Enna Calcio. Ad Agira sarà la fine?

È iniziata la settimana più lunga e quasi certamente decisiva per l’Enna Calcio che si avvicina alla possibile radiazione. Certamente la società gialloverde sta attraversando il periodo più nero e mortificante della sua storia perché tre rinunce consecutive mai si erano viste. Una crisi che ha fatto entrare l’Enna in una spirale che lascia poco spazio ad un capovolgimento della situazione. Poco più di una settimana fa il presidente Peppino Cannarozzo ha annunciato che avrebbe venduto l’Enna entro la fine del mese ed in tal senso, ad oggi, sembra non esserci nulla di concreto. Attenzione però ai colpi di scena a cui la dirigenza è ormai abituata. La situazione è ormai sfuggite dalla mani a Cannarozzo che le ha provate tutte a mettere sotto scacco i calciatori per evitare la rinuncia, ma come dimostrano i fatti è stata una lotta contro i mulini a vento. Nei giorni scorsi anche Ammendola si è rifatto vivo per scongiurare la fine dell’Enna, ma la sua presenza nel capoluogo (in occasione del recupero con lo Sportinsieme) è stata fortemente criticata. Le ultime speranze di Cannarozzo di tenere in vita l’Enna sono racchiuse in cinque giorni. È questo il tempo che gli resta per mettere insieme una squadra o qualcosa che possa averne le sembianze. Le scenette viste contro Sportinsieme e Belpasso rasentano il limite del ridicolo perché il presidente dell’Enna ha bussato davvero ad ogni porta per convincere le persone a giocare in barba a tutti i rischi a cui questi potevano incorrere. Giovani senza esperienza, senza visite mediche e tesserate solo per salvare il titolo che è nelle sue mani. Ma dopo anni in cui ha tenuto la squadra in ostaggio, incurante del continuo declino, da qualche settimana la situazione gli è sfuggita di mano e l’opera potrebbe essere completata domenica prossima contro l’AgiraNissoria. Se anche questa gara non dovesse essere disputata alla società gialloverde non resterà altro che cenere nelle proprie mani e pensare che dieci giorni fa Spitale ed alcuni sponsor avevano offerto quasi quarantamila euro che, però, furono rifiutati.