Omicidio Scialfa: I genitori di Vanessa, “quell’essere deve restare per sempre in carcere”
Enna-Cronaca - 04/05/2012
Come in un brutto sogno, la speranza è quella di risvegliarsi, sperare che non sia così e magari che tutto sia come prima. Ma purtroppo nessuno potrà ridare la propria figlia a Giovanni Scialfa ed Isabella Castro, i genitori di Vanessa, la ventenne uccisa da Francesco Lo Presti. La compostezza, seppur nel dolore, e la dignità hanno contraddistinto la famiglia Scialfa ed oggi papà Giovanni e mamma Isabella tornano a parlare per chiarire alcuni aspetti. Innanzitutto Isabella Castro che ribadisce un suo pensiero: “Non ho mai incitato alla violenza, ma voglio, pretendo, giustizia perché non voglio che quest’essere (l’omicida Francesco Lo Presti ndr) tra due anni sia fuori. Devono chiuderlo in carcere e buttare via la chiave, non ci sono altre soluzioni” è l’amaro sfogo della mamma di Vanessa. Gli fa eco Giovanni Scialfa: “Che non si parli di sconto di pena, lui ha confessato, è colpevole ed in quanto tale deve restare in carcere per il resto della sua vita”. Entrambi lotteranno affinchè venga fatta giustizia, ma anche per difendere l’onore di sua figlia perché qualcosa ha ferito i genitori che oggi gridano la loro rabbia, come spiega Giovanni: “Quello che mi ha ferito è che quest’essere dopo aver fatto quello che tutti ormai sanno, ha parlato di mia figlia come se fosse stata come lui. I fatti dicono che non erano uguali, mia figlia era una brava ragazza e non ha mai fatto uso di droghe e ci sono le prove che lo confermano” dice Scialfa sperando che non diventi un’attenuante il fatto che lui dica d’aver fatto uso di cocaina. Ed in questo Scialfa confiderà molto sul suo legale di fiducia, l’avvocato Eliana Parasiliti che si è offerta di occuparsi del caso gratuitamente. E c’è anche un altro aspetto che i coniugi Scialfa vogliono chiarire per mettere a tacere delle voci: “Noi non volevamo che nostra figlia si mettesse con quest’essere – ricorda Isabella Castro -, ma non si può impedire a una ventenne d’andare via di casa. Abbiamo provato in tutti i modi, anche con la polizia, ma era maggiorenne”. E papà Giovanni non ci sta alle parole di chi possa mettere in dubbio il loro ruolo: “Tutti sanno cosa sono disposto a fare per i miei figli, darei tutto per loro. Mia moglie ha voluto con forza questa figlia e con la forza ce l’ha portata via” ha detto Scialfa ribadendo che la loro “non è solo calma, ma anche dignità”. E loro sono rimasti colpiti dagli abbracci ricevuti, dagli attestati di vicinanza e di stima avuti: “Ci hanno fatto sentire vicinanza da ogni parte d’Italia, anche dall’America o dalla Spagna ci sono stati vicini”. A tutti loro Giovanni e Isabella qualcosa vogliono trasmetterlo: “Se la nostra voce può servire siamo disposti a tutto purchè non avvengano più simili martiri”. Ed intanto domani la famiglia di Vanessa parteciperà alla fiaccolata organizzata ad Enna in ricordo della giovane ennese, ma ad un patto: “Non vogliamo che sia strumentalizzata o politicizzata, non dovranno esserci colori di questa o quella parte, deve essere una fiaccolata che sensibilizzi tutti, soprattutto i giovani a cui dico di ascoltare la voce dei genitori, perché ogni papà e mamma può volere solo il bene per un figlio”.