mercoledì , Aprile 14 2021

Enna: Al Teatro Garibaldi un appassionante Giotto di Provinzano

Enna. Per chi non abbia a conoscenza i fatti avvenuti al G8 di Genova nel 2001, per chi ne avesse un’idea generica offerta dai media, per chi ne ha colto selettivamente le trame politico-istituzionali, per chi crede di non averci capito nulla e che sapere cosa sia davvero accaduto non ha importanza, perché ogni scontro tra manifestanti e forze dell’ordine segue un rituale di colpe omissioni che alla fine non restituirà giustizia; per loro, una possibilità alternativa di uscire da tale stato di soporosità avvalendosi di più voci, di più punti di vista, al che il giudizio finale sull’intera vicenda sia il più limpido possibile; e questo grazie allo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Provinzano, andato in scena ieri sera al Teatro Garibaldi.
GiOtto – studio per una tragedia, Produzione Babel, è il secondo appuntamento della rassegna di teatro contemporaneo SCENA NOSTRA, anno zero_ A (s) sulu, a cura dell’associazione culturale Babel. In esso si mescolano con ordine e apparente calma, più personaggi, quale la figura istituzionale di turno che sciorina tutti i validi motivi al che una manifestazione come il G8, abbia compimento con successo ed ordine, in una città che diverrà simbolo di moderna tragedia. L’attore giunge ad una scarnificazione impietosa del potere, passando in rassegna persino i menù che compongono le guduriose tavolate di quanti prendono al G8.
Subito dopo, la figura inquietante del black bloc, luogo dell’azione Viale Kennedy, e la storia è la stessa: minuziosa pianificazione di luoghi, orari, persone da rendere protagonisti nel proprio progetto di protesta, l’adrenalina dell’attesa e dell’assalto.
E poi le anomalie … i finti black bloc, gli sbirri infiltrati; ed ecco la storia del carabiniere e del suo retroterra culturale, del suo difficile rapporto con il potere, con l’ordine, e da sfondo al proprio accento meridionale, l’amarezza della delusione di aspettative, prospettive e responsabilità, quest’ultima talvolta mantenuta a costo della vita altrui.
Nella ballata dei personaggi che segnano fasi distintive della manifestazione; marcate ulteriormente da un gesso bianco su di un cubo di legno, in alfabeto greco.
L’unico trionfo, spetta al politico del governo di turno, che nei panni di una briosa star, enuclea alcune forme di violenza inferte dai poliziotti a Bolzaneto.
Infine, il comune cittadino che ha subito la fiumana della violenza in piazza, a dargli voce le numerose dichiarazioni di quanti nei giorni del G8 si trovarono nei luoghi degli scontri senza alcun ruolo, ne buoni ne cattivi, ne promotori ne dissidenti, solo cittadini.
Tutto viene ridicolizzato e messo a nudo nella sua crudeltà, ora con gentilezza e garbo e con ironia sprezzante, ora con rabbia e coscienza civile, dall’interprete unico dello spettacolo, Giuseppe Provinzano.
E quando il pubblico desidera che lo spettacolo non smetta e ne attende la prosecuzione, nonostante le luci si siano già spente, l’attore dissolto nel palco; la storia sta continuando ad esistere.
Lo spettacolo è prodotto dalla Babel, in collaborazione con ATS Spazio Zero-Teatro dei Cantieri\Palermo , Viper Theatre di Firenze\Piagge ; suono , Gabriele Gugliara ; luci , Fabio Bozzetta ; installazione scenica , Fernanda Filippo.
Prossimo appuntamento con la rassegna di teatro contemporaneo, venerdì 16 marzo, con RICHARD III (overu la nascita dû novu putiri), di Giuseppe Massa.

Livia D’Alotto

Foto Maria Catalano