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate nel restante tratto. Su questo tratto di strada è stato registrato un movimento franoso ancora in evoluzione che non consente di potere tenere aperto al transito dei veicoli; nei restanti tratti con avvallamenti e rilassamenti che non consentono di tenere aperta la strada ai mezzi pesanti. La determina del presidente Monaco chiude il transito nelle progressive interessate al movimento franoso con deviazioni del traffico stesso in altre strade provinciale come la 18 Nicosia-Agira”.
“Questa mattina gli automobilisti che si recheranno ad Enna troveranno aperti al traffico sia il tratto della statale 121 che dal bivio Misericordia porta al bivio Kamuth sia la provinciale “2” che dal bivio Kamut porta al corso Sicilia ed alla via Sant’Agata consentendo di entrare ad Enna e raggiungere sia la zona Monte che il centro storico. L’attività dei rocciatori di sabato e parzialmente domenica mattina ha consentito all’ufficio tecnico della Provincia regionale che al comune di poter consentire la riapertura al traffico delle strade chiuse da diversi giorni. L’assessore comunale ai Lavori pubblici Gino la Rocca, con la collaborazione dell’ingegnere Giuseppe Sberna, ha seguito da vicino tutto il lavoro fatto dai rocciatori in condizioni di disagio, ma graziati da un tempo, dal punto di meteorologico, che non è stato pessimo; c’è stato qualche sbuffo di nebbia, pioggerellina, ma i due hanno potuto lavorare sino a sera tardi e alla fine il lavoro di pulitura è stata fatta ed ieri pomeriggio ci sono state delle prove di apertura al traffico, ma questa mattina tutto dovrebbe essere tornato alla normalità.
Rimane chiuso il tratto della statale 121 che dal bivio Kamuth porta a Villarosa; sostanzialmente per andare a Villarosa si potrà utilizzare lo svincolo “Ponte CinqueArchi” dell’autostrada oppure andare sulla statale 280 per Calascibetta , ma si allungherebbe troppo il percorso che non è molto agevole e pieno di curve. Ieri mattina qualche ritardo c’è stato perché non si riuscivano a trovare gli operai per eliminare le barriere di chiusura, ma poi è stato l’ingegnere La Rocca a risolvere il problema con personale comunale. Dunque finisce, per certi aspetti l’isolamento del capoluogo ennese, ma le pendici hanno bisogno di continua attenzione specie nel periodo invernale perché la pioggia provoca un accumulo di detriti che finisce per cadere sulla sede stradale. Le pareti rocciose sono piuttosto fratturate e, quindi, con l’infiltrazione dell’acqua si indebolisce e poi succedono i crolli.
Per quanto riguarda il tratto della statale 121 interessato dai crolli dei massi e dei detriti l’Anas questa mattina dovrebbe effettuare assieme all’ingegnere La Rocca per il comune e all’ingegnere Antonio Alvano per la Provincia un sopralluogo e decidere se aprire o meno al traffico questo tratto di strada che porta verso Villarosa, ma dove ci sono tante famiglie che vi abitano, e che venerdì hanno inscenato una manifestazione di protesta e anche tante aziende agricole”.
“Sarà chiusa la strada statale 117 Nicosia Leonforte. Il transito sull’arteria che è nevralgica per i collegamenti con il capoluogo e che viene utilizzata anche da quanti vogliono evitare la Sp Nicosia Agira gravemente dissestata, per raggiungere lo svincolo autostradale per Catania, verrà chiuso probabilmente già dalla prossima settimana per consentire l’esecuzione di lavori ormai improrogabili su alcune tratte.

La criminalità organizzata
Qui è superflua ogni ulteriore evidenziazione di questo aspetto, che la legge delega prende espressamente in considerazione ai fini delle scelte di riordino degli uffici giudiziari. Semmai va fatta una valutazione a contrario: proprio la presenza del tribunale su un territorio che abbraccia anche paesi molto vicini ai territori di città (Catania) ad alto impatto criminale, serve da presidio di legalità preventiva alle brame di estensione del crimine organizzato.

La valutazione delle perdite economiche
Sebbene la legge delega non dica nulla sul punto, tale criterio deve comunque essere tenuto presente. Nel caso specifico di Nicosia, in base ad un’altra rilevazione dati proiettiva effettuata per le materie oggetto di mediazione obbligatoria, è emerso che dal 2005 al 2009, il tribunale ha ricevuto controversie civili dall’intero circondario, che abbraccia un bacino di utenza di circa 70 mila abitanti, per un complessivo valore dichiarato dalle parti, di ben 36 milioni di euro, vale a dire circa 7,2 milioni di euro l’anno, per le sole controversie civili oggetto di mediazione obbligatoria.
Su questi importi, lo stato preleva a monte l’imposta per il giudizio, cosiddetto contributo unificato. Ora, se aggreghiamo il dato degli stipendi erogati ai dipendenti e quello dei valori economici delle controversie, si ottiene il risultato che a Nicosia confluiscono circa 3 milioni di euro l’anno per stipendi del personale e dei militari delle forze dell’ordine, di cui la gran parte rimessa nel circolo economico per effetto della residenza della gran parte del personale a Nicosia. A tali valori vanno aggiunti i valori economici delle controversie che rappresentano la realizzazione sul territorio degli interessi economici delle persone tramite il servizio giustizia del tribunale di Nicosia.

Conclusioni
In definitiva, il Tribunale di Nicosia merita di essere conservato e semmai potenziato attraverso l’attribuzione di porzioni di territorio di circondari limitrofi. Viceversa, grave sarebbe anche la ipotesi di ridefinirlo come sezione staccata del tribunale di Caltanissetta, sia per l’analoga criticità della rete di collegamento tra Nicosia e Caltanissetta ma soprattutto per l’evidente temporaneità di tale situazione rispetto alla solidità e durevolezza in termini di efficacia ed efficienza, derivante dalla ridefinizione ampliativa del territorio circondariale.

Avv. Giuseppe Agozzino
Avvocato cassazionista
Responsabile della formazione forense del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nicosia
Delegato del COA di Nicosia per lo studio della revisione della geografia giudiziaria
Componente del Direttivo dell’Unione Regionale dei Fori Sicilia