Aidone. Spazio museale per il “tesoro” di San Lorenzo

Aidone-Tesoro-SanLorenzo9 agosto 1531, è questa la data riportata sulla pergamena miniata, con la quale il Papa Clemente VII attesta l’autenticità della reliquia di San Lorenzo conservata nel prezioso reliquiario di argento a forma di braccio. 9 agosto 2011, in coincidenza del 480°anniversario, con una cerimonia presieduta dal Vescovo di Piazza Armerina Mons. Michele Pennisi, alle ore 10,30, è stato inaugurato lo Spazio Museale nella vecchia sacrestia della Chiesa Madre, dedicata appunto a San Lorenzo; nella stessa speciale occasione è stato inaugurato anche l’organo del XVIII secolo, recentemente restaurato, con un concerto del maestro Diego Cannizzaro che ha eseguito brani di musicisti e organisti settecenteschi.

È un momento lungamente atteso e fortemente voluto e Don Felice Oliveri, arciprete e parroco di San Lorenzo, se ne mostra giustamente soddisfatto e non dimentica di attribuire gran parte del merito della concretizzazione di questo progetto all’architetto Enrico Caruso, ora Direttore del parco Archeologico e del Museo di Aidone, che a San Lorenzo giunse qualche anno fa come direttore dei lavori di restauro del tetto della stessa chiesa e che da allora se n’è innamorato e ha lavorato tenacemente per il raggiungimento di questa giornata; la realizzazione dell’opera è avvenuta in economia, utilizzando i residui del finanziamento regionale erogato per i restauri ed esplorando tutte le strade possibili per finanziare i restauri dei singoli oggetti esposti. Per il completamento sono stati utilizzati fondi della CEI (Ufficio Diocesano ai BB CC), contributi dell’Assessorato Regionale ai BB CC e della Soprintendenza di Enna.

Il risultato è una bella sala espositiva in cui fanno bella mostra di sé preziosi arredi e paramenti sacri provenienti dalla stessa chiesa e da altre come il messale, impreziosito dalla coperta d’argento del 1690 e salvato dallo smantellamento del Convento di Santa Caterina, il calice della metà del XVI sec. proveniente dalla chiesetta di Sant’Antonio Abate, gli ottocenteschi sportelli lignei dipinti dalla chiesa diroccata dell’Annunziata, i due quadri dalla chiesa degli Angeli Custodi ed infine il preziosissimo quadro della Madonna delle Grazie del 1618, un dipinto su ardesia attribuito a Pietro Antonio Novelli (il padre del più noto Pietro detto il Monrealese), molto caro ai fedeli aidonesi che finalmente potranno vedere da vicino il quadro ammantato di leggenda che diede origine alla omonima chiesa. Il centro della scena è occupato dalla teca contenente la pergamena miniata e il reliquiario di San Lorenzo, dalle teche che accolgono gli attributi argentei del martirio del Santo (aureola, palma e graticola), un pettorale e un baculo processionale e dalla grande teca in cui è esposto il paliotto tardo-cinquecentesco, anche questo recentemente restaurato, rappresentante il martirio del Santo: il giovinetto giace mollemente sulla graticola nel primo piano di un’imponente scorcio architettonico rinascimentale.

Come fa notare don Felice la sala ha bisogno di veri restauri che permetterebbero di recuperare le tracce degli affreschi della volta settecentesca; nel tempo infatti la sala, usata come sacrestia ma anche come sala giochi da tante generazioni di giovani aidonesi, è stata sistemata alla meglio come dimostra il pavimento di cemento sovrapposto a quello di mattoni e la parete riportata alla nuda pietra. Nel corso della cerimonia è stata data notizia del finanziamento di un milione di euro, da parte della Regione Sicilia, che permetterà di completare i restauri della chiesa e della sacrestia in cui, oltre al pavimento di cotto rivelato da un saggio, è stata messa in luce la parete adiacente alla chiesa di sicura epoca normanna, testimoniata dalla tipica feritoia; potrebbe trattarsi dell’unica parete che si sia salvata della chiesa originaria e dalla demolizione dell’abside che risale probabilmente al XVI sec., quando, in seguito, forse all’acquisizione della reliquia di San Lorenzo, fu completamente riprogettata e ampliata.

L’acquisizione della reliquia e della pergamena di autenticazione secondo il dottore Caruso, che ha anticipato i risultati dei suoi studi che saranno raccolti in un libro di prossima pubblicazione, rivoluzionano la ricostruzione che finora è stata accettata sulla storia della Chiesa, sull’epoca della sua intitolazione a San Lorenzo, anteriore al 1535, sul ruolo giocato nella vicenda dalla famiglia dei Gioeni e dei Colonna; dalla pergamena si evincerebbe più semplicemente che un tale Giovanni Guadagni, rettore della chiesa di San Lorenzo, acquistò la reliquia per volontà della popolazione aidonese.

E’ intervenuto il maestro Cannizzaro che ha collaudato l’organo settecentesco dopo il suo recente restauro; a detta del maestro questo esemplare di organo può definirsi il migliore strumento possibile per quel periodo, sembra che il committente di allora abbia chiesto ed ottenuto il meglio, a tal punto che può definirsi uno dei migliori organi del Settecento ancora in circolazione: è stato fatto un lavoro eccellente nella costruzione e oggi nella restituzione alla sua chiesa e alla comunità.

La giornata ha coinciso anche con la vigilia della festa solenne di San Lorenzo patrono di Aidone che si conclude con la processione per le vie del paese del fercolo del Santo e, come da tradizione, con il concerto della banda “Vincenzo Bellini” e con i fuochi pirotecnici di mezzanotte.

Il Museo del “tesoro” della Chiesa madre si configura oltre che come un museo di Arte Sacra anche come espressione della memoria, della devozione e della fede della comunità cittadina; lo spazio museale è stato ricavato nell’ampia e antica sacrestia adiacente al presbiterio della chiesa, una delle più antiche del paese , costruita in epoca normanna, ridefinita nei suoi volumi e nello stile nel XVI sec , forse a seguito dell’acquisto, nel 1531 della reliquia di San Lorenzo e restaurata ampiamente nel XVII sec per riparare ai danni procurati dal terremoto del 1693. Nella bella sala espositiva fanno bella mostra di sé preziosi arredi e paramenti sacri provenienti dalla stessa chiesa e da altre abbandonate, diroccate o poco frequentate ed inidonee alla loro conservazione. Lo spazio dedicato a San Lorenzo presenta a sinistra entrando, una grande teca contenente un paliotto tardo-cinquecentesco, anche questo recentemente restaurato, rappresentante il martirio del Santo, il giovinetto che giace mollemente sulla graticola nel primo piano di un’imponente scorcio architettonico rinascimentale. Di fronte all’ingresso una vetrina con gli attributi argentei del martirio del Santo (aureola, palma e graticola), un pettorale e un baculo processionale. Di fronte al paliotto c’è la vetrina dove si espone la pergamena miniata datata 9 agosto 1531, con la quale il Papa Clemente VII attesta l’autenticità della reliquia di San Lorenzo conservata nel prezioso reliquiario di argento a forma di braccio. Nelle altre vetrine troviamo opere salvate dalla distruzione e dall’abbandono delle numerose chiese e dei conventi di cui era ricca Aidone ancora nell’Ottocento: il messale, dalla preziosa coperta d’argento del 1690, salvato dallo smantellamento del Convento di Santa Caterina; il calice della metà del XVI sec. proveniente dalla chiesetta di Sant’Antonio Abate; gli ottocenteschi sportelli lignei dipinti provenienti dalla chiesa diroccata dall’Annunziata rappresentanti San Lorenzo e l’apostolo Giuda Taddeo (nella parte posteriore in basso è la dedica del fedele che la fece costruire nel 1836, tale Lorenzo Calcagno La Manna, un nome ed un cognome che sono il marchio della aidonesità, uniti al probabile soprannome, La Mannna utile ad una sicura identificazione da parte dei contemporanei); i due quadri, sulla parete destra provenienti dalla chiesa degli Angeli Custodi, interessante il particolare della Madonna delle Grazie che dalle nuvole vigila sull’Angelo e sul bambino che accompagna: la Madonna porta la stessa collana in oro e rubini esposta nella vicina teca e riprende le fattezze del quadro della Madonna delle Grazie venerata nella vicina chiesa omonima; ed infine, appunto, il preziosissimo quadro della Madonna delle Grazie del 1618, un dipinto su ardesia attribuito a Pietro Antonio Novelli (il padre del più noto Pietro detto il Monrealese), molto caro ai fedeli aidonesi che finalmente potranno vedere da vicino il quadro ammantato di leggenda che diede origine alla omonima chiesa. Nelle altre vetrine sono conservati il Piviale di seta con fibula della fine del XVIII sec. e la Pianeta del XVII sec. , il turibolo architettonico d’argento (fine XV sec.), il crocifisso d’argento del 1797 e molti altri preziosi oggetti sacri liturgici. 

Franca Ciantia

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