martedì , Gennaio 26 2021

Pietraperzia. Presa di posizione del M5S pietrino su mancato controllo del territorio

Pietraperiza. Lettera di richiesta del Movimento Cinque Stelle pietrino per attivare un maggiore controllo del territorio da parte delle Istituzioni tutte, questo il contenuto della richiesta, che integralmente pubblichiamo:
“Al Ministro degli Interni, al Prefetto di Enna, al Questore di Enna, al Comandante Provinciale dei Carabinieri di Enna, al Comandante Prov. la Guardia di Finanza di Enna, al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica di Enna, al Comandante la Stazione dei CC di Pietraperzia, al Consiglio Comunale ed al Sindaco di Pietraperzia
L’ultimo episodio del furto del bancomat avvenuto a Pietraperzia nella centralissima Via Stefano di Blasi ai danni della Banca Intesa, dopo l’altro sottratto meno di un mese prima alla BCC San Michele nella piazza principale del paese, ha gettato nello sconforto l’intera cittadinanza, preoccupatissima ed allarmatissima sia per gli episodi in sé e per sé che per l’impunità con la quale gli stessi sono stati perpetrati. Sapere che una nutrita squadra di delinquenti possa commettere nel centro del paese simili gravissimi fatti in maniera assolutamente indisturbata ha dell’incredibile. Ormai in giro si scommette su quanto tempo passerà prima che sia asportato anche l’ultimo bancomat.
E’ gravissimo che dalle 14,00 del sabato e fino a lunedì e comunque ogni notte, la Caserma dei Carabinieri, unico presidio a Pietraperzia, rimanga chiusa. Chi ha bisogno e telefona ai CC. di Pietraperzia si sente rispondere da altra stazione (Piazza Armerina, Caltanissetta??). Per cui inevitabilmente l’intervento avviene con almeno (ad andare bene) 40 minuti dalla segnalazione. In queste condizioni è facile capire come i delinquenti posano avere agito indisturbatamente. Durante l’ultimo furto del bancomat, per quanto si è conoscenza, i cittadini hanno prontamente telefonato e comunque per la presenza di adeguati allarmi il fatto è stato segnalato in tempo reale, ma al solito l’intervento si è avuto quando ormai non era rimasto nessuno: infatti i mezzi arrivano da Piazza Armerina distante 30 km e collegata con una pessima strada.
Stando così le cose è altrettanto facile comprendere come i Carabinieri addetti alla stazione di Pietraperzia, ai quali va tutta la nostra solidarietà ed ai quali siamo vicini, si debbano sentire frustrati ed impotenti. Gli sforzi del nuovo comandante, m.llo Lo Moro e dei suoi collaboratori si infrangono contro questa carenza di mezzi e strutture. Occorre perciò un controllo continuo e costante del nostro Paese e non semplici palliativi quali quelli che vengono realizzati, in via transitoria e sporadica, dopo simili gravi fatti.
E se a ciò si sommano i furti accaduti nelle private dimore (almeno due nella sola serata di domenica 18.11.13, seguiti da altri nei giorni successivi, nonché le decine dei mesi scorsi) si capisce come stiano montando nell’opinione pubblica gravissimi sentimenti di totale sfiducia nei confronti dello Stato e delle sue forze. E si sentono voci sempre più forti di ricorso a milizie e difese private e di nostalgia per padrini mafiosi che garantivano pace e sicurezza. Potrebbe costituire uno strumento preventivo e repressivo il potenziamento del sistema di controllo del territorio, tante volte annunciato ma ad oggi non realizzato, con apposite telecamere poste almeno agli ingressi del paese, così come deve iniziare subito e senz’altra perdita l’effettivo utilizzo di quelle esistenti, in uno all’illuminazione delle strade.
La gente di Pietraperzia si sente sola ed abbandonata. Ed ha paura. Per cui si chiede: che a Pietraperzia, Comune ad altissima densità mafiosa (non si dimentichino le diecine di omicidi negli anni ’90 e i processi per 416 bis cod. pen. celebrati da ultimo contro boss pietrini ), la locale Caserma dei Carabinieri resti sempre aperta e che sia assicurata la costante presenza dei Carabinieri e dei mezzi 24 ore su 24; – l’immediata convocazione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza con la partecipazione, ove possibile, di un rappresentante del nostro movimento e delle altre forze politiche; che sia potenziato il sistema di controllo del territorio tramite video-sorveglianza e che sia realmente utilizzato e messo in funzione quello in atto esistente”.