Enna Calcio. Siamo alle solite, Cannarozzo fa le bizze e Spitale fugge via
Enna-Sport - 13/11/2012
Fine di un sogno, Gaetano Spitale ha mollato la presa sull’Enna Calcio dopo l’estenuante tira e molla di Peppino Cannarozzo. È un fiume in pieno l’imprenditore deluso dal triste epilogo e stavolta illustra l’intera vicenda iniziata a settembre con un appuntamento con la proprietà: “In quella occasione – racconta Spitale – mi viene fatta una richiesta in denaro pensando che il Napoli fosse ad Enna. Incredulo per così tanta sfacciataggine e soprattutto indignato dai modi e dai toni utilizzati contro gli ennesi, mi sono scusato e allontanato per qualche giorno dall’ambiente”. Ma ci sarà un secondo incontro tra Spitale e Cannarozzo durante la quale “mi viene riferito che lo stesso non ha bisogno dell’appoggio di altre persone per cedere la società e mi invita a tornare ad Enna per discutere la cessione in presenza di amici che garantiscono il passaggio senza nulla a pretendere, amici che avrebbero provveduto a sanare un debito familiare di Cannarozzo”. Spitale spiega che si sarebbe dovuto fare carico, oltre che delle spese di gestione della società, anche dei debiti di Cannarozzo ed evidenzia come lo stesso non abbia mai presentato dei libri contabili: “I conti sono riportati in alcuni pizzini”. I giorni però passavano e della firma nessuna traccia, i due si rivedono e Spitale viene a conoscenza che i patti stabiliti non possono più essere rispettati: “Mi ha detto che se non toglievo i suoi debiti personali, 20 mila euro circa, non si sarebbe fatto più niente. Preso dalla compassione nel vedere un uomo di 80 anni quasi in lacrime gli stringo la mano e prometto di farmi carico della somma”. Il giorno dopo – siamo al 29 ottobre – era in programma la firma, ma nessuno si presenta all’appuntamento e Spitale spiega perché: “Vengo a sapere che Cannarozzo, come mi confermerà, non può firmare perché i proprietari nisseni scambierebbero gli assegni a loro dati in garanzia, se Cannarozzo non si fosse presentato con 10mila euro”. A questo punto Cannarozzo in un foglio di carta presenta un conto di 40mila euro, il doppio di quanto chiesto prima. Nonostante ciò Spitale fa un altro passo in avanti ed accetta. Siamo così a sabato scorso. E tutto tace. “Ad oggi non sono stato contattato né da Cannarozzo né da altri, anzi lo stesso Cannarozzo parlando con terze persone continua a dire che posso tranquillamente tornare a casa e che, parole sue, se la società fallisce il proprietario, ossia Mario Privitera, gli leva subito il debito personale così lui rimane tranquillo”. Una posizione inaccettabile: “Ringrazio Cannarozzo e i suoi capi, me ne starò tranquillo a casa” dice Spitale che ringrazia “il sindaco, l’amministrazione comunale e gli amici che hanno creduto come a me in questo progetto”. È una ricostruzione agghiacciante quella di Spitale e che aggrava la posizione di Cannarozzo che si era già inimicato una città tenendo in ostaggio la squadra che era in ripresa e che adesso rischia di morire nelle sue mani; un peso che Cannarozzo rischia di portarsi dietro, sempre che gli importi veramente qualcosa, ma da oggi per lui ci sarà anche il pensiero di dover pagare le scadenze economiche della società ed è a quel punto che forse si renderà conto dell’occasione persa.