Seconda vittoria per la Volley Agira
Enna-Sport - 15/11/2012
Agira. Due giornate e sei punti. Resta a punteggio pieno la Ro. Ga. Volley Agira dopo aver conquistato domenica a Siracusa la seconda vittoria stagionale consecutiva in trasferta. Pur senza l’allenatore giocatore Guglielmo Santiglia, la squadra biancorossa si è imposta senza troppi patemi d’animo con un secco 0-3 (22-25, 14-25, 21-25) mantenendo la vetta della classifica nel campionato regionale di serie C maschile a braccetto con l’altra corazzata di girone, l’Eurotec Gela.
Il miglior realizzatore della Ro. Ga. è stato il capitano, Ivan Pidone, autore di 13 punti. Bene anche l’altro posto 4, Alessio Capuano, che ha invece messo a segno 8 punti. Al posto di Santiglia, nel ruolo di opposto, ha giocato Federico Scardino, che era partito dall’inizio anche nella prima giornata, contro i giovani della Social Volley Catania, e che ha disputato anche stavolta una buona gara (7 i suoi punti) rendendosi protagonista anche di uno spettacolare recupero con la cosiddetta “mossa dello scorpione”. Il palleggiatore, Adriano Balsamo, continua a incantare in regia e a mettere a segno nello stesso tempo i punti di un normale attaccante (6 domenica, la sua media stagionale è di 5). L’alzatore catanese gioca spesso anche con i centrali, Peppe Millauro e Stefano La Greca, ancora una volta tra i migliori con rispettivamente 7 e 6 punti. Un ace anche per l’altro centrale, Giovanni Gagliano, entrato a gara in corso.
«Dobbiamo fare sempre molta attenzione, e restare sempre concentrati nonostante l’avversario possa essere sulla carta più debole – ha dichiarato a fine gara il centrale Peppe Millauro – anche a Siracusa, se escludiamo il secondo parziale, ci siamo spesso adattati al ritmo degli avversari, così come a Caltanissetta, rischiando qualcosa. Per il resto, nonostante l’assenza pesante del nostro leader, Willy Santiglia, abbiamo dimostrato di essere una squadra omogenea e in grado di sopperire alle defezioni che di volta in volta possono presentarsi nel corso di una stagione».
Emanuele Parisi