Area Interna di Troina, la sfida dello sviluppo: dall’agroalimentare ai servizi ecosistemici
Troina - 01/07/2026
Il convegno che si è svolto alla Torre Capitania di Troina mercoledì sull’Area Interna di Troina riveste grande importanza per molti aspetti su alcuni dei quali occorre fare delle riflessioni ed aprire un dibattito pubblico. Il convegno segna il passaggio dalla fase di elaborazione ed approvazione della strategia, che si conclude con l’imminente sottoscrizione dell’accordo di programma, alla fase di attuazione della strategia sul territorio di 1355 kmq con una popolazione di 80 mila abitanti, che comprende 14 comuni di cui 13 sono comuni montani.
Gli interventi e la Strategia nazionale per le aree interne
Ci sono due aspetti che sono emersi con chiarezza, grazie ai contributi di Emanuele Ferrari, presidente dell’Unione montana comuni dell’Area Interna Appennino Reggiano, di Vincenzo Falletta, dirigente dell’Area 8 – Pianificazione e gestione delle politiche per lo sviluppo urbano e territoriale del Dipartimento regionale della Programmazione, e di Marco Bussone, presidente nazionale dell’Unione nazionale comuni, comunità, enti montani (Uncem).
La Strategia nazionale per le aree interne (Snai) non è solo una fonte di finanziamento da cui attingere risorse per distribuirle ai comuni senza alcun riguardo per i risultati. La strategia ha l’obiettivo di rendere economicamente e socialmente più attrattiva un’area in grave ritardo di sviluppo e in forte declino demografico, che si manifesta principalmente con una consistente emigrazione giovanile qualificata. Per raggiungere quest’obiettivo, la strategia deve saper combinare le politiche di sviluppo economico con il potenziamento e l’innovazione dei servizi di cittadinanza (sanità, istruzione e mobilità).
Unione dei Comuni e attori locali
Lo strumento per attuare la strategia è l’Unione dei Comuni, l’organismo intermedio destinatario dei finanziamenti della Snai, che rafforza la rappresentanza dell’intero territorio nell’ambito della governance multilivello dei processi di sviluppo con Regione Siciliana e Stato.
L’Unione dei Comuni non deve solo gestire in forma associata le funzioni di governo e di sviluppo economico, ma deve agire anche come agenzia di sviluppo locale. Nella definizione e nell’attuazione delle politiche di sviluppo è essenziale il coinvolgimento degli attori locali istituzionali, tecnici, imprenditoriali e sociali, organizzazioni di volontariato sociale e culturale, come hanno fatto nell’Area Interna Appennino Reggiano puntando sull’agroalimentare (70 caseifici e oltre un centinaio dii aziende zootecniche). Senza il loro coinvolgimento, non si fa nulla.
Struttura produttiva e vocazione del territorio
Per le politiche di sviluppo locale sulle risorse del territorio che conta. Per tracciare e percorre sentieri di sviluppo economico, si parte dalla “struttura e vocazione produttiva del territorio” descritta nel documento “Strategia territoriale dell’Area Interna di Troina”.
La vocazione è in parte manifatturiera e agricola con 8.193 aziende agricole e zootecniche, una superficie agricola totale (SAT) di 105 mila ettari di cui la superficie agricola utilizzata (SAU) di 99 mila ettari. Il latte prodotto da vacche e pecore viene utilizzato per produrre formaggio e provole, che sono di buona qualità. Lo sviluppo di questo tipo di produzione è legato alla sua tipicizzazione e promozione sul mercato. E’ necessario standardizzare il prodotto riducendo la variabilità delle caratteristiche organolettiche dei formaggi prodotti ad Assoro e Nicosia ed in altri comuni. Questo richiede centri di raccolta del latte e disciplinari di produzione. Non è un’operazione facile, ma va comunque fatta.
Servizi ecosistemici e rapporto con i grandi centri urbani
Nel convegno di Troina è emerso un tema che finora non si è imposto all’attenzione: quello dei rapporti delle aree interne con i grandi centri urbani metropolitani che sono poli di servizio. E’ un tema strettamente connesso con i servizi ecosistemici (ad esempio: acqua, assorbimento di anidride carbonica, paesaggio) non ancora riconosciuti e contabilizzati che le aree interne di montagna forniscono ai grandi centri urbani.
In quest’ottica dei servizi ecosistemici, le aree interne sono qualcosa di diverso della periferia rispetto ai centri urbani, diventando di fatto un centro di attenzione. Bisogna conoscere meglio la natura dei servizi ecosistemici, per organizzare le azioni di manutenzione del contesto che li conserva e qualificare e quantificare il loro valore. Un esempio è l’accordo sottoscritto la l’azienda municipalizzata per la fornitura dei servizi idrici di New York e i proprietari forestali del bacino di captazione. In base a tale accordo si sono impegnati a gestire i propri boschi secondo uno specifico programma di gestione compatibile con il mantenimento di un deflusso idrico a valle di qualità e di quantità costante nel tempo.