Ad Enna tavola rotonda sulle carceri con Marco Pannella

Enna. “Quella delle carceri italiane non è che l’appendice dell’atroce situazione della Giustizia e noi siamo condannati a livello europeo da 30 anni per la situazione delle nostre carceri”. Lo ha dichiarato Marco Pannella a margine del convegno organizzato dal comune capoluogo sotto il patrocinio dell’Ufficio del Garante per i Diritti dei Detenuti e del Senato della Repubblica, dal titolo: “Carceri, Carcerati e Carcerieri tra sovraffollamento e amministia. “Il Consiglio d’Europa – prosegue Pannella – in una valutazione di 6 anni fa dice che un terzo del popolo italiano soffre di questa situazione legata alla Giustizi. L’amnistia è l’unico strumento che può interrompere la flagranza di un reato contro i diritti umani che ci viene riconosciuto da anni. Questo è Il terzo motivo perché il mercato internazionale non investe in Italia. Noi siamo al 150 posto su 183 per quel che riguarda gli investimenti del mercato internazionale. Questo anche il presidente Monti lo ha dichiarato ma non mi pare che sia successo nulla”. Il problema del sovraffollamento delle carceri, del numero ristretto della polizia penitenziaria, delle strutture carcerarie fatiscenti è stato un tema molto sentito e sviluppato qualitativamente e socialmente della tavola rotonda, presenti autorevoli parlamentari e responsabili della Giustizia e delle Forze dell’ordine, oltre ad esperti e studenti della Kore, avvocati. La tavola rotonda ha raggiunto determinati obbiettivi come quello di allargare i consensi su interventi che sono necessari e immediati se si vuole veramente intervenire nel migliore dei modi. Tutti dal sindaco Paolo Garofalo, che ha organizzato il convegno, al senatore Salvatore Fleres, garante dei diritti dei detenuti hanno parlato di dovere apportare modifiche alla giustizia, il carcere non deve essere collegato con la pena, ma bisogna che vi siano delle condizioni perché sia un luogo di educazione, di crescita morale ed allora bisogna operare in questo senso. Salvo Fleres ha parlato con una razionalizzazione degli interventi mirati, si possono risparmiare milioni di euro che potrebbero servire per rafforzare l’organico della polizia penitenziaria, per costruire carceri che siano a dignità di uomo e non di restrizione. Il senatore Roberto Giovan Paolo, componente commissione per la tutela dei diritti dei detenuti, è categoricamente convinto che la giustizia deve modificarsi, ed anche lui è per un’amnistia valida, criticando assieme al Procuratore della Repubblica Calogero Ferrotti, che il decreto “salva carceri” non ha salvato nessuno, lo stesso concetto ripetuto dal Sostituto Procuratore Augusto Rio lo ha ripetuto ed il sovraffollamento delle carceri nasce da provvedimenti legislativi sbagliati, avvicinandoci alla giustizia cinese, per il sovraffollamento basterebbe non riempirli invece di svuotarli. La dottoressa Bellelli, direttrice del carcere di Enna, ha esposto le problematiche e le difficoltà in cui si muovono quotidianamente. Marco Pannella ha anche evidenziato che bisogna uscire dal pantano della giustizia. Il processo è già una pena, che si va sempre in violazione dei diritti umani. La manifestazione di Roma del 24 è pronta a partire e si prevede una moltitudine di gente.

Nella foto: La giornalista Pierelisa Rizzo dona a Marco Pannella un “cannolo” della collezione dei feltri del giovane egiziano Htem Darwhis, socio della cooperativa sociale Filo Dritto, nata da una costola dell’associazione AManiLibere, un vero e proprio “lavoro” per alcuni detenuti, che da anni si occupa di recupero della tradizione tessile siciliana e non solo.