giovedì , Gennaio 28 2021

Calascibetta, ricordo di due illustri concittadini: on. Giuseppe D’Angelo e don Paolo Castagna

calascibetta largo on d'angeloCalascibetta. La piazza antistante la chiesa dell’Itria intestata alla figura dell’On. Giuseppe D’Angelo. Intitolata al sacerdote don Paolo Castagna invece la piazzetta che costeggia da un lato i saloni della chiesa Maria SS. del Carmelo, dall’altro il Palazzo di città. Due targhe commemorative, su iniziativa dell’ex sindaco Carmelo Cucci e della sua Amministrazione, per tenere vivo il ricordo di due illustri concittadini: l’On. D’Angelo, deceduto a dicembre del 1991 quando aveva 78 anni, e don Paolo, morto nell’agosto del 1997 all’età di 68 anni. Virtù politiche per l’On. D’Angelo, presidente della Regione Siciliana ad inizio degli anni 60′, l’uomo che contribuì alla fine del “Milazzismo” nell’isola, che si adoperò per la moralizzazione della vita pubblica schierandosi contro gli esattori delle tasse, i fratelli Nino e Ignazio Salvo. D’Angelo, il politico che amava la sua Calascibetta, il primo paese della Sicilia a servirsi del metano. “E’ stata una personalità politica – spiegano i suoi conoscenti – che ha permesso a molti xibetani di avere un futuro roseo, di crearsi una famiglia”. Pregi umani per don Paolo Castagna, il sacerdote innamorato dei giovani e amato da tutti gli xibetani. calascibetta Targa don Paolo CastagnaIndimenticabili – spiegano molti cinquantenni – le serate trascorse in oratorio, ma anche i pomeriggi di maggio dedicati alla Madonna con la chiesa del Carmelo gremita all’inverosimile, il sorteggio dopo la celebrazione eucaristica e la gioia di coloro che ogni sera si portavano a casa un regalino. Ma ancora oggi sono in tanti a ricordare le mitiche partite di calcio, tra i ragazzini di scuola elementare, con don Paolo nel ruolo di arbitro. E per raggiungere il campo sportivo di contrada Quattrocchi, i piccoli calciatori si affidavano alla bontà di don Paolo, il quale, con la sua mitica Fiat 127 di colore arancione, percorreva più volte il tratto di strada che separava il “cuore” del paese dal rettangolo di gioco.

Francesco Librizzi







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