I beni del boss Turi Seminara al vaglio della corte d’Appello
Enna-Cronaca - 04/06/2014
Il tribunale di Enna gli ha confiscato beni, ritenuti dal valore di 10 milioni di euro, sostenendo che c’è notevole di fferenza tra raddito complessivo e patrimonio e dovranno essere i giudici della Corte di Appello di Caltanissetta che dovranno decidere se confiscare questi beni oppure no. Si tratta di Salvatore Seminara, l’imprenditore agricolo di Mirabella Imbaccari, 66 anni, che la Dda di Caltanissetta ritiene si tratti del responsabile provinciale della famiglia di Cosa Nostra di Enna. I giudici nisseni stanno esaminando entrate ed uscite dell’agricoltore negli ultimi quindici anni. I giudici del Tribunale di Enna hanno sottolineato nel confiscare i beni che molto del patrimonio di Turi Seminara è di provenienza illecita, maturati con le estorsioni, con il pizzo ed anche con la gestione di case clandestine per il gioco d’azzardo. I difensori di Turi Semnara, gli avvocati Silvano Domina e Giuseppe Scillia, invece sono di parere contrario ed hanno ottenuto dai giudici nisseni di poter acquisire tutti i documenti relativi a redditi e contributi, ricevuti dall’imoprenditore agricolo per cui chiede che venga revocata la confisca di questi beni, prodotti con il lavoro continuo di tutti i familiari di Turi Seminara, e questi non raggiungono per niente i 10 milioni di euro, ma appena qualche milione e mezzo. La decisione sui beni verrà presa giovedì 26 giugno e gli avvocati difensori ce la metteranno tutta per dimostrare che tutto quello posseduto dalla famiglia Semonara è tutto di provenienza lecita con l’attività di imprenditori agricoli. Per Turi Semionara non finisce qui perché per lui sarà un giugno veramente caldo in quanto è imputato in un altro processo. Il 18 giugno, infatti, ci sarà un’udienza importante del processo bis “Olde One“ che ritorna da Roma, dai giudici della Cassazione e qui l’accusa per Seminara è di associazione mafiosa aggravata. Assieme Seminara si trova imputato, quello che la Dda considera essere il suo luogo tenente, vale a dire Gaetano Drago, commerciante aidonese di 55 anni, anche lui allo stato attuale libero per decorrenza dei termini di scarcerazione. Il processo doveva concludersi il mese scorso, ma non è stato possibile perché è venuto a mancare, per trasferimento, uno dei giudici. In primo grado Turi Seminara è stato condannato in primo grado a 10 anni, poi ridotti ad 8 anni in appello, ma questa sentenza è stata annullata sarebbe dovuta entrare nel vivo il mese scorso, ma è slittato per l’assenza di uno dei giudici. Seminara aveva preso10 anni in primo grado, poi la pena fu ridotta a 8 in appello e adesso la sentenza è stata annullata, mentre Drago era stato condannato a 6 anni, poi annullati perché gli avvocati difensori dei due imputati non avevano potuto ascoltare, senza filtro, le intercettazioni registrate dai carabinieri.