Enna Calcio. Esclusiva! Cannarozzo manda a monte la cessione, disperato tentativo ma è caos

La cessione dell’Enna “non s’ha da fare”. Ci perdoni Manzoni per aver preso in prestito un passo del suo romanzo, ma giovedì è qualcosa che va al di là dell’immaginario comune ed ha del clamoroso perché la cessione della società era cosa fatta. Si può sintetizzare dicendo che il presidente Cannarozzo ha rifiutato le sue stesse richieste utilizzando un abilissimo gioco di prestigio giocando con due mazzi di carte degno del miglior mago. Per due giorni il presidente dell’Enna si è detto inamovibile sulla richiesta di 10 mila euro per la proprietà, 1.500 per la Lega e circa 22 mila euro per sé. Gaetano Spitale si è rifiutato di cedere a quest’ultima “voce” perché trattatasi di un pagamento che per lui non ha nulla a che vedere con l’Enna, ma si dice disposto a pagare subito le altre due richieste.
Le distanze sembrano incolmabili, ma l’allenatore Vittorio Privitera crede nella svolta e si mette in moto per trovare gli sponsor che ammortizzino la spesa e ci riesce anche. Subito avverte Spitale, Cannarozzo e chi sta facendo da tramite con la proprietà rappresentata dal nisseno Mario Privitera che aveva dato la sua parola d’onore sul buon esito della trattativa se fossero stati rispettati gli accordi. Così le parti si danno appuntamento per il pomeriggio di giovedì in un locale del centro storico dove per primi arrivano il tecnico Pritivera, il preparatore dei portieri Emanuele Scopazzo ed un uomo di fiducia di Spitale che però, se così si può dire, ha la colpa di non seguire in prima persona la trattativa.
I minuti passano ma di Cannarozzo nessuna notizia, almeno fino a quando c’è una telefonata in cui viene riferito che Cannarozzo non se la sente a salire ad Enna Alta dando così appuntamento ad Enna Bassa; la controparte se pur stizzita scende, Scopazzo giunge per primo, ma il tecnico sbaglia luogo. Ma nel frattempo succede l’incredibile perché Cannarozzo mentre fa credere d’essere in attesa, contatta il presidente della San Sebastiano, Peppe Buscemi, tirandolo in gioco chissà per quale motivo.
L’incontro, ironia del caso, avviene ad Enna Alta e viene stanato dai tifosi che indignati si radunano; passano pochi minuti e arriva Vittorio Privitera imbufalito per la presa in giro. Intanto l’incontro con Buscemi non produce nulla perché lo stesso non è interessato. A questo punto essendo Cannarozzo nel centro storico incontra Scopazzo e viene intercettato dal tecnico e tra i due volano accuse. Cannarozzo così continua ad accampare scuse sulle modalità d’incasso dei soldi dimostrando che, forse, non vuole cedere. Il tecnico nel frattempo discute con l’omonimo Mario Privitera che annuncia l’intenzione di costruire ex-novo l’Enna ma a dicembre, un’anticipazione stride perché ha più volte detto l’opposto. Mai nella sua storia l’Enna era stata bistrattata così, atteggiamenti che dimostrano come le sorti dei gialloverdi interessano poco e questa volta non ci sono ragioni che tengono perché di fronte agli accordi presi, l’attuale società si è tirata indietro.
Intanto il primo effetto si vedrà oggi perché l’Enna non andrà a Belpasso nell’anticipo del campionato.