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Museo Aidone-Morgantina: il tesoro di Eupolemo è già volato a New York

AIDONE ARGENTI coppaAidone-Morgantina. Alla fine quanto si paventava ormai da giorni si è consumato. Ieri, il 27 gennaio, alle ore tredici il camion, venuto per prelevare gli Argenti, è ripartito da Aidone con il prezioso carico alla volta di uno dei due aeroporti siciliani. È avvenuto tutto alla chetichella, solo a cose fatto qualcuno se l’è lasciato sfuggire e, facendo due più due, chi aveva visto il camion imboccare la salita del Museo o ridiscendere, ha capito! Sembra che per proteggere gli Argenti nel lungo viaggio siano state prese tutte le precauzioni, ma si è potuto constatare, una volta di più, da vicino, la loro bellezza grande quanto la loro fragilità. Oggi è stato il giorno del silenzio, dell’elaborazione del lutto, provoca una tristezza infinità vedere vuota la sala che riceveva luce e splendore dalla presenza del tesoro di Eupolemo. Resta la speranza che quelle vetrine al più presto possano ospitare i gioielli della collezione Cesnola di cui si fa cenno nella delibera della presidenza della Regione, in cui si autorizza il trasferimento degli argenti al MET di New York. Il silenzio non vuol dire rassegnazione, come è stato più volte ripetuto in questi giorni, perché la cittadinanza e la sezione locale dell’Archeoclub, pur consci di sembrare come quel manzoniano vaso di coccio stretto tra grandi vasi di ferro, non si arrendono e non perdono la determinazione che ci si possa impegnare per ridiscutere l’accordo Italia-MET, come è accennato nella famigerata delibera.
Alla notizia della partenza le parole della presidente dell’Archeolclub, Alessandra Mirabella, sono molto dure mentre assicura che “l’Archeoclub Aidone-Morgantina continuerà la battaglia per pungolare incessantemente le Istituzioni affinché il famigerato accordo-capestro venga ridiscusso”. Resta la convinzione che quell’accordo per il prestito di quattro anni – da rinnovare di quattro in quattro con stazionamento alternativamente a NY e ad Aidone- per quarant’anni “ Non è avvenuto tra Stati, come viene sbandierato, non ne ha il crisma. museo_aidone (20)Tanto è vero che alla stipulazione, avvenuta tra rappresentati del Ministero, della Regione Siciliana e il MET, non erano presenti né il Ministro degli Esteri dell’Italia, né il Segretario di Stato degli USA né i loro ambasciatori. È da considerare, piuttosto, come una mera convenzione di carattere privatistico firmata da un direttore di museo e alcuni rappresentanti delle Istituzioni italiane” La Mirabella, che ha avuto tra le mani il documento del 2006, così continua “Basta soffermarsi sui punti 8.2 e 8.3 del suddetto accordo, per riscontrarne il carattere costrittivo, inibente, minaccioso imposto dal MET, con l’ imposizione di clausole che nessun privato accetterebbe, in quanto facilmente invalidabili, qualora denunciate, in un procedimento civile o anche penale. Tutto dà l’idea che sia il frutto di una circonvenzione di un soggetto debole!” Peccato che nessuno abbia mai, pur essendocene le condizioni, pensato di impugnarlo, né la Regione, che in qualche modo era stata scavalcata, pur essendo l’unica a potere dire l’ultima parola, né il comune, né il Parco che non c’è!
La questione degli Argenti fu sollevata dall’Archeoclub di Aidone già nel dicembre 2012 con una petizione che si arenò dopo le rassicurazioni intervenute con il decreto Sgarlata sull’inamovibilità degli stessi. Sappiamo come finì l’assessore Maria Rita Sgarlata, costretta a dimettersi, e proprio oggi, per una strana coincidenza, scagionata completamente dalla Procura di Siracusa che ha depositato la richiesta di archiviazione di tutte le accuse mosse ad arte, come si evince dalle parole del sottosegretario Davide Faraoni che parla di metodo Boffo.
ade serena1Tornando agli Argenti c’erano tutte le condizioni per impugnare l’accordo e secondo la Dott.ssa Mirabella è stato un errore “non puntare sul ricorso all’arbitrato previsto nel famigerato accordo per mettere in discussione il patto e rinegoziarne le clausole. In questi anni di permanenza degli argenti ad Aidone ce ne sarebbe stato il tempo!”. Ora non resta che sperare e premere che al più presto si apra un tavolo di discussione e che intanto l’Assessore Purpura sia dia “da fare per far entrare ad Aidone la testa di Ade” offerta gratuitamente dal museo di Malibù ma di cui non si è saputo più nulla.
DEE, Demetra e KoreIntanto viene data conferma dallo stesso assessore Purpura che gli Acroliti delle dee di Morgantina, un altro delle restituzioni dai musei americani, rappresenterà la Sicilia all’EXPO di Milano, privando il Museo di Aidone, proprio nel momento di maggiore flusso turistico, anche di queste preziose statue. Non si capisce la ratio dell’esposizione dei reperti archeologici in un ambiente del tutto decontestualizzato la speranza, da parte dell’amministrazione comunale che ha appoggiato la proposta, è che porteranno turisti da tutto il mondo in Aidone. Ancora una volta come quattro anni fa si è conviti che basta possedere un bene per dirsi ricchi, dimenticando che per renderlo produttivo sono necessarie strutture turistiche, infrastrutture, cultura del turismo, cose che attualmente il paese non possiede. Contro la partenza per Milano degli Acroliti si è levata anche la voce autorevole di Malcom Bell III, il professore emerito di archeologia classica presso l’Università della Virginia, direttore dal 1980 degli Missione americana degli scavi archeologici Morgantina, nonché cittadino onorario di Aidone. Bell ha preso carta e penna e ha rivolto al Sindaco di Aidone un accorato appello perché si prodighi a non permettere che gli Acroliti vengano spostati da Aidone e perché si rimetta in discussione il patto ricattatorio che ha riportato gli Argenti a New York! Contrariamente a noi turisti della domenica, il professore Bell, che da più di trent’anni fa la spola tra la Virginia e la Sicilia, non crede che basti una strada disagiata per fermare chi ama l’arte e la storia che raccontano i reperti archeologici. In assenza degli Acroliti, secondo M.Bell, “I molti turisti ed altri visitatori, fra cui i tanti ragazzi delle scuole di tutta la Sicilia, perderanno l’esperienza di stare di fronte alle divinità Demetra e Kore, realizzate in opere uniche del loro genere in tutta la scultura greca ed esposte in una esibizione lodata per la sua bellezza e raffinatezza. In un momento in cui il Museo di Aidone ha già dovuto soffrire la sottrazione involontaria del tesoro di argenteria di Eupolemo, mi sembra ovvio che un’altra perdita contemporanea di opere di ugual importanza sarebbe da evitare a tutti i costi”.

Franca Ciantia