martedì , Agosto 3 2021

Enna. Raccolta rifiuti: snobbato impianto di Gagliano, costato 3,5mln. Presidente Monaco “esterrefatto” potrebbe occupare da 15 a 65 lavoratori

Enna. Da circa un mese il Ministero dell’Ambiente ha deciso la chiusura della discarica di Cozzo Vuturo dove abbancavano i rifiuti i venti comuni della provincia, perché ci sono problemi di inquinamento ambientale e perché la discarica si è esaurita. I comuni ennesi sono stati costretti quindi a cercare altre discariche fuori provincia, e dopo tanti tentativi hanno trovato ad abbancare i loro rifiuti a Gela, per quanto riguarda Piazza Armerina e Barrafranca, mentre a Catania e Motta Santa Anastasia, i rimanenti comuni con un aggravio di spesa notevole. La provincia ennese, a differenza di altre, si trova ad avere un impianto di compostaggio nella zona industriale di Dittaino, dove si potrebbe smaltire tutto l’umido ed un impianto di selezione rifiuti a Gagliano, costato all’Ato Rifiuti tre milioni e mezzo di euro, ma mai utilizzato, a quattro anni dalla sua realizzazione, sia per pastoie burocratiche e sia per la presenza una strada di accesso molto pericolosa a causa delle frane, senza contare che i sindaci dei comuni ennesi hanno da sempre snobbato, con grande superficialità, la raccolta differenziata che ha raggiunto appena il 4/5 per cento in tutto il territorio provinciale.
Ieri mattina il presidente della Provincia Giuseppe Monaco ha deciso con i suoi funzionari di attivarsi per mettere in esercizio il centro di selezione rifiuti di Gagliano, che potrebbe assorbire a pieno regime i rifiuti di centomila abitanti, una soluzione anche se parziale al difficile problema dello smaltimento. Erano presenti per l’occasione gli assessori provinciali all’ambiente, Giuseppe Amato, ai Lavori Pubblici Antonio Alvano, il funzionario dell’Ufficio Tecnico Ambientale Lucio Ferrigno, il responsabile legale dell’Ato Rifiuti Luigi Bellettati con gli ingegneri Palumbo e Rindone. Lucio Ferrigno ha spiegato per grandi linee cosa manca per la messa in esercizio, che nella prima fase dovrebbe interessare i comuni di Gagliano ed Agira,circa 2500 famiglie, a cui distribuire i mobiletti ed i sacchetti per la raccolta della parte secca e della parte umida, quest’ultima da avviare a Dittaino. L’impianto per la prima fase ha bisogno di 15 dipendenti con turni di sei ore, a pieno regime con l’impianto funzionante 24 ore su 24 si dovrebbe avere 65 persone.Un impianto di questo tipo in funzione significherebbe un risparmio notevole in tutti i sensi, senza contare che la parte dei rifiuti da abbancare diminuirebbe notevolmente, perché plastica, nelle sue varie forme, vetro ed altre sostanze verrebbero riciclate. Il presidente Monaco è deciso a far funzionare l’impianto per eliminare l’emergenza rifiuti ed in questo senso sta attivando l’Ato Rifiuti per cercare di ottenere tutti i parere necessari per l’inizio dell’attività di raccolta dei rifiuti. L’ingegnere Palumbo ha comunicato, che una volta ottenuti tutti i pareri, in un mese l’impianto potrà essere messo a disposizione degli utenti.