Enna. Presidente Fand, Giuseppe Regalbuto, su morti sul lavoro
Enna-Provincia - 18/06/2013
Enna. Giuseppe Regalbuto, ex consigliere provinciale, presidente della Fand lancia un allarme specifico, nel senso che “bisogna investire sulla sicurezza sul lavoro”. “Nella triste graduatoria delle regioni – evidenzia Regalbuto – in cui è stato registrato il maggior numero di decessi sul lavoro da gennaio ad aprile di quest’anno la Sicilia occupa il terzo posto, con 13 morti bianche, dietro Emilia Romagna e Lombardia, 14 ciascuna, e davanti al Piemonte, 12. Una tragedia che si consuma quotidianamente, dal Nord al Sud del Paese, e che riguarda pesantemente anche la Sicilia”. In Italia nei primi quattro mesi del 2013 sono 125 i lavoratori morti per infortuni sui luoghi del lavoro, secondo gli allarmanti dati tratti dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro di Vega Engineering. Il 32,3% in edilizia, il 31 % in agricoltura (la maggior parte dei quali schiacciati dal trattore che guidano), il 17,5% nei servizi, il 6,5% nell’autotrasporto. Se si registra un decremento nelle statistiche nazionali pari al 10%, c’è, comunque, poco da sorridere perché quella che rimane una autentica carneficina, ignorata dalla politica, risente degli effetti della crisi economica, che ha determinato un calo dell’occupazione. “La diminuzione dell’attività produttiva – precisa il presidente Fand – ha influito quest’anno su questo calo più di quanto sia avvenuto negli ultimi anni. Certo, non è confortante che la diminuzione dei casi di morte sia direttamente proporzionale al calo dell’occupazione piuttosto i governi, sia regionale che nazionale, dovrebbero puntare su politiche di sviluppo reale e rimettere al centro l’idea che investire in sicurezza conviene. Si potrebbe fare moltissimo e con poche risorse”. il Presidente della Fand propone che i comuni potrebbero dotarsi di un fondo unico con prestiti a tassi agevolati nei confronti di quei tanti condomini con necessità di lavori urgenti, che, purtroppo, però non vengono avviati per mancanza di liquidità. “Da tempo – conclude Regalbuto – chiediamo invano di puntare su politiche di sviluppo reale che, rimettendo al centro le vocazioni naturali della Sicilia, creino nuove opportunità di lavoro; è inammissibile che in Sicilia su un fronte si continua a morire di disoccupazione, dall’altro si muore di mancanza di sicurezza nel posto di lavoro”.