Leonforte. Tra i 114 indagati per i falsi incidenti stradali anche 4 avvocati, rischiano radiazione dall’Albo
Enna-Cronaca - 29/12/2012
Leonforte. Le difese di alcuni dei 114 indagati per truffa ai danni delle compagnie assicuratrici potrebbero chiedere il processo con rito abbreviato.
Al momento, anche se le notifiche dell’avviso di conclusione delle indagini sono ancora in corso, nessun difensore ha chiesto l’interrogatorio degli indagati e per quanti hanno ricevuto l’avviso il termine dei 20 giorni entro i quali avanzare richieste difensive è ormai agli sgoccioli.
Tra gli indagati ci sono anche 3 medici e 4 avvocati e sarebbero proprio i professionisti ad avere contestata l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.
La procura di Nicosia che ha coordinato le indagini, potrebbe depositare le richieste al Gup per l’udienza preliminare entro la fine di gennaio, anche se non si esclude un decreto di citazione a giudizio, senza il passaggio dinanzi al giudice per l’udienza preliminare.
In questo caso i difensori potranno avanzare la richiesta di eventuale rito alternativo direttamente dinanzi al giudice, in apertura di processo. La vicenda è quella dei falsi incidenti automobilistici, con falsi danni fisici, da tempo al centro di una complessa indagine della Procura di Nicosia che aveva ricevuto il fascicolo per competenza dalla Dda di Caltanissetta. Tra gli indagati ci sono insospettabili professionisti che adesso dovranno difendersi dall’accusa di avere fatto parte di un sistema di frode in danno delle compagni assicurative che sarebbe andato avanti per anni.
L’indagine ha esaminato i sinistri stradali denunciati alle assicurazioni a partire dal 2007, a seguito di quanto emerso dalle intercettazioni effettuate dalla Dda nell’ambito di una indagini contro un giro di spacciatori. Gli accertamenti hanno permesso di individuare quelli sospetti e ricostruire il sistema nel quale sarebbero stati coinvolti a vario titolo i 114 indagati. Era subito emerso il coinvolgimento di medici che avrebbero rilasciato certificati su danni e lesioni conseguenti ad incidente stradale.
Un fisioterapista avrebbe provveduto a certificare prestazioni di riabilitazione mentre gli avvocati, che con l’accusa di associazione per delinquere rischiano la radiazione dall’albo, avrebbero gestito la documentazione prodotta per ottenere i risarcimenti da parte delle assicurazioni. C’è riserbo su come, secondo le accuse, veniva spartito tra gli indagati il premio liquidato delle compagnie truffate.