mercoledì , Gennaio 20 2021

Presunti disservizi su pagamento bonus sociosanitario 2011 al Comune di Agira

Agira.Sul pagamento del bonus sociosanitario 2011 e’ intervenuta la signora Enza Manuele, la quale ha voluto evidenziare   gravi inadempienze da parte del  comune capofila di Agira che non solo non ha reso pubblico l’aggiornamento del bando da parte della Regione siciliana che con due circolari, una di aprile e una di maggio informava che le famiglie avrebbero avuto una integrazione del 20% poi estesa al 50% della cifra assegnata a ciascun beneficiario, oltre ai buoni voucher in prestazioni assistenziali in misura del 50%. “Il problema grave dichiara la signora Enza Manuele – è che il dottor Rugnone, responsabile del comune capofila di Agira, si rifiuta di pagare: non esiste ne una pubblicazione che informi i beneficiari, ne una graduatoria degli aventi diritto che al momento usufruiscono dell’A.D.I. e che dovrebbero ricevere il rimanente 50% per l’acquisto di ausilii e presidi non previsti dal nomenclatore. La cifra destinata agli aventi diritto, come da circolare regionale, non deve essere rendicondata alla Regione, e dunque nemmeno al comune, trattandosi di ausilii non prescrivibili (chi potrebbe prescrivere un water per disabili da sostituire? o una fornitura di omogeneizzati, garze, cotone, pomate ecc. ecc.?)“. “Personalmente – evidenzia la signora Manuele – ho chiesto chiarimenti alla Regione e mi è stato detto “dalla funzionaria signora Vizzini” e dalla responsabile dottoressa Lotà di trovare incomprensibile il motivo per cui il dottor Rugnone esiga la prescrizione medica, che nessun medico potrebbe fare, scontrini inesistenti (ancora non abbiamo la cifra, non l’abbiamo spesa… dunque quali scontrini potremmo esibire?), dato che la Regione non li richiede: in altri comuni il pagamento è già stato completato senza problemi, e mi chiedo: ma gli anziani e i disabili della provincia sono forse figli di un dio minore ? Perchè le inadempienze di un funzionario debbono gravare sempre sui cittadini più deboli? Sono sicura che se anche potessimo esibire delle ricevute, lui vorrebbe la prescrizione medica, o altro, pur di non elargire  la somma spettante, dato che sospettiamo abbia peccato di inadempienze”.


Chiamato in causa dalla signora Enza Manuele in merito a questioni relative al pagamento del buono socio sanitario 2011, Rosario Rugnone, dirigente del II settore del Comune di Agira, Comune capofila del distretto sociosanitario D21, replica alle accuse ricevute: “Con le parole della signora Manuele si rischia di dare una visione distorta della situazione – scrive Rugnone in un comunicato a sua firma – le circolari della Regione siciliana mantengono l’erogazione del buono sociosanitario nell’esclusiva forma del buono di servizio (voucher) escludendo perciò in forma chiara il mero trasferimento di somme quale integrazione al reddito familiare (buono sociale). E’ necessario smentire che la circolare ha integrato la cifra spettante a ciascun beneficiario del 20 o del 50%. Semmai una parte del buono sociosanitario, fino al 50%, “può essere utilizzata per l’acquisto di presidi od ausili non previsti dal nomenclatore sanitario” (circolare n. 2/11). Da ciò discende che ove venga acquistato un presidio o ausilio, i servizi di cui l’anziano o disabile godono devono essere proporzionalmente ridotti. E’ vero che la quota del Buono socio-sanitario relativa all’acquisto dei presidi o ausili non deve essere rendicontata alla Regione da parte dell’Ente ma è vero altresì che deve essere esibita al Comune una giustificazione di spesa ai fini di ogni liquidazione. Appare pertanto, ingenua o pretestuosa, la conclusione della signora Manuele quando afferma che “la cifra non deve essere rendicontata alla Regione e dunque nemmeno al Comune”.
Rugnone dice poi di non essersi mai opposto al pagamento del bonus: “Con forza – dice – si deve affermare che nessun rifiuto a pagare è stato mai opposto dalla mia persona né alla signora né ad altri, anzi più volte telefonicamente e per iscritto ho fornito alla signora Manuele le indicazioni necessarie per potere acquistare i presidi o gli ausili di cui il suo familiare ammalato ha necessità. Inoltre tutti gli aventi diritto del Distretto sono stati avvisati in tempo utile e per iscritto delle procedure necessarie per utilizzare una quota del buono sociosanitario per l’acquisto di presidi o ausili utili all’anziano o al disabile che essi accudiscono”. Il dirigente del Comune di Agira chiude così la sua lettera di replica: “I disabili o gli anziani della Provincia di Enna non sono figli di un Dio minore ma forse sono vittime di una cultura della sterilità che è volta alla sola polemica dimenticando la soddisfazione dei bisogni delle persone di cui ci occupiamo. Mai nessun funzionario regionale mi ha dettato procedure per la liquidazione del buono di cui risponde solo il Dirigente dell’Ente comunale. Appare ovvio ma non superfluo specificare in ultimo che il Dirigente del Comune Capofila di Agira non chiede scontrini falsi, come insinua la signora, ma solo attestazioni fiscali di spese realmente effettuate al fine di poterle rimborsare”.



Avendo letto la replica del responsabile dell’Ufficio Piano del distretto sanitario 21 di Agira ritengo inutile ,dispersivo e fin troppo facile controreplicare punto per punto (comunicazioni spedite solo dopo la mia segnalazione,pretesa di prescrizioni mediche per ausilii non prescrivibili che DI FATTO negano l’accesso all’erogazione, ecc. ecc.) ma voglio solo evidenziare come i “burocrati” (diversi dai funzionari pubblici al servizio della comunità) quanto non vogliono (chissà perche?) affrontare e risolvere un problema, utilizzino argomentazioni pretestuose e fuorvianti per distoglierne l’attenzione e quindi rinviarne l’esito.
Il punto è a cosa si riferisce l’Assessorato regionale della famiglia con la disposizione di servizio del 7 giugno 2012 che cito testualmente “ ….Per facilitare la gestione delle necessità che incombono sulla vita degli anziani o dei disabili che usufruiscono del buono socio sanitario, per venire incontro a esigenze manifestate da numerosi soggetti aventi diritto ed in relazione al periodo di crisi che si sta attraversando, si dispone che va rendicontata soltanto la quota relativa al buono socio-sanitario riferita esclusivamente al buono di servizio (voucher)”. (Dunque PER FACILITARE L’ANZIANO, non i burocrati). I comuni di Palermo, Catania, Gela, Sciacca ecc.. hanno inteso che, ricevuto il finanziamento regionale, bisognava immediatamente provvedere al pagamento del 50% della somma stanziata dalla Regione agli aventi diritto senza chiedere loro documentazione alcuna, utile solo ad aggravare la loro condizione di disagio. Infatti quasi tutti hanno già emesso i relativi mandati e avvisato i beneficiari che le somme sono disponibili presso i rispettivi tesorieri.
A questo punto sarebbe opportuno che il Sindaco di LEONFORTE, nella qualità di componente del comitato dei sindaci del distretto in rappresentanza dei cittadini leonfortesi, dicesse la sua prendendo in considerazione l’ipotesi di una richiesta di intervento sostitutivo dell’Assessorato regionale.
Enza Manuele