martedì , Gennaio 19 2021

Centuripe. Doppia mozione di sfiducia a Sindaco e Presidente Consiglio

centuripe antonino biondiCenturipe. Il PD ha abbandonato il suo Sindaco?. Sembra proprio di si, nell’ultimo Consiglio comunale su venti ben in dodici erano all’opposizione.  Ai cinque Consiglieri di opposizione, al momento dell’elezione del primo cittadino se ne sarebbero aggiunti altri sette. E non hanno perso tempo: doppia mozione di sfiducia sia per il Sindaco (nella foto) che per il Presidente del Consiglio.
Per dovere di informazione riportiamo integralmente le due mozioni, presentate in data odierna, inviate anche al Prefetto di Enna.

Presentazione mozione di sfiducia al sig. Sindaco del Comune di Centuripe Sig. Antonino BIONDI, ai sensi dell’art. 10, della legge regionale della Sicilia n. 35, del 15.09.1997, così come sostituito dall’art. 2, comma 1, della L. R. n. 25/2000 e modificato dall’art. 7 della legge elettorale n. 6, del 05.04.2011, pubblicata nella G.U.R.S. n. 16 del 11.04.2011.
I sottoscritti Consiglieri Comunali in carica presso il Comune di Centuripe Elino ADAMO, Vita Maria CHIARA, Grazia LO PRESTI, Antonella COSTANZO ZAMMATARO, Salvatore CHIECHIO e Rosario FICHERA:

PREMESSA IN DIRITTO E PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI
La normativa citata in oggetto prevede che la mozione di sfiducia al sindaco deve essere “motivata” e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati (nel caso del Comune di Centuripe, quindi, da almeno 6 consiglieri comunali) ed è posta in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
Per essere approvata la mozione deve essere votata favorevolmente da almeno i quattro quinti dei consiglieri assegnati (nel caso del comune di Centuripe da almeno dodicii consiglieri) ed in caso di approvazione ne consegue l’immediata cessazione degli organi del comune e si procede con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’assessore per gli enti locali, alla dichiarazione di anticipata cessazione dalla carica degli organi elettivi del comune, nonché all’amministrazione dell’ente con le modalità dell’articolo 11 della legge regionale 11 settembre 1997, n. 35.
E’ bene precisare che la Corte Costituzionale ha ritenuto legittima la presentazione e l’approvazione della mozione di sfiducia presentata dai consiglieri comunali nei riguardi del sindaco, rigettando le richieste avanzate per la dichiarazione di illegittimità costituzionale della normativa suddetta, per asserito contrasto con gli articoli 1, 48 e 97 della Costituzione, precisando che, riguardo l’art. 1, che non può dirsi in contrasto con il principio che la sovranità appartiene al popolo la previsione che il consiglio comunale, mediante voto di sfiducia, possa far cessare dalla carica il sindaco direttamente eletto dal popolo, poiché dalla sua approvazione ne consegue anche lo scioglimento del medesimo consiglio ed il ricorso ad una nuova consultazione popolare che ristabilisca le forme della necessaria collaborazione fra i due organi di governo del comune.
Non viola nemmeno l’art. 97 perché in un sistema in cui è previsto il voto disgiunto “la governabilità dell’ente locale non è assunta come un valore assoluto” (sentenza n. 107 del 1996), ma anche perché detta previsione non può essere riferita ai rapporti tra gli organi di governo del comune, i quali assumono, relativamente all’ambito di applicazione dell’ente locale, valenza intrinsecamente politica e quindi non possono essere valutati alla luce di un principio che si riferisce invece all’attività dell’amministrazione, che si svolge “senza distinzioni di parti politiche, al fine del perseguimento delle finalità pubbliche obbiettivate dall’ordinamento (sentenza n. 453, del 1990).
Infine il riferimento all’art. 48 della Costituzione è stata ritenuta dalla Corte priva di qualsiasi pur minima motivazione.
Con riguardo invece alla giurisprudenza amministrativa in merito alla qualificazione sostanziale ed al contenuto giuridico della motivazione richiesta dalla normativa citata in oggetto, ai fini della corretta e legittima approvazione della mozione di sfiducia, è stato più volte e correttamente rilevato che la legge prevede, quale condizione di legittimità della mozione di sfiducia al sindaco, solamente che essa sia “motivata” , ma che non contiene ulteriori precisazioni sulle modalità di questa motivazione.
Di conseguenza, è stato giustamente ritenuto che la motivazione della sfiducia al sindaco può essere non soltanto di natura giuridico –amministrativa, e cioè riferita alle sue conclamate inadempienze e violazioni rispetto al programma amministrativo di governo depositato dal sindaco al comune al momento della presentazione della propria candidatura, ma anche di carattere esclusivamente politico, e può legittimamente basarsi sulla diversità di orientamento politico tra sindaco e maggioranza consiliare; nonchè alle ripetute conflittualità tra gli organi comunali con il dissenso da parte dell’organo assembleare sulla gestione adottata dal sindaco; e ancora alla frantumazione della maggioranza che lo aveva sostenuto alle elezioni; e al mancato raggiungimento del consenso della maggioranza dei consiglieri nell’approvazione degli atti dell’amministrazione.
Per dette ragioni, la mozione di sfiducia al sindaco è caratterizzata da una elevatissima discrezionalità, sindacabile solamente in caso di manifesta illogicità o evidente travisamento dei fatti (TAR Sicilia Catania, sez. III, 12 maggio 2011 – in senso conforme – Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana, 28 settembre 2007, n. 886).
In altri termini, la mozione di sfiducia al sindaco, adottata dal consiglio comunale, rientra fra i provvedimenti caratterizzati da un’elevatissima discrezionalità, la cui motivazione può essere anche incentrata su una diversità di orientamenti politici fra sindaco e maggioranza consiliare, per cui non deve essere motivata in riferimento a precise inadempienze del sindaco rispetto al programma in base al quale è stato eletto (cfr. anche TAR Sicilia Palermo, sez. I, 20 agosto 2007, n. 1955 – nonché, con riferimento alla normativa nazionale, TAR Lombardia Milano, sez. I, 5 febbraio 2009, n. 1145).
Sicchè, di fronte ad una “motivazione politica”, (sussistente nel caso specifico che si sta discutendo), le eventuali ed ulteriori “aggiunte” di considerazioni e contestazioni di ripetute inadempienze e violazioni da parte del sindaco rispetto al programma in base al quale è stato eletto risulterebbero “irrilevanti ed inutili” ai fini della legittimità dell’approvazione della mozione di sfiducia, atteso che la sintetica motivazione della mozione di sfiducia, nella quale vengono esplicitate le ragioni politiche della sfiducia stessa, sfuggono alla cognizione del Giudice amministrativo, alla luce della giurisprudenza sopra richiamata.
Tuttavia, ad abundantiam, verranno velocemente passate in rassegna non solo le “motivazioni politiche” della sfiducia al sindaco, ma anche quelle “giuridico-amministrative”, che pure non mancano, rispetto al suo programma elettorale.
“MOTIVAZIONE DI CARATTERE POLITICO”
In data 06 e 07 maggio 2012 si sono tenute le elezioni amministrative nel comune di Centuripe per il rinnovo del Consiglio Comunale e l’elezione del nuovo Sindaco.
Tra i quindici neo eletti in Consiglio vi sono stati i sottoscrittori del presente atto, mentre nuovo Sindaco della Città veniva eletto il Sig. Antonino BIONDI, a capo della lista civica “Centuripe Lista Cittadina Liberamente insieme si può”, mentre all’opposizione andavano i Consiglieri di altra lista civica “Centuripe in Movimento”.
Nella coalizione che aveva appoggiato il sindaco venivano eletti ben dieci Consiglieri Comunali, mentre gli altri cinque Consiglieri andavano all’opposizione.
Detta coalizione politica, che si è autodefinita di “svolta”, per detta del sindaco e dei suoi alleati, avrebbe dovuto aggredire e risolvere gran parte dei problemi atavici di Centuripe nell’arco di “poco tempo”, quali: viabilità, traffico, verde pubblico, manutenzione stradale, sviluppo turistico, tutela e salvaguardia dei beni archeologici, sostegno alle attività commerciali ed artigianali, sostegno alle Istituzioni Scolastiche, potenziamento e miglioramento dei Servizi agli anziani ed alle persone Diversamente Abili, sostegno all’Agricoltura attraverso il miglioramento della viabilità rurale, riorganizzazione del personale comunale, servizi cimiteriali, mantenimento al minimo di tutte le imposizioni fiscali e tributarie, etc…, che non richiedevano particolari risorse economiche e finanziarie, ma solo una migliore e più dinamica organizzazione generale dei servizi pubblici locali.
Nessuno di questi aspetti è stato mai adeguatamente affrontato e risolto, né nei primi mesi e nemmeno a distanza di oltre due anni dall’insediamento del Sindaco, dimostrando un totale fallimento amministrativo.
Inoltre, quest’ultimo, a dispetto della sua autoproclamata esperienza (grazie alla sua ultra ventennale permanenza al Comune di Centuripe, come Consigliere Comunale per cinque anni, come Assessore Comunale per altri dieci anni ed,infine, come Sindaco per gli ultimi sette anni) e capacità politiche, e della sua affermata fedeltà alla coalizione politica che lo aveva sostenuto, contravveniva completamente a questi suoi impegni di lealtà e coerenza, già a distanza di pochi mesi dalle elezioni, e dopo un lungo periodo di contrasti, dando luogo a scontri ed aggressioni verbali, anche violente, nei confronti dei consiglieri, che non ha mancato in più circostanze anche pubblicamente di denigrare ed offendere.
E siamo solamente a meno di metà percorso.
Per queste ed altre ragioni i contrasti in Consiglio Comunale tra consiglieri e sindaco sono andati sempre più crescendo e si sono inaspriti, con dure accuse e prese di distanze, nonostante la collaborazione di tutti i Consiglieri Comunali, disponibili spesso ad approvare all’unanimità diversi atti amministrativi di rilevante importanza, non ultimo la costituzione dell’ARO per i servizi di igiene ambientale, oltre alla rinuncia dei termini in tutte le occasioni utili ad accelerare l’iter amministrativo per l’approvazione di bilanci e regolamenti.
Alla disponibilità dei Consiglieri Comunali, però, si contrappone da parte del Sindaco e della sua Giunta Comunale il totale disinteresse alle innumerevoli interrogazioni consiliari, nonché gli ordini del giorno e le mozioni approvate dal Consiglio Comunale, molto spesso, anche all’unanimità.
In funzione di tutto ciò e di quello che si dirà ancora in seguito, i sottoscritti Consiglieri Comunali si sono determinati a farsi promotori dell’iniziativa di presentare questa mozione di sfiducia, con contestuale richiesta al sig. Presidente del Consiglio Comunale di fissazione della seduta del Consiglio per discuterne e deliberare in merito, ritenendo che, nell’esclusivo interesse della città di Centuripe e dei centuripini, sia assolutamente indispensabile e non più rinviabile porre anticipatamente fine a questa pessima consiliatura, che ha segnato sia un solco profondo di divisione, distanza e contrasto tra Consiglio Comunale e Sindaco e tra Sindaco e Cittadini, sempre più sfiduciati da questa politica e da questo modo di amministrare la cosa pubblica; sia l’arretramento ed il peggioramento di tutti i servizi e dei conti pubblici ed un totale disorientamento politico ed amministrativo, pur nella consapevolezza che l’eventuale approvazione della presente mozione comporterà anche la cessazione anticipata dell’intero Consiglio Comunale.
Tutto ciò è senz’altro il male minore rispetto alla prosecuzione di questa disastrosa esperienza sindacale.
“MOTIVAZIONE DI CARATTERE GIURIDICO-AMMINISTRATIVO”
Considerato che sono trascorsi oltre 24 mesi dalla consultazione elettorale può, pertanto, farsi un bilancio puntuale, seppure conciso, dell’attività politico-amministrativa del sindaco e della sua giunta, al fine di dimostrare, in aggiunta a quanto già detto, come egli abbia sostanzialmente disatteso i contenuti del proprio programma, peggiorando le condizioni generali del paese e facendolo arretrare in ogni settore amministrativo.
Tutto ciò ha causato una grave sfiducia dei cittadini verso la politica in generale, facendo convincere anche i sottoscritti consiglieri del fatto che è sicuramente meglio interrompere subito questa esperienza prima che la situazione peggiori e precipiti definitivamente nel buio più totale.
Il programma elettorale del sindaco Biondi è stato chiaramente disatteso a causa della sua inerzia e disinteresse e la gestione amministrativa è stata fallimentare a causa della incapacità e della inadeguatezza dello stesso sindaco e della sua giunta.
E’ venuto meno il rapporto fiduciario tra sindaco e consiglieri e tra sindaco ed elettori perché poco o nulla è stato realizzato del programma presentato durante la competizione elettorale del maggio 2012, con particolare riferimento a tutti i del programma depositato in Comune all’atto della presentazione della candidatura.
Al punto 1) del programma veniva indicata la rivisitazione dello strumento urbanistico.
Risultato: la nomina di un commissario ad acta da parte della Regione per l’approvazione delle direttive di competenza del Consiglio Comunale.
Al punto 2) del programma veniva detto: “incrementare lo sviluppo turistico del nostro Paese, facendo leva oltre che sulle bellezze………”.
Risultato: la chiusura del museo etno antropologico e la perdita del finanziamento di oltre un milione di euro per la ristrutturazione dei locali dell’ex macello, sede anche del museo etno antropologico.
Al puinto 3) del programma veniva detto: “potenziare le campagne di scavi in sinergia con la Soprintendenza…….”.
Risultato: le uniche campagne di scavi sono quelle portate avanti da “Sicilia Antica” che ha dovuto penare non poco per ottenere le autorizzazioni e ciò nel totale disinteresse del Sindaco e della sua Giunta.
Al punto 4) del programma veniva detto: “Costituzione di un Consorzio fra le ditte operanti nella zona artigianale…..”
Risultato: continuando così non si troveranno più ditte nella zona artigianale in quanto vanno via per la mancanza dei più elementari servizi, manutenzioni comprese, oltre che per assenza della rete in fibra ottica, cosa inaudita nel’era della globalizzazione dei mercati. Da ultimo, e non meno importante, la chiusura della S.P. 41.
Al punto 5) del programma veniva detto: “razionalizzazione e miglioramento dell’ufficio relazioni con il pubblico…”
Risultato: non esiste traccia di una qualsiasi azione di miglioramento.
Al punto 6) del programma veniva detto: “azioni a sostegno delle attività commerciali con mercatini……..”
Risultato: nessuna azione di sostegno, nessun mercatino creato, scarsissima sinergia con il centro naturale commerciale “Corradino”.
Al punto 7) del programma veniva detto: “possibile riorganizzazione del mercato settimanale………”
Risultato: non esiste traccia di riorganizzazione del mercato settimanale.
Al punto 8) del programma veniva detto: “ miglioramento della viabilità………..”
Risultato: nessuna strada adiacente al centro abitato è stata migliorata e la situazione della viabilità è precipitata nel caos con l’astensione dei vigili urbani dalla effettuazione delle turnazioni e dei servizi festivi in quanto il Sindaco e la sua Giunta non riescono a dirimere la matassa. In altre parole su 24 h vi è la presenza dei vigili urbani per 6 h giornaliere, con esclusione di tutti i festivi.
Al punto 9) del programma veniva detto: “ Istituzione della consulta delle associazioni……..”
Risultato: il Consiglio Comunale ha adottato il regolamento per iniziativa e con una proposta di deliberazione presentata dai gruppi di opposizione e la Consulta non è stata ancora insediata.
Al punto 10) del programma veniva detto: “istituzione di rappresentanti di quartiere…….”.
Risultato: non c’è traccia.
Al punto 11) del programma veniva detto: “sostegno primario alle Istituzioni scolastiche………”
Risultato: le scuole sono allo sbando, le strutture non sono state migliorate e sono fuori norma mentre è in predicato la permanenza dell’autonomia dell’Istituto Comprensivo Ansaldi per la mancanza del requisito minimo di alunni richiesto. A parte il decremento delle nascite uno dei motivi è da ricercare nell’abbandono degli alunni della frazione Carcaci i quali scelgono scuole di altri comuni in quanto i locali della scuola di Carcaci sono stati lasciati nell’abbandono più totale e con una carenza strutturale dei servizi di trasporto.
Al punto 12) del programma veniva detto: “potenziamento e miglioramento dei servizi agli anziani ed alle persone diversamente abili”.
Risultato: nulla è cambiato rispetto al passato. E’ da dire che sono aumentati i periodi nei quali il servizio di assistenza domiciliare agli anziani non viene effettuato e poco o nulla è stato fatto per le persone disabili.
Al punto 13) del programma veniva detto: “costituzione di un nucleo di progettazione per accedere alle agevolazioni previste dai fondi comunitari del P.O.R. Sicilia”.
Risultato: non c’è traccia né del nucleo di valutazione né dei fondi europei.
Al punto 14 del programma veniva detto: “L’agricoltura, settore in crisi della nostra economia, sarà sostenuta attraverso il miglioramento della viabilità rurale e l’inclusione del territorio centuripino tra le zone svantaggiate”.
Risultato: su questo argomento potremmo consumare fiumi di inchiostro ma ci limitiamo a dire che non c’è traccia né di viabilità rurale nuova, né di manutenzione ordinaria di quella esistente né provvedimenti per includere il nostro territorio tra le zone svantaggiate.
Alo punto \15) del programma veniva detto: “ riorganizzazione e rideterminazione degli uffici e dei servizi al fine di renderli più efficienti e più efficaci”.
Risultato: niente di tutto ciò è stato realizzato ed è sotto gli occhi di tutti il malcontento del personale e dei cittadini e l’inefficienza dei servizi.
Al punto 16) del programma veniva detto: “mantenere al minimo possibile tutte le imposizioni fiscali…….”.
Risultato: risultano come dati obiettivi ed inconfutabili che il Sindaco, in questi primi due anni, ha innalzato il livello di tutta la tassazione locale, introducendo nuovi tributi locali o aumentando quelli esistenti, quali IMU, addizionale IRPEF TARES, aumentando i costi dei servizi a domanda individuale e riducendo l’area per il rimborso del trasporto degli studenti pendolari. Non si è messa in campo una valida ed efficace lotta all’evasione fiscale e si continua a pagare molto e non tutti. Manca una complessiva visione e corretta gestione della politica di bilancio e di revisione dei conti pubblici rivolte all’effettivo contenimento della spesa pubblica ed all’ottimizzazione delle risorse economiche ed umane. Regna il caos nella gestione dei tributi locali con bollettazioni sbagliate e rifatte nuovamente sbagliate e con invito ai cittadini a pagare solo le prime rate e ad aspettate un conguaglio correttivo a fine anno.
Nella redazione della presente mozione ci siamo limitati ad esaminare uno per uno i punti del programma proposto agli elettori dal Sindaco Biondi e potremmo scrivere pagine e pagine sulle occasioni mancate e sulla gestione negativa del nostro Comune che, a memoria d’uomo, non riscontra precedenti.
Tutto ciò premesso si conclude chiedendo al Presidente del Consiglio Comunale la convocazione dell’apposita seduta del consiglio comunale nei termini e modi di legge, al fine di discutere e deliberare in merito alla presente proposta di mozione di sfiducia al sindaco, con invito a tutti i consiglieri comunali a presentare ed approvare la presente mozione, guardando agli interessi generali e collettivi della nostra città e dei centuripini, mettendo, così, anticipatamente FINE a questa dannosa sindaca tura.
Firme dei consiglieri comunali
Elino ADAMO
Vita Maria CHIARA
Grazia LO PRESTI
Antonella COSTANZO ZAMMATARO
Salvatore CHIECHIO
Rosario FICHERA

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Presentazione mozione a sostegno della revoca del Presidente del Consiglio Comunale di Centuripe Avv. Pasquale Aurelio BONOMO, ai sensi dell’art. 10, della Legge Regionale della Sicilia n. 6, del 05.04.2011, pubblicata nella G.U.R.S. n. 16 del 11.04.2011 e dell’art. 41 dello Statuto Comunale di Centuripe, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n.20 del 25/05/2004 e modificato con deliberazione del Consiglio Comunale del 30/06/2014.
I sottoscritti Consiglieri Comunali in carica presso il Comune di Centuripe Elino ADAMO, Vita Maria CHIARA, Grazia LO PRESTI, Prospero BONANNO, Antonella COSTANZO ZAMMATARO, Salvatore CHIECHIO, Rosario FICHERA e Sara LUCA:

PREMESSA IN DIRITTO
E PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI
La normativa citata in oggetto prevede che la mozione motivata di revoca del Presidente del Consiglio Comunale sia sottoscritta dalla maggioranza assoluta dei Consiglieri Comunali assegnati (nel caso del comune di Centuripe, quindi, da almeno otto Consiglieri Comunali).
Per essere approvata la mozione di revoca deve essere votata favorevolmente, per appello nominale dai due terzi dei componenti del Consiglio Comunale (nel caso del comune di Centuripe da almeno dieci Consiglieri) ed in caso di approvazione ne consegue l’immediata revoca del Presidente del Consiglio Comunale e la conseguente elezione del nuovo Presidente nella stessa seduta.
E’ bene precisare che, ai sensi dell’art. 42 dello Statuto Comunale di Centuripe, il Presidente del Consiglio Comunale rappresenta il Consiglio stesso, ne dirige i dibattiti, fa osservare il regolamento del Consiglio, annuncia il risultato delle votazioni, convoca e presiede le Assemblee Consiliari e le Conferenze dei Capigruppo, assicura adeguata e preventiva informazione ai Gruppi Consiliari.
Inoltre il Presidente del Consiglio Comunale si ispira a criteri di imparzialità, intervenendo a difesa delle prerogative del Consiglio e dei singoli Consiglieri, oltre che per giurisprudenza (per tutte Consiglio di Stato n.6838 del 20 ottobre 2004) e dottrina costante “una delle funzioni essenziali del Presidente del Consiglio Comunale è quella di rivestire un ruolo di garanzia per tutte le parti politiche presenti nel Consiglio stesso…”, assumendo una volta eletto un ruolo istituzionale “primus inter partes” fra i Consiglieri.
Il Consiglio Comunale, infatti, è il luogo nel quale, anche grazie all’ampliamento del diritto di accesso agli atti ed alla documentazione amministrativa operato dalla giurisprudenza, i Consiglieri possono esercitare le prerogative loro riconosciute dall’ordinamento, ossia far valere il diritto di iniziativa su ogni questione sottoposta all’esame consiliare, chiedere la convocazione del Consiglio, presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno, proposte di delibere, etc…, secondo quanto previsto dallo Statuto Comunale e dall’art. 42, commi 1 e 2 del D.Lgs. 267/2000…, “la funzione del Presidente del Consiglio Comunale è strumentale non già all’attuazione di un indirizzo politico della compagine che ne ha determinato l’elezione”, (cfr R. Nobile), infine ma non da ultimo nei rapporti interorganici con le autorità di governo dell’Ente è imprescindibile che il Presidente del Consiglio Comunale, quale figura neutra e di garanzia, risulti portatore di una rappresentatività istituzionale, ovvero dell’intero Consiglio che lo ha eletto, e quindi tanto della maggioranza quanto della minoranza, venendo in considerazione l’organo consiliare nel suo complesso e non le sue espressioni politiche “interne” (ex multis: Cons. Stato 25/11/1999 n. 1983; Cons. Stato 6/6/2002 n. 3187; TAR Puglia 4/11/2002 n. 4719).
CONSIDERATO
– che come contestato da tutti i capigruppo nella richiesta di dimissioni, più volte espressa durante le sedute di Consiglio Comunale, il Presidente del Consiglio Comunale Avv. Pasquale Aurelio BONOMO si è reso spesso protagonista di comportamenti incompatibili con il ruolo istituzionale super partes che deve rivestire nell’Assemblea Consiliare, di assenza di neutralità nell’esercizio delle funzioni, evitando in più occasioni di intervenire a difesa e a garanzia della dignità del Consiglio Comunale e dei singoli Consiglieri;
– che venendo meno alla funzione del Presidente del Consiglio Comunale ha posto in essere atti e comportamenti strumentali all’attuazione di un determinato/i indirizzo/i politico/programmatico dell’Amministrazione Comunale;
– che il Presidente del Consiglio Comunale, nell’esercizio delle sue funzioni, non si è ispirato ai criteri di imparzialità ma, quello che è grave, in più occasioni ha omesso strumentalmente e coscientemente di intervenire a difesa delle prerogative del Consiglio e dei singoli Consiglieri, con atteggiamenti omissivi che denotano la completa mancanza di autonomia ed autorevolezza nella gestione del Consiglio Comunale, nello specifico:
1) più volte i lavori del Consiglio, malgrado le precise proteste di alcuni Consiglieri, sono stati condizionati non dalla volontà del Consiglio stesso ma da volontà esterne ed estranee allo stesso;
2) nella seduta del Consiglio Comunale del 18/06/2013, nonostante la palese irregolarità procedurale nella convocazione della seduta (rispetto dei termini) e l’assenza di alcuni consiglieri che, così non hanno sanato il vizio sostanziale, il Presidente del Consiglio ha proceduto nei lavori consiliari e, nonostantel’abbandono dell’aula di un intero gruppo di minoranza, ha proclamata “non approvata” una modifica dello Statuto Comunale in maniera del tutto anomala ed in contrasto con lo Statuto stesso;
3) più volte i Gruppi Consiliari sono stati costretti a presentare richieste di convocazione straordinaria del Consiglio Comunale, per riuscire a far celebrare almeno una seduta al bimestre che, altrimenti, non si sarebbe svolta.
Infine, dal punto di vista politico, il Presidente del Consiglio Comunale Avv. Pasquale Aurelio BONOMO non gode più della fiducia degli stessi Consiglieri che lo avevano eletto (ben sette consiglieri su dieci)
In funzione di tutto ciò e di quello che si dirà ancora in seguito, i sottoscritti Consiglieri Comunali si sono determinati a farsi promotori dell’iniziativa di presentare questa mozione di revoca, con contestuale richiesta al sig. Presidente del Consiglio Comunale di fissazione della seduta del Consiglio per discuterne e deliberare in merito, ritenendo che non vi siano le condizioni affinchè l’Avv. Pasquale Aurelio BONOMO possa continuare a ricoprire il ruolo di Presidente del Consiglio Comunale di Centuripe nell’esclusivo interesse del Consiglio Comunale.
Chiedono, pertanto, previa discussione consiliare, che i Consiglieri Comunali si esprimano favorevolmente alla revoca dell’attuale Presidente del Consiglio ed alla relativa e conseguenziale elezione di un nuovo Presidente.
Firme dei consiglieri comunali
Elino ADAMO
Vita Maria CHIARA
Grazia LO PRESTI
Prospero BONANNO
Antonella COSTANZO ZAMMATARO
Salvatore CHIECHIO
Rosario FICHERA
Sara LUCA