Operazione Nickname: Agira centrale dello spaccio
Enna-Cronaca - 14/08/2014
Il Gup del tribunale di Caltanissetta, Marcello Testaquadra, ha depositato le motivazione della sentenza del processo «Nickname» che ebbe ad infliggere 138 anni di reclusione ai 27 imputati, tutti accusati di detenzione e spaccio, associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga.
Un’indagine effettuata dagli agenti del commissariato di polizia di Leonforte, diretti dal vice questore Salvatore Tognolosi. I capi di questa associazione erano Pietro Cuccia e Massimiliano Scaminaci, condannati rispettivamente a 13 anni il primo ed a 10 anni il secondo, mentre per gli altri imputati le condanne andavano dai due agli otto anni. Il pm Roberto Condorelli della Dda di Caltanissetta, che ha coordinato l’indagine dei poliziotti, nella sue requisitoria aveva chiesto delle condanne per gli imputati che sono state quasi tutte accolte. Il dispositivo della sentenza evidenzia che Agira era diventata il centro base per lo spaccio della droga nei comuni vicini. Piuttosto nutrito il collegio dei difensori composto dagli avvocati Maria Lucia D’Anna, Rosario Arena, Maria Chiaramonte, Vincenzo Franzone, Maria Greco Danilo Tipo, Orazio Spalletta, Filippo Grassia, Claudio Indelicato, Carmela Giacco, Antonio Impellizzeri, Margherita Ferraro, Alessandro Mirabile, Caterina Caltabiano, Salvatore La Biunda. Conosciute le motivazioni della sentenza gli avvocati, alla riapertura dei tribunali, dovranno decidere se preparare o meno il ricorso in appello. Un ruolo importante in questa operazione l’ha svolta uno degli arrestati, Sebastiano Buscemi di Assoro, che ha collaborato con gli agenti ed è diventato l’accusatore di alcuni agirini, come Pietro Cuccia e il fratello Giuseppe, accusati di aver gestito il traffico di droga che veniva acquistata a Catania.