mercoledì , Maggio 18 2022

Piazza Armerina. L’associazione “Amici di Padre Pio” ricorda la nascita del Frate Santo

Il C.A.S.A. Centro Armerino Studi Amministrativi e il gruppo di preghiera “ Amici di Padre Pio” di Piazza Armerina, oggi festeggeranno insieme agli altri devoti l’anniversario della nascita di San Pio da Pietrelcina, presso la cappella-cripta posta ai piedi del monumento a lui dedicato che si trova in via D’Annunzio all’ingresso nord della città.
In occasione dell’anniversario la cappella del complesso monumentale, intitolata a Giovanni Paolo II, rimarrà aperta per tutta la mattina, a partire dalle 9 fino alle 12.
Il frate santo nacque a Pietrelcina il 25 Maggio 1887, morì a San Giovanni Rotondo il 23 settembre 1968. Dopo una vita di sacrifici, sofferenze ed umiliazioni ed avere attestato con la sua perseveranza la passione e morte di Cristo sulla croce ricevendone il segno sul proprio corpo attraverso le stigmate e dopo aver attraverso il sacramento della confessione riavvicinato tanti peccatori, venne proclamato santo dell’intera comunità dei credenti, il 16 giugno 2002 da Papa Giovanni Paolo II in una affollatissima Piazza San Pietro in Vaticano .
Il complesso monumentale di Piazza Armerina, meta continua di tanti devoti, fu inaugurato nel 1996, da mons. Vincenzo Cirrincione, vescovo della diocesi di Piazza Armerina, con la collocazione della statua del santo e completato successivamente con la realizzazione di una cripta nella parte sottostante, che accoglie le preghiere e le meditazioni di quanti quotidianamente vi si recano.
Il coordinatore del gruppo di preghiera geom. Paolo Orlando dice: “E’ ammirevole e straordinario, constatare come sia intensa e sentita nella nostra città , la venerazione a San Pio i devoti adornano il monumento con fiori freschi, accendono ceri e pregano, tutti i giorni dell’anno. Oggi in occasione della ricorrenza della nascita del Santo, aspettiamo tutti i fedeli per pregare insieme con una preghiera comunitaria onde rivolgere a Padre Pio le suppliche nostre e dei nostri cari”.

Marta Furnari