Ato Rifiuti. Il Comune di Nicosia ha chiesto e ottenuto di essere indennizzato di 2,2 milioni, udienza il 18 settembre
Enna-Cronaca - 12/09/2013
Nicosia. Si aprirà mercoledì prossimo 18 settembre, l’udienza di merito sul pignoramento da 2 milioni e 200 mila euro, ottenuto dal Comune di Nicosia nei confronti dell’Ato e dei Comuni dell’area Sud dell’Ennese. L’udienza si celebra dinanzi al giudice del tribunale di Enna. La vicenda riguarda il pignoramento per 2 milioni e 200 mila euro ottenuto dal Comune di Nicosia nei confronti dell’Ato Ennaeuno e di alcuni Comuni dell’area sud dell’Ennese nella veste di soci debitori nei confronti della società d’ambito. Si tratta della somma che l’Ato è stato condannato a pagare con lodo arbitrale per le somme che il Comune di Nicosia aveva anticipato per far fronte agli stipendi dei netturbini ed ai costi complessivi del servizio, che l’Ato avrebbe dovuto versare nuovamente alle casse comunali. La sentenza venne pronunciata nel giugno del 2008, ma era stata registrata, divenendo quindi titolo per l’azione esecutiva solo un anno e mezzo fa. L’ingente somma era stata sborsata dal Comune per anticipare gli stipendi ai netturbini comandati all’Ato, che però la società d’ambito non ha mai provveduto a rimborsare all’ente come invece previsto dallo statuto, cosa non avvenuta dal 2005. la somma vantata ammontava a circa un milione e mezzo di euro che con gli interessi e le more è salita ad oltre 2 milioni. L? Ato nel procedimento che si apre il 18 settembre ha eccepito di essere a sua volta creditore nei confronti del Comune di Nicosia ed ha depositato al giudice documentazione secondo la quale Ennaeuno un credito di oltre 5 milioni di euro.
Il giudice in sede di valutazione della richiesta di sospensiva del pignoramento avanzata dalla società d’ambito a chiedere all’Ato di produrre la documentazione “giustificativa” delle somme che sostiene di vantare. Il Comune di Nicosia a sua volta, nelle controdeduzioni presentate dall’avvocato Seminara che rappresenta il Comune di Nicosia, ha depositato atti e documenti che dimostrerebbero come l’Ato sia debitrice nei confronti dell’Ente non soltanto dei 2 milioni e 200 mila euro per i quali è stata pronunciata una sentenza arbitrale in favorevole all’Ente ma di altri 2 milioni di euro per somme anticipate, versamenti effettuati e per i 600 mila euro per i quali il Comune di Nicosia subì un pignoramento da parte di una banca. L’istituto di credito aveva anticipato somme all’Ato che la società non ha restituito e nel 2011 la banca si rivalse sulle casse municipali.