martedì , Gennaio 26 2021

Parco tematico di Regalbuto finito nel nulla

Regalbuto. “E’ stata finalmente messa la parola fine alla telenovela parco tematico con una importante variante a favore dei cittadini ed infine approvata dal consiglio comunale che riporta ad area a verde agricolo tutti i terreni del parco tematico con la consapevolezza che chi domani volesse investire a Regalbuto troverà in questa amministrazione e nel consiglio comunale sempre le porte aperte, ma con investimenti reali, concreti e duraturi”. Con questa dichiarazione il sindaco di Regalbuto, ha chiuso definitivamente la vicenda del parco tematico di Regalbuto, che aveva suscitato tanto interesse perché, una volta realizzato, avrebbe cambiato notevolmente la realtà del centro Sicilia. Questo famoso “parco” che regalbutesi ed ennesi chiamano giustamente “pacco” avrebbe dovuto vedere la sua realizzazione entro il 2009, invece tutto è finito nel nulla a causa delle lentezza della burocrazia siciliana ed anche qualche ostacolo voluto per evitare che la provincia di Enna diventasse punto di riferimento del turismo siciliano. Il progetto, per cui erano già stati stanziati 600 milioni di euro, doveva sorgere nei terreni vicino al lago Pozzillo su una superficie 300 ettari. Erano stati previsti dei finanziamenti, addirittura 100 milioni di euro da parte dello Stato, e ne aveva dato la conferma il sottosegretario Gianfranco Miccicchè, la Regione Siciliana avrebbe dovuto versare 25 milioni , promessi ufficialmente dal presidente Totò Cuffaro , la restante parte veniva dalla società svizzera Atlantic Invest, che aveva deciso di fare questo investimento nel centro della Sicilia. Tanti rappresentanti del Governo Nazionale e regionale, cerimonia di pintumazione di alberi, benedizione del vescovo di Nicosia, tanti discorsi, tanti plastici mostrati del parco, un’opera magnifica. Addirittura si firmò a Roma l’Accordi di Programma Quadro con il vice ministro D’Antoni ed il responsabile della società svizzera, tutto andava bene. Il sindaco del tempo, Nunzio Scornavacche si fece in quattro per portare avanti questa opera, ma i ritardi della Regione, specie nelle autorizzazioni e nelle concessioni da parte della Regione convinsero la società svizzera a ritirarsi, nonostante i tanti soldi impegnati nel pagare la “caparra” per l’acquisto dei terreni. Il progetto prevedeva “Due alberghi (a 3 e 4 stelle) capaci di ospitare circa 2.600 persone; un campo da golf a ventisette buche, ristoranti, discoteche, parcheggi, un centro di produzione televisiva, un eliporto, canali, porti, il rifacimento di paesaggi esotici e quattro zone tematiche che parlavano dell’antica Roma, delle bellezze d’Italia, della storia del West. Fra le attrazioni del parco un Etna di cemento attraversata da un treno, gondole che si muoveranno verso una finta piazza S. Marco, il Colosseo, il Campidoglio, la Torre di Pisa, piazza della Signoria, il circuito di Monza, il Palazzo dei Normanni di Palermo, il corso principale di Taormina, le Piramidi, la torre Eifel, una città del far West, un angolo della Louisiana e un villaggio svizzero.”Poi parcheggi per 3500 auto e 400 pullman, una strada che collegava direttamente l’autostrada con il parco tematico. Si prevedeva,una volta completato , lavoro per circa 1500 persone e l’arrivo di visitatori per circa 2 milioni l’anno. La società svizzera aveva incominciato a pagare gli agricoltori, che dovevano cedere i terreni, erano stati sottoscritti tutti gli impegni per avere la disponibilità dei terreni. In questa operazione la società svizzera ha sborsato circa 10 milioni di euro, ma alla fine ha dovuto arrendersi davanti a tanti muri che la burocrazia metteva e poi a rinunziare definitivamente.