mercoledì , Luglio 28 2021

Per il palazzo di Giustizia di Nicosia rischio di diventare un magazzino

Nicosia. Non è possibile trasferire fascicoli e arredi della Procura di Nicosia al Palazzo di giustizia di Enna ed è stato chiesto che rimangano nell’attuale sede. In sostanza il palazzo di Giustizia di Nicosia dovrebbe diventare un magazzino, come sta accadendo anche in molte altre parti d’Italia, senza che sia stata attivata la procedura di proroga. Esiste una nota ufficiale con la quale viene chiesto al Comune se possono rimanere gli archivi e parte del mobilio e come sarà garantita la sicurezza dei locali considerato che al momento non è possibile indicare, per difficoltà tecniche, una data precisa per la definizione del trasferimento.
In sostanza non è possibile trasferire entro o subito dopo il 13 settembre 2013 tutto il materiale della procura che è materiale che necessita di custodia. Un elemento che da solo determina le condizioni per la proroga edilizia che potrebbe essere disposta direttamente dal ministro della Giustizia Cancellieri.
Nicosia non ha avuto la proroga edilizia poiché, a differenza di Modica, non è stata chiesta dal Tribunale di Enna. Probabilmente sulla base di valutazioni tecniche che poi nei fatti sono saltate per questioni anche economiche, legate alla mancanza di fondi del Comune di Enna per procedere al trasloco e all’adeguamento dei locali destinati ad accorpare il tribunale di Nicosia.
Nel caso di Nicosia e di molti altri tribunali in Italia ci sono circostanze oggettive e documentate che indicano l’impossibilità di eseguire i traslochi completi e quindi occorre mantenere gli archivi nel Tribunale soppresso. Il Comune di Nicosia non può essere obbligato a tenersi “di fatto” gli archivi poiché ciò comporterebbe l’assunzione di spese e oneri a carico del bilancio comunale non giustificate in mancanza del provvedimento di proroga. In sostanza se per qualunque motivo non è possibile la totale dismissione del tribunale da accorpare, occorre richiedere il decreto di proroga edilizia.
Nel termine concesso dal ministro col decreto lo Stato risparmierebbe parecchio poiché la struttura di Nicosia è già funzionante con spese a carico del Comune senza necessità di ulteriori stanziamenti. Queste interpretazioni lasciano altresì del tutto in vita e valide le successive possibilità di ottenere un successivo decreto correttivo che eviti del tutto la soppressione del Tribunale di Nicosia. La richiesta di disponibilità dei locali è un documento ufficiale, pervenuto al Comune sulla scorta del quale deve essere chiesta la proroga edilizia.
Intanto si prepara la manifestazione di domani, con il consiglio comunale straordinario in piazza Garibaldi e una serie di iniziative di protesta tra le quali la raccolta di firme contro la chiusura del tribunale e la consegna dei certificati elettorali, mentre molti cittadini chiedono che i sindaci del circondario che fa capo al tribunale di Nicosia, come altri sindaci di territori che perdono i tribunali, protestino consegnando le fasce da primo cittadino.
La popolazione attende segnali forti dagli amministratori comunali, in difesa del territorio e dell’economia che gravita intorno al tribunale. Inoltre da lunedì gli avvocati del foro di Nicosia cominceranno a chiedere l’accesso ai fascicoli e se questi risultano già trasferiti a Enna, presenteranno protesta scritta, considerato che fino al 13 settembre la legge di riordino della geografia giudiziaria non è efficace e pertanto tecnicamente i fascicoli devono essere nella sede di Nicosia e non in quella di Enna.