lunedì , Agosto 2 2021

Spending review pure per la Diocesi di Nicosia

nicosia seminario vescovileNicosia. La chiusura del tribunale e quella del carcere, non sono le sole misure di “spending review” che hanno colpito la città, innescando una crisi economica ed occupazionale che non ha eguali nella storia di una cittadina che aveva una delle economie più floride dell’Ennese. Carcere e tribunale sono stati chiusi nell’ambito dei tagli decisi dal Governo ma anche la Chiesa cattolica sta “facendo i conti” e da tempo si parla di una diminuzione delle Diocesi in tutta Italia. La Diocesi di Nicosia, già dal settembre 2013 ha avviato una politica di risparmio con la chiusura del Seminario Vescovile. Una politica come tutte quelle che prevedono tagli, ha comportato la perdita del posto di lavoro di almeno 6 persone, ma ha anche stroncato un fiorente indotto. Il Seminario di Nicosia ha chiuso perché è stata scelta la sede di Centuripe, dove a settembre ha aperto il nuovo seminario diocesano. Centuripe è più vicina a Catania e quindi i seminaristi possono raggiungere più facilmente la sede della scuola di teologia.
Ma il Seminario era anche una grande struttura ricettiva e culturale, intorno alla quale gravitavano migliaia di persone ogni anno. Pellegrini, gruppi di preghiera, raduni religiosi, gruppi di catechesi. Per avere un’idea del numero di persone che si riunivano al Seminario, vi pernottavano, facevano tre pasti, basti pensare che solo Nicosia ha 4 gruppi neocatecumenali per parrocchia. Questi si riunivano periodicamente per 3 giorni, come anche i gruppi di catechesi per adulti. Durante questi raduni, che si svolgevano a Nicosia anche per i gruppi di preghiera dei Comuni vicini e che periodicamente era sede di incontri regionali, lavoravano a tempo pieno al seminario 2 cuochi, una amministratore, due operai, venivano assunti camerieri e, soprattutto, il necessario per preparare colazioni, pranzi e cene, veniva acquistato da fornitori del posto. Il Seminario era però anche riferimento per manifestazioni culturali, presentazioni di libri, incontri e congressi politici e per anni è stata la sede dei corsi di aggiornamento e formazione dell’Ordine degli avvocati. La sala veniva affittata e i partecipanti a raduni religiosi pagavano una quota di partecipazione, quindi la struttura per quanto imponente e con costi di gestione elevati, si auto finanziava e dava lavoro ai dipendenti, agli stagionali, ai fornitori, creando un fiorente indotto. I lavori di adeguamento alle esigenze ricettive, erano stati finanziati dalla Provincia con fondi per circa 5 miliardi di vecchie lire erogati nel 2000. Fondi pubblici che vennero concessi dalla Provincia proprio per attivare un indotto occupazionale a Nicosia. Attualmente i gruppi di preghiera di Nicosia tengono i raduni a Cefalù con un costo di 80 euro a persona, dei quali il 50% coperto dalla Curia, che a pochi passi dal Seminario sta realizzando la residenza estiva per sacerdoti anziani. I risparmi potrebbero non essere così vantaggiosi perché, a parte le conseguenze occupazionali su tante famiglie, la struttura non avendo più finalità di culto, dovrà pagare l’imposta sugli immobili.