lunedì , Maggio 16 2022

Troina: 3° Memorial Giuseppe Greco

Giuseppe GrecoTroina. Con il concerto sinfonico-leggero che l’orchestra di fiati del gran complesso bandistico “Giuseppe Verdi”, diretta dal maestro Rosario Terrana, terrà giovedì 7 agosto alle 21 in piazza Conte Ruggero, sono tre le edizioni del memorial organizzate dall’associazione culturale musicale “Academia” per ricordare Giuseppe Greco, il giovane scomparso il 7 agosto 2012 all’età di 27 anni per una rarissima forma di tumore del cervello, che colpisce una persona ogni 900 mila. Astrocitoma anaplastico è il tumore del cervello che ha sottratto Giuseppe Greco agli affetti dei suoi familiari, parenti e molti amici che non vogliono dimenticare. Uno di questi suoi amici è il giovane musicista Giuseppe Terrana, che per ricordare Giuseppe Greco organizza ogni anno, da tre anni, il memorial coinvolgendo tutti gli altri componenti dell’orchestra. Greco non era un componente dell’orchestra, ma con i giovani musicisti del complesso bandistico “Giuseppe Verdi” aveva degli ottimi rapporti di amicizia. E’ questo il motivo per cui, nel giorno in cui ricorre l’anniversario della scomparsa di Giuseppe Greco, i suoi amici musicisti lo ricordano con quello che sanno fare bene per passione e non per denaro. Nel concerto di giovedì i suoi amici lo ricorderanno suonando brani delle opere di Bellini, Shostakovich, Arban, Puccini, Bar, Lehar e Piovani. Tutte le malattie sono una brutta cosa, ma il cancro è la peggiore di tutte. La comparsa del cancro di qualsiasi tipo è l’evento più temuto di tutti perché sconvolge l’intero progetto di vita della persona che colpisce. Anche la sua famiglia di appartenenza subisce dei pesanti contraccolpi. Prova un’indicibile sofferenza nel vedere che uno dei suoi componenti più giovani si sta spegnendo e che tutti i tentativi, con quei viaggi della speranza da un centro oncologico all’altro, per tenerlo in vita si rivelano vani. Fino a non molto tempo fa la gente si rifiutava persino di pronunciare le parole cancro e tumore alle quali preferiva l’espressione un “brutto male”, espressione ancora non del tutto scomparsa.

Silvano Privitera